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LA NOSTRA LUNA E' STATA COSTRUITA ARTIFICIALMENTE!!!

LA LUNA E' STATA COSTRUITA ARTIFICIALMENTE.

 Il nostro pianeta beneficia degli effetti importanti che la Luna produce su di esso. Se non ci fosse, l'asse terrestre non potrebbe essere stabile come lo è oggi e la dinamica delle maree sarebbe certamente diversa. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla! La Luna, con la sua presenza discreta, rende un servizio insostituibile al pianeta Terra e agli esseri viventi che su di esso vi abitano. Se essa non ci fosse, il fenomeno delle maree sarebbe del tutto stravolto. L’acqua degli oceani sarebbe distribuita diversamente, occupando equamente le regioni equatoriali e quelle polari. Così alcune correnti oceaniche non sarebbero mai sorte, impedendo la regolazione termica del pianeta e la formazioni delle nubi e quindi la circolazione atmosferica su scala globale. Come spiega l’INAF, un altro fondamentale ruolo della Luna è la stabilizzazione dell’asse di rotazione terrestre. 

Attualmente il valore medio dell’inclinazione di questo asse rispetto al piano dell’eclittica è di 23 gradi e mezzo, e questo valore oscilla sì ma in un intervallo di meno di due gradi e mezzo nell’arco di circa 41 mila anni. 
Se non avessimo la Luna ad orbitarci attorno, questa forbice sarebbe molto più elevata, fino a raggiungere valori prossimi a 90 gradi. 
In pratica, significherebbe che, seppure nel corso di milioni di anni, le calotte polari potrebbero migrare fino in prossimità dell’equatore! 
Infine, un’altra importante funzione della Luna è legata alla cultura umana. Sui suoi movimenti sono stati basati i primi calendari. Basti pensare che il più antico calendario lunare è stato concepito circa 10 mila anni fa. Lo stesso raggruppamento dei giorni in settimane e mesi rispettivamente sulla durata di una singola fase lunare tra le quattro principali e sulla durata di un ciclo completo di fasi, cioè a quattro settimane.
 Secondo l’opinione di un certo filone di ricercatori, tutti questi fattori non sarebbero semplicemente delle coincidenze naturali, sarebbero troppe tutte insieme, ma condizioni determinate da un "intelligenza", per fare in modo che la Luna rendesse più stabile il pianeta Terra. In questa visione, non solo la Luna non avrebbe origini naturali, ma sarebbe addirittura un’astronave con una finalità del tutto sconosciuta. 




La teoria dell’Astronave Luna, conosciuta anche come la Teoria Vasin-Shcherbakov è stata proposta nel 1970 da Michael Vasin e Alexander Shcherbakov, due membri dell’Accademia Sovietica delle Scienze, in un articolo intitolato “La Luna è la creazione di un’intelligenza aliena?”. Nell’articolo i due scienziati sostengono che il nostro satellite sarebbe un planetoide cavo realizzato da esseri sconosciuti in possesso di una tecnologia di gran lunga superiore a qualsiasi altra disponibile sulla Terra. Enormi macchinari sarebbero stati utilizzati per fondere le rocce e creare grandi cavità all’interno della Luna, con il risultato di abbondanti fuoriuscite di lava sulla superficie lunare. La Luna sarebbe quindi costituita da uno guscio esterno, realizzato con le scorie metalliche della lavorazione delle rocce, e da uno scafo interno, una sorta di guscio più profondo. Ecco i perché di questa loro teoria. 

