it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE

TECNICE COSTRUTTIVE IDENTICHE IN DIVERSI CONTENENTI. COME E' STATO POSSIBILE?

Ollantytambo (Perù)
Il maestoso complesso dei templi di Angkor in Cambogia venne fatto erigere nel XII secolo d.c. ovvero molto tempo prima della scoperta ufficiale delle Americhe. Ciononostante il sito presenta straordinarie analogie costruttive con le tecniche utilizzate dai popoli precolombiani, indizi che riconducono ancora una volta all'eredità di un'antica civiltà globale andata perduta.
I grandi blocchi di pietra della struttura infatti non furono cementati tra loro, ma vennero fissati insieme da morsetti di metallo saldamente incassati all'interno del granito.


Ciò significa che gli antichi operai disponevano di fonderie mobili che potevano essere agevolmente spostate tra un blocco di granito e l'altro per versare la colata metallica direttamente nelle fessure da riempire.
Ma la circostanza più incredibile è che tale tecnologia costruttiva molto avanzata venne utilizzata anche per edificare molti altri templi sparsi, nel mondo, come per esempio quelli di Tiahuanaco (Bolivia), di Ollantytambo (Perù), di Dendera (Egitto), di Sarnat (India).



Dall'analisi spettrografica delle graffe metalliche di Puma Punko (Bolivia) è stato scoperto che erano formate dalla seguente lega: 2,05% di arsenico, 95,15% di rame, 0,26% di ferro, 0,84% di silicio, 1,70% di nichel. Un risultato che attesta un livello di conoscenze tecnologiche molto superiore a quello che ufficialmente è  riconosciuto sino ad ora a questi antichi costruttori.
Oltre ad altri indizi di contatto tra le diverse civiltà, come l'associazione del complesso di Angkor a particolari astri del cielo (nel suo caso la costellazione del Drago), per le piramidi di Giza la costellazione di Orione, il rigoroso rispetto dell'orientamento verso i quattro punti cardinali e la celebrazione rituale di eventi come solstizi ed equinozi. 

Tempio di Angkor

foto satellitare Tempio di Angkor

costellazione del Drago





























A Carnac per esempio una località della Bretagna (Francia) vi è una concentrazione impressionante di pietre megalitiche fatte risalire dagli archeologi ortodossi a un periodo compreso tra il 3500 e il 1500 a.C. 



Questi macigni di granito durissimo arrivano a superare le 350 tonnellate, ciononostante furono tagliati, lavorati e infine trasportati da cave distanti decine di chilometri. Stessa cosa dicasi per il sito di Stonehenge a Salisbury (Inghilterra). Esso è quanto resta di un antico e sofisticato calendario di pietra che risale almeno al III o IV millennio a.C. L'osservatorio fu costruito da qualcuno che possedeva notevoli nozioni matematico-astronomiche già nell'età della pietra. 




Pertanto oggi sappiamo con certezza che i misteriosi "architetti" megalitici furono i primi ad utilizzare i medesimi criteri di costruzione e di allineamento astronomico, indipendentemente dalla regione del mondo in cui si abitarono.



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Fonti: libro "Scoperte archeologiche non autorizzate, oltre la verità ufficiale" di Marco Pizzuti. Internet, quindi materiale pubblico.



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PALLA DI FUOCO IN CINA. RILEGGIAMO LE SCRITTURE ANTICHE.


PALLA DI FUOCO IN CINA.

È il caso di un dipinto cinese del 19° secolo. Wu Youru è stato un importante pittore Qing, la dinastia che ha governato la Cina tra il 1644 e il 1911. Nel 1892, Youru produsse una singolare opera intitolata “Red Hot Flames in the Sky” (Fiamme rosse ardenti nel cielo).
Red Hot Flames in the Sky



Il dipinto descrive un avvistamento Ufo testimoniato dal pittore stesso, così come da centinaia di passanti. Oltre alla parte prettamente grafica, il dipinto è corredato da una descrizione fornita dall’artista stesso in 190 caratteri, nella quale vuole chiarire che tutte le spiegazioni plausibili date al fenomeno non esauriscono la sua portata ultraterrena. Una traduzione della descrizione di 190 caratteri è stata fornita da Paul Dong, ricercatore e scrittore Ufo di lungo corso, nel suo libro “China’s Mjor Mysteries” (I più grandi misteri della Cina).


