it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: CERHI NEL GRANO PRIMA PARTE

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CERHI NEL GRANO PRIMA PARTE

ll 1987 fu un anno ricco di avvistamenti ufo; gli strani oggetti venivano filmati e fotografati a centinaia in tutto il mondo. Fu in quel periodo che in Gran Bretagna, nei campi di grano della Scozia, cominciarono ad apparire strani disegni circolari.
Il primo ad accorgersene fu l'agricoltore Ian Stevens di Headbourne Worthly che, mentre lavorava nel suo campo di grano, si ritrovò improvvisamente all'interno di un anello perfetto. Le spighe erano piegate doncemente in senso circolare; nessuna di queste era stata spezzata. Andando avanti l'agricoltore si accorse di una serie di anelli più piccoli, che descrivevano una figura complessa.
La vicenda venne dimenticata fino a quando, nell'estate del 1981, ingegnere e ricercatore inglese Pat Delgado denunciò il fatto alla stampa:
«Mi chiesero cosa ne pensassi delle misteriose impronte che saltavano fuori nei campi coltivati, piegando ma mai distruggendo vegetazione e raccolti. Lì per lì non sapevo cosa rispondere. Non esistevano, nella letteratura ufologica, notizie su questo stranissimo fenomeno.


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L'unico caso documentato in modo approssimativo riguarda un cerchio trovato a Tully, in Australia, nel 1966. Da allora nessuno si era mai preso la briga di approfondire la ricerca. Mi recai dunque a Cheesefoot Head e mi ritrovai a contemplare dall'alto un grande campo con tre grosse impronte circolari, causate dall'appiattimento del raccolto. Fu un'impressione profonda e sconvolgente. Quale forza poteva aver provocato un simile fenomeno?»
Da quel momento Delgado, con la collaborazione dell'ingegnere elettrotecnico Colin Andrews, cominciò a catalogare le centinaia di crops che dal 1981 hanno costellato le messi del Regno Unito. Successivamente il fenomeno si è espanso: non più limitato al Regno Unito si hanno notizie di casi in Svizzera, Germania, Belgio, Italia, Ungheria, Afghanistan, Giappone, Australia, Canada, Brasile, CSI e America con disegni sempre più elaborati e complessi. Fin dal 1985 sono apparse forme fra le più curiose quali croci celtiche, simboli religiosi, frattali, simboli sumeri, chiocciole, alberi della vita, sistemi planetari e perfino figure umane.

Vinci una Mini

All'interno delle figure sembra agiscano forze misteriose: a parte le testimonianze dei sensitivi che vi sono entrati, sussistono anche prove scientifiche quali residui di microonde e uno strano rumore di fondo captato dai registratori acustici. Il fenomeno comunque affonda le sue radici nell'antichità: una tavoletta medievale infatti riproduce la formazione naturale di un crop circle (che in inglese significa cerchio nel grano) durante l'invocazione di una sacerdotessa druida, come pure da una stampa del 1678 circa un misterioso diavolo mietitore che la notte si divertiva a piegare il grano a cerchio. Ma fu a settembre del 1991 che Douglas Bower e David Chorley, due anziani burloni, confessavano di essere gli autori dei cerchi. Confessarono ai redattori del quotidiano londinese Today quanto segue:
Crop di Milk Hill: Un Crop Circle apparso sulla Milk Hill, Wiltshire, Inghilterra il 12 agosto 2001.

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Dopo queste rivelazioni, il fenomeno fu catalogato come una burla, fino a Marzo 2004 quando Michael Hesemann, un antropologo tedesco dimostrò che solo una minima parte dei cerchi poteva essere di fattura umana. Rimanevano quindi per la maggior parte inspiegabili, già dal 1991 infatti, il sociologo Roberto Pinotti si domandava:
«I più recenti rinvenimenti costituiscono una vera sfida ai ricercatori. I cerchi appaiono sempre più complessi e perfetti e gli ultimi ritrovati hanno davvero dello sconcertante: messi insieme compongono delle figure che quasi ricordano dei simboli assimilabili a degli ideogrammi. Lo sono davvero? Qualcuno sta firmando la propria presenza allo scopo di lasciarci dei messaggi?»