 Le anomalie della Luna Nonostante le numerose visite eseguite grazie alle missioni Apollo, la Luna resta un enigma per gli scienziati sotto molti punti di vista. Prima di tutto la sua grandezza, in effetti rispetto ai satelliti degli altri pianeti, è notevolmente più grande per le dimensioni della nostra Terra; Il materiale di cui è fatto il suo terreno, che non trova corrispondenza con quello della terra; La sua distanza dal sole ect... 
Tuttavia, come affermano Vasin-Shcherbakov nel loro articolo, molti aspetti considerati finora enigmi lunari sarebbero spiegabili alla luce della loro ipotesi. Prima di tutto l'origine della Luna è uno dei problemi più complessi della cosmogonia. Finora, le ipotesi sulla sua origine, sono tre:
1) La Luna era una volta parte della Terra e un qualche tipo di forza la espulsa in orbita. Questa teoria, secondo i due ricercatori, è stata smentita dalle ricerche più recenti soprattutto riguardanti la composizione del suo terreno che non ha eguali sulla Terra; 
2) La Luna si è formata in maniera indipendente dalla stessa nube di polveri e gas della Terra, diventandone un satellite naturale. Ma allora perché c’è una grande differenza tra il peso specifico della Luna (3,33g per centimetro cubo) e quello della Terra (5,5g)? Inoltre, come già detto, le analisi sui sassi portati a Terra dalle missioni Apollo rivelano che la composizione delle rocce lunari è differente da quelle terrestri; 
3) La Luna si è formata separatamente e lontano dalla Terra (forse fuori dal Sistema Solare). 
Ciò significa che il nostro satellite avrebbe navigato nel cosmo per lungo tempo e una volta giunta in prossimità della Terra, grazie ad una complessa interazione tra le forze gravitazionali, sarebbe stata catturata in una orbita geocentrica perfettamente circolare. Si tratterebbe di un complesso di fattori davvero eccezionale! Di fatto, secondo Vasin e Shcherbakov, gli scienziati che studiano l’origine dell’Universo ad oggi non hanno alcuna teoria accettabile per spiegare come sia nato il sistema Terra-Luna. La loro ipotesi è semplice: la Luna è un satellite artificiale messo in orbita attorno alla Terra da parte di intelligenze non terrestri a noi sconosciute. 




L’ipotesi dei due scienziati russi implica che la Luna deve essere vuota al suo interno, con un guscio sottile di metallo che spiegherebbe come mai i “grandi crateri lunari”, generalmente formati da impatti meteoritici, sono così poco profondi, presentando il fondo piatto o addirittura convesso, a differenza dei crateri più piccoli che hanno una profondità proporzionale al loro diametro. Gli autori sottolineano che il materiale di superficie della Luna è composto prevalentemente da cromo, titanio e zirconio, tutti metalli refrattari, meccanicamente resistenti e con proprietà anti-corrosivo. Se qualcuno avesse dovuto mettere a punto un materiale per proteggere un gigantesco satellite artificiale dagli effetti sfavorevoli degli sbalzi di temperatura, dalle radiazioni cosmiche e dal bombardamento meteoritico, probabilmente avrebbe scelto proprio questa miscela di elementi. Questa considerazione spiega il motivo per il quale le rocce lunari sono un così straordinario cattivo conduttore di calore, un fattore che stupì molto gli astronauti delle missioni Apollo e i ricercatori della Nasa. Non era proprio quello l’effetto desiderato da chi ha progettato la Luna? Così scrivono i due ricercatori russi nell’articolo: “Dal punto di vista ingegneristico, l’astronave che noi chiamiamo Luna è superbamente costruita. E questo spiega molto bene la sua longevità. E’ possibile che sia anche più antica del nostro stesso pianeta: alcune rocce lunari si sono dimostrate essere più antiche della Terra. Se questo è vero, questo però potrebbe valere per l’età dei minerali utilizzati e non per quando sono stati utilizzati per costruire il satellite”. 
 Quando è stata messa lì? E da chi? Secondo i due ricercatori, è difficile stabilire il tempo quando la Luna ha cominciato a brillare nel cielo. Ciò implica che potrebbe esserci stato un tempo in cui la Terra era senza Luna? E qui si fa interessante il discorso! Alcuni studiosi di storia e di miti antichi hanno trovato nella letteratura antica brani tratti da autori importanti del passato nei quali si legge chiaramente che un tempo il cielo terrestre era senza la Luna, forse il ricordo più remoto dell’umanità. Ippolito di Roma, un autore cristiano del II secolo, nel suo Refutatio Omnium Haeresium spiega che Anassagora e Democrito, due filosofi della Grecia antica, insegnavano che era esistito un tempo in cui non c’era la Luna. Aristotele, nel frammento 591, scrisse che il territorio dell’Arcadia, prima di essere abitato dai greci era occupato dalla popolazione dei Pelasgi, una cultura proto-ellenica che secondo il grande filosofo esisteva prima che ci fosse una luna nel cielo; per questo motivo sono stati chiamati Proseleni. Plutarco ne Le Questioni Romane parla degli arcadi come delle persone pre-lunari. Infine, il grammatico romano Censorino allude ad un tempo passato, quando non c’era la luna nel cielo. Se, dunque, un tempo non c’era la Luna, chi l’ha messa lì e perché?