“Erano circa le otto di sera del 28 settembre 1892. Nel cielo a sud di Nanchino apparve una palla di fuoco a forma d’uovo, rossa ma priva di luce. Fluttuava lentamente nell’aria, diretta a est. Dal momento che il cielo al tramonto era nuvoloso e oscuro, la sua comparsa fu evidente. Sul ponte di Zhu-Que si radunò una folla di diverse centinaia di persone che in punta di piedi allungavano le teste in avanti. Indugiò il tempo di un pasto, svanendo poco a poco in lontananza. Alcuni ritennero che era passata una meteora. Ma una meteora impiega solo un istante prima di svanire, mentre i movimenti di questa palla dalla sua prima comparsa nel cielo fino alla sua definitiva scomparsa in lontananza furono piuttosto statici. Quindi non poteva essere una meteora. Altri affermarono che era una delle lanterne cinesi che i bambini facevano volare. Ma il vento soffiava verso nord quella sera, mentre la palla di fuoco era rivolta verso est. Quindi non poteva essere nemmeno una lanterna cinese. Per un certo periodo ognuno ne parlò ma nessuno seppe risolvere il mistero. Un anziano signore disse: “Quando all’inizio si alzò, ci fu un leggero rumore, appena udibile, come di un approssimarsi animato di uomini che si lanciano al di là del Cancello del Sud”.

ECCO LA CONFERMA SCIENTIFICA CHE LE SCRITTURE ANTICHE RACCONTANO LA REALTA'!! IL SISTEMA SOLARE




La grande maggioranza di noi uomini moderni non presta attenzione a quelle minuscole luci che oggi sono i pianeti nel cielo notturno, ed è probabile che solo uno su dieci o addirittura uno su cento sia in grado di indicare senza esitazione nel firmamento quale minuscola luce sia Marte e quale Giove.

Inoltre i pianeti si spostano, anche se è difficilissimo riuscire a rendersi conto del loro movimento, per quanto è lento, tanto lento che ad esempio Giove attraversa il cerchio dello zodiaco in ben 12 anni, a differenza del Sole che lo attraversa ogni 24 ore, la Luna ancora di meno.

Fatta questa premessa, come mai nelle epoche più antiche, il Sole veniva considerato come un astro di minore importanza rispetto ad alcuni pianeti; si adoravano infatti solo i pianeti, (che oggi sono i mondi più lontani), anche se sono inconsistenti come fonti di luce e inefficaci come sorgenti di calore? Come mai per dirla in parole semplice, gli antichi adoravano i pianeti meno visibili?

Il Sole e la Luna sono due corpi risplendenti e quindi è facilmente comprensibile che l'immaginazione dei popoli antichi li considerava con estrema meraviglia attribuendo a essi qualità mitologiche. Lo strano è che, malgrado questo, le più antiche mitologie dei caldei, dei greci, dei romani, dei Popoli dell'Indo e dei Maya sembravano preoccuparsi non tanto del Sole e della luna quanto dei pianeti più remoti e meno visibili. Tra questi Giove che veniva adorato da diverse civiltà, come pure Marte, scelto per impersonificare il dio della guerra. Come mai?

Giove

E' possibile immaginare che il nostro sistema solare abbia subito violenti accadimenti tali da spostare la posizione di vari pianeti? Pare proprio di si! Finalmente oggi abbiamo una conferma importantissima, scientifica, di quanto immaginava ed ipotizzava Immanuel Velikovsky (1895-1979) studioso ebreo diventato famoso per aver pubblicato il best-seller (Mondi in collisione), teorie valutate positivamente all'epoca anche da Albert Einstein, per le quali però, lo stesso Velikovsky è stato per anni criticato, deriso, dichiarato pazzo e fuori di senno dagli astronomi della sua epoca.
In pratica la sua teoria era che Giove, migliaia di anni fa, girava attorno al Sole con un'orbita molto differente da quella di oggi.
Anche Marte occupava un'orbita differente, cosa scritta sui più antichi testi sacri delle nostre civiltà. Notizia confermata anche dall'ammissione oggi, da parte della NASA che sul pianeta Marte c'era l'acqua, sottoforma di mari e fiumi, quindi liquida. Di conseguenza Marte doveva avere una posizione diversa da oggi, dove la temperatura gelida non permette certo la 
Che tra Giove e Marte ci fosse un pianeta che in qualche istante non si sa quando nè come ne perchè, è esploso.