Vinci un Apple

Sembra quasi la copertina di un romanzo di fantascienza; invece è una elaborata figura (crop circle) apparsa su un campo di grano inglese nell'agosto del 2002. Come appare evidente al primo impatto, rappresenta il volto di un grigio inscritto in un rettangolo assieme ad un disco (alcuni lo hanno identifocato come la stilizzazione di un compact disc) contenente quello che potrebbe essere un messaggio in codice ASCII (binario) che alcuni hanno tradotto con la parola EELRIJUE. Le fotografie aeree, scattate dall'ufologa inglese Lucy Pringle, si sono rapidamente diffuse in tutto il mondo, suscitando le reazioni più disparate.
 La cornice rettangolare è lunga più di 100 metri e larga 75; al suo interno è rappresentato il volto di un alieno grigio dall'aspetto non troppo amichevole, la cui mano ci porge un disco, che per metà esce dal riquadro. Sulla sinistra, sempre nella cornice, si possono osservare tre punti allineati in diagonale che alcuni hanno associato alla Cintura di Orione.
Immagine al microscopio della superficie di un DVD (Digital Versatile Disc) Immagine al microscopio della superficie di un DVD (Digital Versatile Disc).

La parte più interessante del disegno è senz'altro il disco, percorso da una serie di punti e tratti di diversa lunghezza che si avvolgono a spirale, formando un messaggio in codice binario ASCII (American Standard Code for Information Interchange, ovvero Codice Standard Americano per lo Scambio di Informazioni), un sistema di codifica dei caratteri a 8 bit. La struttura del codice ricorda quella presente su un DVD (Digital Versatile Disc), che presenta le tracce di dati avvolte a spirale, al contrario del CD-ROM nel quale sono concentriche.


Vinci una macchina per il caffè

Il ricercatore inglese Paul Vigay, che ha analizzato la figura, si è detto prima scettico e, successivamente, possibilista. Egli ritiene che la figura sia troppo elaborata per essere frutto di uno scherzo, in quanto conterrebbe cognizioni scientifiche avanzate. L'ufologa americana Linda Howe ha tentato di decifrare, a modo suo, il messaggio in codice, ricavandono una delirante frase in inglese:
    Beware the bearers of false gifts & their broken promises. Much pain but still time. (Damaged Word = EELRIJUE). There is good out there. We oppose deception. Conduit closing (bell sound)
Che tradotto in italiano risulta approssimativamente:
    Guardatevi dai portatori di falsi doni e dalle loro promesse infrante. Molto dolore ma ancora tempo. EELRIJUE. C'è del buono là fuori. Noi ci opponiamo all'inganno. Canale in chiusura (suono di campana)
Teorie
Gli studiosi italiani Daniele e Gabriele Cataldi hanno studiato a fondo questo cerchio nel grano, concludendo che nasconde un messaggio non elaborato dall'uomo. Le teorie circa la realizzazione del cerchio sono essenzialmente due: la prima vuole che il disegno sia stato realizzato da un elicottero pilotato con l'ausilio di un dispositivo GPS (Global Positioning System); teoria subito sacrtata dai due ricercatori poiché la zona dove si trova il crop è sovrastata da cavi dell'alta tensione e sarebbe stato alquanto rischioso farvi volare un elicottero. La seconda teoria prevede l'utilizzo di un qualche raggio sconosciuto emesso da un satellite geostazionario. La domanda è: perché qualcuno con a disposizione una tecnologia così costosa come un satellite la utilizzerebbe per disegnare la faccia di un alieno su un campo inglese? a quale scopo? che beneficio potrebbe mai trarne?
Daniele e Gabriele Cataldi hanno trovato sei simboli nel cerchio con valori numerici diversi a seconda della loro lunghezza: come si può vedere nella foto a fianco si distinguono blocchi di valore 1, 2, 4, 6, 8 e 10. Sempre secondo i ricercatori gli spazi costituiti dal grano piegato fra i tasselli rappresenterebbero gli zeri del codice binario. Purtroppo alcuni tasselli sono stati compromessi dai solchi lasciati dalle macchine agricole, rendendo ardua la loro decodifica. Così come gli 'uno' del codice, gli zeri si presentano sia isolati sia a gruppi. I più fiduciosi confidano nel messaggio alieno e sostengono che questo disegno voglia essere una sorta di 'libretto di istruzioni' per comunicare con le stelle, qualcuno ha fatto notare che vicino al sito del crop circle sorge un'antenna per comunicazioni a microonde, asserendo che non si tratta di una coincidenza e che gli alieni stanno cercando di suggerirci le microonde quale mezzo di comunicazione. Naturalmente, la maggioranza delle persone ritiene sia una bufala in grande stile.