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Altro mistero, il fatto che la Luna mostra sempre lo stesso lato alla Terra (caratteristica molto rara in tutto l’Universo conosciuto).
Ad ogni modo, secondo Vasin e Shcherbakov ci sarebbero moltissimi altri indizi, purtroppo solo circostanziali, a favore della loro ipotesi, che a prima vista potrebbe sembrare folle. Un’idea pazza simile fu avanzata già nel 1959 dal professor Iosif Sklovskij , un eminente scienziato, in relazione ai satelliti di Marte, Fobos e Deimos. Dopo aver attentamente analizzato i dati, il ricercatore concluse che tutti devono essere vuoti e perciò satelliti artificiali.
Quando scrissero l’articolo, i due ricercatori russi speravano che aver sollevato abbastanza questioni per fornire argomenti per una seria riflessione sulla materia, il cui risultato potrebbe risolvere i numerosi enigmi lunari e gettare luce sulla vera origine della specie umana. Ora, si tratta solo di aspettare le prove dirette che sostengano o confutino la loro idea. Probabilmente, non ci sarà molto da aspettare.
Alcuni scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology) tra i quali il Dr. Sean Solomon, direttore del Lamont Doherty Earth Observatory (il più grande istituto di ricerca presente sul nostro pianeta) hanno dichiarato che alcuni esperimenti effettuati in passato sul campo gravitazionale lunare (missione Lunar Orbiter) avrebbero confermato la spaventosa possibilità che la Luna possa essere vuota al suo interno.
I teorici della cospirazione citano spesso, a riprova di quanto dichiarato nelle teorie sulla cavita lunare, un evento avvenuto il 20 novembre 1969, mentre l’equipaggio della missione Apollo 12, simulava il crash al suolo del modulo lunare: l’impatto causò come conseguenza un terremoto artificiale che produsse per quasi un’ora un suono metallico simile ad un “gong”.


Ancora oggi, comunque, Il dibattito sulla reale origine della Luna continua ad imperversare incessantemente ed i sostenitori della sua artificialità insistono nel sottolineare che le apparenti difficoltà nel risolvere l’enigma sono da ricercare esclusivamente nella probabile origine tecnologica del satellite.
Ad aumentare il sospetto su questa presunta artificialità, intervengono altresì i molteplici avvistamenti di flotte di oggetti volanti non identificati che sembrano sorvolare la superficie lunare e che potrebbero indurre ad ipotizzare la presenza di un enorme hangar sotterraneo situato in profondità a conferma, quindi, che essa sia probabilmente abitata. E’ da queste teorie, infine, gli ufologi traggono le loro conclusioni circa i motivi per cui l’uomo, dopo le missioni Apollo, non è più tornato sulla Luna: probabilmente, lassù, non siamo ospiti graditi…


E SE FOSSE QUESTA LA VERA STORIA CRONOLOGICA DEL NOSTRO PIANETA?!

E SE FOSSE QUESTA LA VERA STORIA CRONOLOGICA DEL NOSTRO PIANETA:

Una sintesi di quanto affermato da diversi scrittori, scienziati, pensatori che non danno niente per scontato a partire dalla creazione della vita e del nostro mondo. Leggiamo con attenzione e senza prevaricare il pensiero altrui e domandiamoci perché no?


Eventi prima del diluvio
450.000 (a.C.) anni fa, su Nibiru, un pianeta distante del nostro sistema solare, la vita deve affrontare una lenta estinzione quando l'atmosfera del pianeta si consuma. Deposto da Anu, il sovrano Alalu fugge in un'astronave e trova rifugio sulla Terra. Scopre che la Terra ha l'oro che può essere usato per proteggere l'atmosfera di Nibiru.



445.000 anni fa (a.C.)
guidati da Enki, un figlio di Anu, gli Anunnaki si stabiliscono sulla Terra fondando la città di Eridu - per estrarre oro dalle acque del Golfo Persico.




430.000 anni fa (a.C.)
Altri Anunnaki arrivano sulla Terra, tra cui la sorellastra di Enki, ed altri.



416.000 anni fa (a.C.)
Mentre la produzione dell'oro vacilla, Anu arriva sulla Terra con Enlil, l'erede apparente. Si decide di ottenere l'oro vitale estraendolo nell'Africa meridionale. Disegnando i lotti, Enlil vince il comando della missione terrestre; Enki è relegato in Africa. Sulla terra in partenza, Anu è sfidato dal nipote di Alalu.




400.000 anni fa (a.C.)
Sette insediamenti funzionali nella Mesopotamia meridionale includono uno Spaceport (Sippar), il Centro di controllo della missione (Nippur), un centro metallurgico (Shuruppak). I minerali arrivano dalle navi dall'Africa; il metallo raffinato viene inviato in alto agli orbitanti presidiati da Igigi, quindi trasferiti su astronavi che arrivano periodicamente da Nibiru.