Marte


Fonte Ansa.it:
Come una scatola nera del Sistema Solare, i meteoriti dell'asteroide Vesta conservano le tracce dell'intenso bombardamento che circa 4 miliardi di anni fa ha sconvolto le regioni più interne del nostro sistema planetario, prendendo di mira anche la Terra e la Luna.
Lo ha scoperto lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience e condotto con un'importante partecipazione italiana. La ricerca è stata coordinata da Simone Marchi, che lavora negli Stati Uniti presso il Southwest Research Institute e fra gli autori c'è Maria Cristina De Sanctis, dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf), responsabile dello strumento italiano Vir (Visual and Infrared Spectrometer) a bordo della sonda Dawn della Nasa. Lo strumento è realizzato da Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Inaf. 
La ricerca si è basata sulle analisi dei meteoriti di Vesta arrivati sulla Terra, confrontata con alcune simulazioni e con i dati forniti dalla sonda Dawn, che ha visitato Vesta dal luglio 2011 al luglio 2012 e attualmente in viaggio verso Cerere.
Secondo i ricercatori i tremendi impatti avvenuti sulla superficie di Vesta sono stati causati da disturbi gravitazionali analoghi a quelli che in passato hanno messo grandi asteroidi in rotta di collisione con Terra e Luna. L'intenso bombardamento è avvenuto circa 4 miliardi di anni fa, in un periodo molto drammatico della storia del Sistema Solare, chiamato 'cataclisma lunare', durante il quale pianeti gassosi giganti come Giove e Saturno hanno subito una migrazione dalle loro orbite, destabilizzando la fascia degli asteroidi.
Di conseguenza, come in una gigantesca carambola cosmica, gli asteroidi sono stati scagliati contro gli altri corpi del Sistema Solare. 
I meteoriti di Vesta sono stati confrontati sia con i meteoriti molto antichi, dalla provenienza sconosciuta, sia con rocce lunari ed è emerso così che il bombardamento è durato centinaia di milioni di anni. E' stata una catastrofe che non ha coinvolto solo i corpi più interni del Sistema Solare, come si riteneva finora, ma la stessa cintura degli asteroidi che si trova fra Marte e Giove, come testimoniano i frammenti di Vesta. 


Le simulazioni indicano che gli impatti sono avvenuti a velocità straordinarie, decisamente superiori rispetto a quelle finora osservate nella fascia di asteroidi. Il calore generato dalle collisioni è stato così elevato da reimpostare le età di questi oggetti analizzati e tutti appaiono risalire a un periodo compreso fra 3,4 e 4,1 miliardi di anni fa, indicando che il bombardamento è avvenuto nello stesso periodo. "In pratica – sottolinea De Sanctis - tutti questi oggetti, in termini di impatti, hanno condiviso la stessa infanzia". (fonte ansa.it).

Saturno fotografato dalla sonda Cassini
gli anelli di Saturno

Altra conferma scientifica che il sistema solare sia stato squassato da apocalittici scontri tra mondi arriva dalle foto scattate dalla sonda Cassini, del pianeta Saturno. Infatti gli anelli di Saturno, al contrario di quanto si era sempre supposto, NON sono antichi o molto antichi. Invece sono probabilmente di recentissima formazione in quanto sulle miriadi di minuscoli detriti che li compongono non si è ancora posato che un leggerissimo strato di polvere cosmica, uno strato impercettibile, che li fa apparire ancora lucidissimi, quindi in termini cosmici "nuovi di zecca".

Sarebbero quindi i resti sgretolati di una o più lune che, essendosi avvicinate troppo al gigantesco pianeta (Giove) ne sono rimaste sbriciolate. Forse questo cataclisma si è verificato quanto già sulla Terra esistevano anche gli uomini? Ancora non lo sappiamo, ma il continuare a fare domande porterà certamente a nuove scoperte e perchè no a nuove conferme.
Cosa dimostra questo articolo, a parte il cambiamento del nostro sistema solare in passato??

Dimostra che tutte le scritture antiche che fino ad oggi sono considerate semplici racconti inventati in realtà non sono altro che la testimonianza scritta lasciataci dai nostri avi quale reportage di quello che hanno visto e vissuto nel loro passato. Quindi sarebbe il caso di riesaminare con occhi diversi e soprattutto con mente aperta tutto quello che è stato scritto.