Durante la cerimonia di inaugurazione del radiotelescopio di Arecibo, a nord del Portorico avvenuta il 16 novembre del 1974, venne trasmesso nello spazio un messaggio volto a contattare una ipotetica civiltà di un'altro mondo. Il 19 agosto del 2001, ufologi e studiosi di tutto il mondo vennero scossi da un disegno formatosi in un campo di frumento vicino al radiotelescopio di Chilbolton, in Hampshire, che sembrava essere una risposta al messaggio. Il fatto, pare sia avvenuto esattamente una settimana dopo la comparsa del famoso pittogramma di Milk Hill, uno dei più imponenti mai documentato.

Messaggio inviato dal
radiotelescopio
Il messaggio in questione fu trasmesso in codice binario, cioè una serie di 0 e di 1; consistette in 1679 impulsi. La trasmissione fu potentissima e richiese circa tre minuti; il messaggio fu inviato una sola volta e fu indirizzato verso un ammasso globulare di stelle chiamato M13, nella costellazione di Ercole, che comprende centinaia di migliaia di stelle. L'ammasso Globulare di Ercole dista da noi più di 25.000 anni luce, il che significa che, nel migliore dei casi, non riceveremo una risposta prima di 50.000 anni, cioè il tempo che impiegheranno le onde elettromagnetiche costituenti il messaggio per arrivare fino alla loro destinazione più il tempo che impiegherebbe una ipotetica risposta per tornare indietro. 

Il nostro messaggio è diviso in più parti: partendo dall'alto troviamo i numeri da 1 a 10 scritti in codice binario; questo dovrebbe servire a chi dovesse riceverlo per interpretare correttamente il linguaggio in cui è scritto. Subito sotto troviamo i valori binari 1, 6, 7, 8 e 15, che indicano i numeri atomici degli elementi primari della vita sulla Terra: idrogeno, carbonio, azoto, ossigeno e fosforo. Poi troviamo la formula degli zuccheri e basi dei nucleotidi del nostro DNA (acido deossiribonucleico), sotto viene rappresentata anche la forma a doppia elica della molecola del DNA; al centro di questa rappresentazione vi è un numero a 32 bit orientato verticalmente, che indica la lunghezza del nostro DNA, cioè circa tre miliardi di nucleotidi.


messaggio trovato nel campo di Chilbolton
     

Ancora più in basso c'è un corpo umano stilizzato, con due braccia e due gambe, insieme ad un valore numerico che indica l'altezza media dell'uomo in relazione alla lunghezza d'onda con cui è stato inviato il messaggio (che era di 12,6 centimetri) sulla sinistra della figura. Sulla destra troviamo invece un altro numero a 32 bit che indica la popolazione mondiale (nel 1974 stimato in 4.29 miliardi). Poi troviamo una rappresentazione del nostro sistema solare, con il sole e i nove pianeti; la Terra è posta sotto la figura umana ed è sollevata rispetto agli altri pianeti, per indicare che è il pianeta su cui viviamo. Alla fine del messaggio vi è rappresentato il punto di origine, cioè il radiotelescopio di Arecibo insieme ad un valore numerico che indica il suo diametro. Il messaggio è simile a quello inciso sulla lastra di alluminio trasportata dalla sonda Voyager 10 partita nel 1972.