380.000 anni fa (a.C.)
Guadagnando il sostegno degli Igigi, il nipote di Alalu tenta di conquistare il dominio sulla Terra. Gli Enliliti vincono la Guerra degli Dei Antichi. (Qui troviamo il collegamento con le famose guerre degli Dei narrate in tutti i testi sacri indiani, vedi post sul blog).




300.000 anni fa (a.C.) - (qui comincia ad essere intrigante!!)
Gli Anunnaki che lavorano nelle miniere d'oro si ammutinano. Enki e Ninhursag creano i lavoratori primitivi attraverso la manipolazione genetica della scimmia; prendono il controllo delle faccende manuali degli Anunnaki. Enlil fa irruzione nelle miniere, porta i lavoratori primitivi a Edin in Mesopotamia. Data la capacità di procreare, l'Homo Sapiens inizia a moltiplicarsi.




200.000 anni fa (a.C.) La vita sulla Terra regredisce durante un nuovo periodo glaciale.



100.000 anni fa (a.C.)
Il clima si riscalda di nuovo. Gli Anunnaki (il biblico Nefilim) diremmo noi oggi gli alieni, con il crescente fastidio di Enlil, si uniscono e sposano le figlie dell'Uomo (la creatura appositamente generata per lavorare). Questo fatto tra l'altro viene citato anche nella Bibbia, dove i "giganti" si uniscono alle figlie degli uomini. (vedi post)




75.000 anni fa (a.C.) 
La "maledizione della Terra" - una nuova era glaciale - inizia. Tipi di uomini regressivi vagano per la Terra. L'uomo di Cro-Magnon sopravvive.




49.000 anni fa (a.C.)
Enki e Ninhursag elevano gli umani della parentela Anunnaki (ovvero quelli nati dall'unione uomo della terra con gli alieni Anunnaki) a governare a Shuruppak. Enlil, infuriato per la mescolanza delle razze, decide la scomparsa del genere umano.




13.000 anni fa (a. C.) il DILUVIO
Rendendosi conto che il passaggio di Nibiru nella vicinanza della Terra innesca un'immensa ondata di marea, Enlil fa giurare agli Anunnaki di mantenere l'incombente calamità un segreto per l'umanità, così per poter cancellare in un solo colpo quelle creature che non hanno obbedito al suo volere.



Basato su The Cosmic Code: Il sesto libro di The Earth Chronicles di Zecharia Sitchin.

Attenzione voglio segnalarvi alcuni punti su cui ragionare:

1- perchè l'autore del testo parla di questa esigenza dell'oro da parte degli "alieni/dei"? 

RISPOSTA: dovreste leggere qualcosa sulle civiltà Maya, Inca e sul perchè gli Spagnoli hanno invaso un paese tanto lontano, divenendo in pochi anni tra le potenze più ricche al mondo importando immense quantità di oro, già lavorato!!

2- Tutti questi personaggi da dove escono?

RISPOSTA: in tutte le scritture religiose di tutte le civiltà antiche, sono descritti personaggi con nomi molti e troppo simili, che hanno lo stesso significato, in tutte le lingue spesso "venuti dal cielo" o "del cielo" ect..

3- Il diluvio?

RISPOSTA : se diamo per scontato quello che è raccontato nella Sacra Bibbia, quindi il diluvio, perchè non credere che le persone protagoniste di questa ed altre scritture non siano realmente esistite? Come diversi dei che viaggiavano con macchine volanti, che volavano nella spazio, che avevano poteri non certo terreni ect...




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SCIMMIE GIGANTI NEI RACCONTI MAORI. BIGFOOT?

SCIMMIE GIGANTI NEI RACCONTI MAORI.


Sembra un argomento riservato ai film di animazione della Disney, ma nella storia umana molti sono i racconti e le testimonianze sull'esistenza di esseri giganti, bipedi, simili all'uomo se non fosse che sono completamenti coperti da peli.
Sono loro l'anello mancante che tutti cercano per dare conferma alla tesi dell'evoluzione umana predicata da Darwin? 

Ad oggi non è dato sapere, anche perchè l'argomento come già detto viene preso sul serio da pochissimi ricercatori. 