Tutta la faccenda venne dimenticata. Poi, a Chilbolton, nei pressi di Andover, nell'Hampshire inglese, cominciarono a verificarsi strani fenomeni.
Il Crop Circle apparso a Chilbolton 





Il 14 Agosto 2001 fu una data importante per Chilbolton: il giorno prima era stato ritrovato a poca distanza il pittogramma di Milk Hill, uno dei più grandi Crop Circles mai scoperti, ma in quel campo di Chilbolton, vicino al radiotelescopio, stava accadendo qualcosa di altrettanto interessante: quel giorno apparve un altro enigmatico cerchio nel grano nello stesso campo.


 Questa volta, veniva rappresentato un volto, che molti ritengono assomigliare alla famosa faccia fotografata su marte dalla sonda Viking 1. Il disegno è realizzato in maniera simile alle stampe di un quotidiano illustrato, cioè con una serie di punti più o meno grandi, che danno l'impressione del tridimensionale se visti da lontano. Le dimensioni del rettangolo sono di 49 per 55 metri; guardandolo da terra non era possibile distinguere la figura, che si nota solo ad una considerevole quota. Già a questo punto, l'interesse per quella zona crebbe considerevolmente; tuttavia, la sorpresa più eclatante doveva ancora arrivare.

A solo cinque giorni di distanza, cioè il 19 Agosto del 2001, a poche decine di metri dal crop circle della 'faccia' apparve un disegno assai più controverso: si trattava della rappresentazione grafica del messaggio inviato dal radiotelescopio di Arecibo nel 1974, con alcune differenze.
Disegno apparso su un campo di frumento di Chilbolton il 19 Agosto 2001;



Nello stupore generale, questo enigmatico disegno, noto come Arecibo Reply, è stato identificato come la risposta al messaggio di Arecibo. Naturalmente, prima di gridare al miracolo, occorre eseguire serie considerazioni scientifiche e chiedersi se questo crop è autentico: Il dott. Levengood, che ha esaminato accuratamente la formazione, non ha trovato nessun dato anomalo tra quelli che in genere si riscontrano in questi casi, come tasso di crescita del grano accelerato o ingrossamento dei semi; questo vale anche per il crop della faccia. Il Dottor. Darcy Ladd, direttore del telescopio di Chilbolton, affermò che i terreni circostanti il radiotelescopio erano tutti recintati ed era difficile accedervi; inoltre la zona era tenuta costantemente sotto controllo da diverse telecamere. Queste ultime non hanno registrato alcun movimento sospetto e, se consideriamo la maestosità dell'impresa (nella figura erano presenti 800 angoli retti perfetti), risulta difficile pensare che sia stata realizzata a mano, di notte. Il Dr. Hoagland e il Dr. Bara, dell’Enterprise Mission, ritengono che realizzare un'opera del genere disponendo solo della luce lunare senza compiere nessun errore è praticamente impossibile. Per prendere in considerazione l'ipotesi che questo disegno sia di fattura umana, occorre dire che a realizzarlo sarebbero state più persone, con a disposizione una tecnologia avanzata e visori notturni.
Esaminiamo ora questo crop circle: misura circa 61 per 25 metri e, anche in questo caso, nessuno si era accorto dell'immagine che vi era raffigurata guardandolo da terra. L'associazione con il messaggio di Drake fu fatta solo dopo che le foto scattate dagli aerei che hanno sorvolato la zona sono finite su internet. Nell'immagine a sinistra possiamo osservare un confronto fra il misterioso agroglifo, noto anche come Codice di Chilbolton, e la rappresentazione grafica del messaggio inviato nel 1974 verso l'ammasso di stelle M13; la prima parte del messaggio (partendo dall'alto) appare identica, anche se speculare. Sotto troviamo la parte che corrisponde all'enumerazione degli elementi chimici alla base della vita sulla terra: anche questa parte è molto simile, l'unica differenza consiste nell'aggiunta del numero binario 14, che indica il silicio (Si) che ha numero atomico 14. L'elemento è stato aggiunto seguendo un'ordine preciso; è stato posto fra ossigeno (numero atomico 8) e fosforo (numero atomico 15). Sulla terra, tutte le forme di vita sono basate sul carbonio; fra tutti gli elementi, il silicio è quello che si ritiene più probabile possa fungere da base per una ipotetica vita extraterrestre. Inoltre, come fece notare il microbiologo Ben Volani nel 1969, anche il silicio ha un ruolo importante nelle forme di vita basate sul carbonio.
 Ma torniamo al crop Arecibo Reply, che ha da offrire ancora molte interessanti informazioni: dopo i dati sugli elementi chimici, il messaggio presentava una schematizzazione del DNA umano con i relativi dati. Nel crop di Chilbolton troviamo un DNA simile ma con alcune importanti differenze: presenta, infatti, un filamento aggiuntivo sulla sinistra, ed un diverso numero di nucleotidi, che varia da 4.293.917.614 a 4.294.966.190, cioè oltre un milione di nucleotidi in più. Secondo gli studiosi Hoagland e Bara, l'esistenza di un organismo vivente con una conformazione del DNA a tripla elica non è affatto da escludere. Inoltre la ditta americana Enzo Biochem Inc. aveva depositato recentemente un brevetto sensazionale che presentava un nuovo processo per modificare il DNA, utilizzando proprio l’addizione di un terzo filamento di DNA nella classica doppia elica, trasformandola temporaneamente in una tripla elica.
Scendendo ancora, sotto il DNA, vi era la rappresentazione dell'essere umano, la sua altezza media e la popolazione terrestre del 1974; anche qui ci sono sostanziali differenze. La figura rappresentata nel crop Arecibo Reply è sempre antropomorfa, ma con una testa molto più grande, occhi più grandi e una statura notevolmente ridotta (circa 61 centimetri), il che coincide con le descrizioni dei Grigi, cioè i piccoli alieni macrocefali oggetto delle testimonianze di molti 'rapiti' (in senso ufologico) ed entrati ormai nell'immaginario collettivo. Anche il numero relativo alla popolazione mondiale cambia, crescendo a ben 21,3 miliardi, anche questo dato concorda con le testimonianze di molte vittime di abductions che sostengono che gli alieni siano molto più numerosi di noi.
Sotto ancora troviamo la porzione del messaggio rappresentativa del nostro sistema solare, con il terzo pianeta (la terra) sollevata rispetto agli altri per evidenziare il fatto che noi viviamo lì; nel crop in questione troviamo anche questa parte ma invece di un solo pianeta sollevato, ve ne sono tre:(partendo da quello che dovrebbe essere un sole) il terzo, il quarto e il quinto. Quest’ultimo sembra essere enfatizzato anche più, con tre pixel supplementari. Le teorie elaborate a riguardo sono principalmente due: la prima vuole che quella sia la rappresentazione di un sistema solare diverso dal nostro (il sole rappresentato è leggermente più piccolo) composto comunque da nove pianeti. La seconda teoria identifica la rappresentazione come quella del nostro sistema solare; ciò significherebbe che, oltre che sulla Terra, ci sarebbe vita anche su Marte e su Giove (si pensa su Europa, una luna di Giove che gli astronomi ritengono ricca di acqua allo stato liquido). Il quinto pianeta è rappresentato da quattro pixel che formano un +, questo potrebbe significare che si tratta in realtà di una stella più piccola, identificando il disegno come un sistema solare binario, come ad esempio Sirio, ritenuta l'origine di un popolo alieno dai Dogon, un'antica popolazione africana.

Confronto fra l'ultima parte dell' Arecibo Reply e il crop apparso sullo stesso campo l'anno prima, nel 2000.


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Nell'ultima parte della trasmissione del radiotelescopio di Arecibo, vi era una rappresentazione dello stesso, quale mezzo di comunicazione; nel disegno sul grano, questo è stato sostituito da una singolare figura: nell'immagine a sinistra, possiamo vedere l'ultima parte del messaggio a confronto con il crop circle apparso nel medesimo campo, vicino l'osservatorio, il 13 Agosto del 2000, cioè un anno prima. Se questi due crop risultassero autentici, non c'è dubbio che sarebbero collegati fra loro, e questo simbolo o è una rappresentazione del radiotelescopio di Arecibo (come qualcuno ha ipotizzato fin dal 2000) oppure rappresenta il mezzo usato per creare questi cerchi nel grano. A pensarci bene, le similitudini con il messaggio trasmesso dal radiotelescopio di Arecibo sono fin troppo evidenti: il messaggio apparso sui campi di chilbolton sono chiari e di facile comprensione per noi esseri umani. Anzi, è esattamente quello che ci aspetteremmo di sentire parlando con un alieno. Nessuna grande rivelazione, solo tante conferme di teorie già esistenti nell'ambiente ufologico e nell'immaginario collettivo. Possibile che sia così facile comunicare con esseri che dovrebbero avere schemi di pensiero completamente dissimili dai nostri?