Vista anche la difficoltà di accedere agli ambienti dove queste creature, sopravvissute forse in pochissimi esemplari, vivrebbero dalle cime dell'Himalaya alle zone più interne delle foreste.
Tra le testimonianze che abbiamo già riportato nel precedente post, aggiungiamo le storie dei Maori abitanti della Nuova Zelanda. 
Ci sono molte storie di Māori che raccontano di incontri tra il Maero, uomo appunto scimmia, e il Maori. Uno di questi, ad esempio, è quello di Purukupenga, un eroe Māori che uccide un Maero. Usando una semplice (una tradizionale arma Māori a lama larga), Purukupenga colpisce ripetutamente il Maero, finché il suo cranio, gli artigli e le ossa non si rompono.
In altri racconti, tuttavia, il Maero riesce a catturare, uccidere e mangiare viaggiatori solitari. Questo è il caso di viaggiatori come Wairapa e Tikitiki-o-Rehua.





Tuttavia, il racconto più bizzarro riguardante il Maero (anche se avrebbe potuto essere un Moehau) è quello di Tukoio. Come Purukupenga, Tukoio riesce ad uccidere una di queste creature.
Secondo la tradizione Maori, i nemici giurati del Maero sono i Māori stessi, con i quali erano quasi sempre in guerra. Come risultato di questo conflitto senza fine, i Maero furono portati sempre più avanti nelle foreste più aspre e più inospitali dell'isola della Nuova Zelanda. È in queste foreste che i Maero continuano a vivere, anche se in piccolo numero. Tali racconti possono forse essere una rappresentazione simbolica del conflitto tra ordine e caos, civiltà e natura selvaggia, in cui il primo riesce a spingere quest'ultimo sempre più in profondità nel deserto.

Nonostante i racconti secondo cui i Maori erano sempre in guerra con il Maero, ci sono alcune storie in cui i membri dei due gruppi si incrociano, dando origine a prole che sono più grandi per dimensioni e forza rispetto al medio Maori. Alcune famiglie Maori, come la famiglia Kaihai di Waikato e la famiglia Haupapa di Rotorua, sostengono di essere discendenti di queste ibride creature. In effetti, i membri di queste famiglie sono fisicamente grandi, anche se non grandi come i loro antenati, che si dice abbiano raggiunto altezze comprese tra 2,4 e 3,4 metri (7,78-11,15 piedi)


Anche Moehau è Maero? probabilmente si, sono solo altri nomi con cui viene chiamata la stessa creatura a seconda delle popolazioni incontrate.






Mentre non ci sono stati segnalati avvistamenti del Maero, ci sono quelli di un'altra creatura simile conosciuta come Moehau. Il Maero e il Moehau condividono molte somiglianze, e alcuni Maori hanno persino suggerito che i due potrebbero essere la stessa cosa. I Moehau furono presumibilmente avvistati dai minatori d'oro negli anni tra il 1870 e il 1880. Un altro avvistamento della creatura è stato segnalato da un turista australiano nel 1969. Gli avvistamenti del presunto Moehau sono stati riportati anche nel 1972 e nel 1983.

SECONDO TESTI ANTICHI I GRECI HANNO RAGGIUNTO IL CANADA NEL 56 D.C.


Secondo uno studio controverso e basato su antichi scritti di Plutarco, gli antichi greci potrebbero aver viaggiato fino a Newfoundland intorno al 56 d.C., circa mille anni prima dei Vichinghi, in cerca di oro.
Si è messo in luce che gli antichi greci possedessero una grande conoscenza, in astronomia e fossero in grado di localizzare le correnti atlantiche che li avrebbe aiutati a navigare verso ovest.

Se dimostrato, significherebbe che antiche civiltà come quella greca ( come già detto forse anche gli antichi egizi) hanno navigato in tutto il mondo migliaia di anni fa, raggiungendo terre lontane fino al Nord America.
L'idea prende spunto su uno studio del cosiddetto testo "Da Facie", scritto dal filosofo greco Plutarco.
Nel testo antico,  un personaggio parla dell'incontro con uno sconosciuto che era tornato da poco da un "grande continente" e i ricercatori ritengono che questo grande continente possa far parte del Nord America, in particolare del Canada.
Gli scienziati sostengono che gli antichi greci potrebbero aver navigato regolarmente a Terranova, dove avevano costruito un certo numero di colonie e estratto l'oro per secoli.
Tuttavia, a parte l'interpretazione del testo antico, non ci sono molte prove che suggeriscano che questi viaggi abbiano mai avuto luogo, dal momento che gli storici dibattono la teoria sostenendo che il lavoro non ha argomenti validi.


Ioannis Liritzis, un archeologo dell'Università dell'Egeo, pensa diversamente, ha dichiarato: "La nostra intenzione è dimostrare, con la scienza moderna, che è stato possibile realizzare questo viaggio".
Secondo i rapporti, i coloni greci potrebbero aver viaggiato in Nord America alla ricerca di nuove terre e ricchezze. Dopo aver trovato Terranova, si ritiene che i viaggiatori greci sarebbero tornati a casa dopo una breve permanenza, mentre altri hanno deciso di rimanere.
Tuttavia, come osservato  dai ricercatori non vi sono prove certe dei presunti viaggi degli antichi greci, gli archeologi non hanno trovato (ancora, secondo me) resti fisici di questi storici insediamenti greci nel Nord America, né ci sono descrizioni di prima mano di tali viaggi in tutt'altro che un resoconto dell'antichità.

L'idea si basa interamente su un nuovo esame di un dialogo scritto dall'influente autore romano Plutarco , vissuto dal 46 al 119 d.C.
Il testo scritto da Plutarco sul volto che appare nella sfera della luna spesso chiamato semplicemente De Facie si avventura a discutere se la luna è un'altra terra e se contiene o meno vita.
Il testo antico affronta anche altre questioni filosofiche di quel tempo.
In una parte del testo, Plutarco descrive un personaggio che presumibilmente incontra un uomo che è recentemente tornato da un lungo viaggio da un grande continente.




Lo sconosciuto spiegò che i viaggiatori avrebbero iniziato il viaggio ogni 30 anni, in particolare quando il pianeta Saturno apparve nella costellazione del Toro.
Liritzis e i suoi colleghi sostengono che il grande continente menzionato nel testo potrebbe, in effetti, essere il Nord America per una serie di motivi. La loro argomentazione è basata sull'astronomia e tutto inizia con un'eclissi totale di sole.
Il fatto che l'apertura di alcuni capitoli di "De Facie" sia andata perduta nella storia non ha aiutato Liritzis e i suoi colleghi che hanno cercato documenti astronomici per un'eclissi totale verificatasi migliaia di anni fa, a mezzogiorno.
Dopo aver esaminato cinque millenni di record di eclissi, ne hanno trovato uno che soddisfaceva i parametri richiesti, tra cui l'ora del giorno e quando Plutarco avrebbe potuto scriverlo, osserva Rebecca Boyle  in un articolo pubblicato su una rivista scientifica.


L'eclissi che alla fine portò i viaggiatori greci a raggiungere il Nord America molto probabilmente avvenne nel 75 d.C. Con l'aiuto del software di astronomia, Liritzis ei suoi colleghi hanno scoperto che nei decenni che circondano questa eclissi, il pianeta Saturno appare nella costellazione del Toro in cinque diverse occasioni, dal 26 al 29 d.C, dal 56 al 58  e dall'85 all'88 d.C.

Usando l'eclissi totale Liritzis ei suoi colleghi calcolarono il momento in cui si sarebbe potuta verificare la conversazione tra l'informatore di Plutarco e lo straniero che si era recato nel grande continente. Sulla base delle loro scoperte, i ricercatori hanno cronometrato il viaggio quando Saturno era di recente nel Toro e cioè il 56 d.C.
I viaggiatori greci arrivarono molto probabilmente in Nord America nel 57 d.C, rimasero nel "Nuovo Continente" per un anno vivendo in una colonia greca esistente e tornarono a casa nel 58 d.C., quando Saturno si trasferì dal Toro.

Plutarco includeva stime di rotta e distanza per il viaggio a Terranova, e affermava che il "grande continente" era situato oltre l'isola di Ogigia. Quest'isola, a sua volta, era raggiungibile dopo un viaggio di cinque giorni in trireme dalla Gran Bretagna occidentale.
Il grande continente era accessibile attraverso una baia che, secondo Plutarco, era allineata con il delta del fiume Volga, l'ingresso settentrionale del Mar Caspio.

Con l'aiuto di Google Earth, Liritzis controllò ciò che riuscì a trovare sulla base degli scritti di Plutarco e scoprì che, dopo aver tracciato una linea da questa posizione attraverso l'Atlantico, conduceva al Golfo di Saint Lawrence.



Come probabilmente previsto, la teoria piuttosto interessante proposta da Liritzis e dai suoi colleghi è stata accolta con un senso di scetticismo da parte della comunità scientifica.
Ma visto che come sempre niente del nostro passato è certo o documentato, tutto viene ricostruito su ipotesi, con le ipotesi tutto sarebbe possibile!