Teorie

Il caso del messaggio di Chilbolton è molto complesso: vi sono in effetti elementi a cui è difficile dare una spiegazione. Si pensa che il crop noto come Arecibo Reply sia una risposta al messaggio inviato dal S.E.T.I. nel 1974 ma, se riflettiamo bene, ci accorgiamo che questa risposta è esattamente quella che ci aspettavamo, infatti tutti i dati concordano con la cultura popolare circa gli alieni e con la fantascienza: DNA molto più complesso del nostro ma simile, forme di vita basate sul silicio e alieni macrocefali con grandi occhi a mandorla e bassa statura; insomma, niente che non"sapevamo" già. Il S.E.T.I. (Search for Extraterrestrial Intelligence), pone quattro argomenti a sostegno della tesi secondo la quale questo agroglifo non può essere una risposta extraterrestre al messaggio di Arecibo:

    Se una razza aliena avesse ricevuto il messaggio di Arecibo, ciò significherebbe che dispongono di una conoscenza circa i segnali radio uguale o superiore alla nostra; quindi avrebbero dovuto rispondere usando un qualche genere di trasmissione radio, magari sulla stessa frequenza del segnale che abbiamo inviato noi.


    La figura stilizzata che dovrebbe rappresentare un membro della razza aliena è molto simile ad un essere umano; secondo il S.E.T.I. questa è una coincidenza sospetta, poiché non è detto che una razza extraterrestre evoluta debba avere un aspetto antropomorfo. Se pensiamo alla vita sul nostro pianeta, non è detto che l'antropomorfismo sia sinonimo di intelligenza: il Tursiops truncatus, un tipo di delfino molto diffuso in quasi tutti i mari del mondo, è considerato più intelligente dello scimpanzè e pare possieda anche abilità matematiche.
    Come detto in precedenza, il messaggio di Arecibo fu inviato verso l'ammasso M13, che dista da noi circa 23.000 anni luce. Poiché le onde elettromagnetiche di cui è composto il messaggio viaggiano alla velocità della luce, non arriveranno a destinazione prima di 23.000 anni. Questo esclude che gli ipotetici abitanti di M13 abbiano risposto al messaggio, poiché non lo hanno ancora ricevuto. Possibile che il messaggio sia stato intercettato da qualcun altro che si trovava sulla traiettoria? Il fascio di trasmissione di Arecibo aveva una ampiezza di circa 2 minuti d'arco, quindi era estremamente stretto; secondo gli scienziati le possibilità che abbia incontrato qualche altro sistema solare sono bassissime.
    Il DNA rappresentato nel crop di Chilbolton è troppo simile a quello umano: è vero che sembra avere un filamento extra ed un numero differente di nucleotidi e che è stato aggiunto il silicio fra i componenti di base, ma il numero di zuccheri e di basi costituenti il DNA è identico. Non è neanche detto che il DNA debba avere necessariamente una forma elicoidale, anzi, se accettiamo l'ipotesi del silicio come elemento base, dovrebbe essere completamente diverso. Come fa notare Randy Wiggins, il silicio non compare nemmeno nella formula del presunto DNA alieno.

A questi argomenti, i possibilisti controbattono in diversi modi: per quanto riguarda il primo punto, alcuni credono che una razza alienaavanzata, ben conscia del fatto che un contatto diretto, magari via radio, scatenerebbe il caos sul nostro pianeta, adotti perciò la cosiddetta strategia della gradualità, per fare il modo che il primo contatto avvenga solo quando saremo pronti. Il secondo e il quarto punto, nel quale si discute la sospetta somiglianza dell'aspetto fisico e della biochimica degli alieni con quella umana, vengono confutati da alcuni ventilando l'ipotesi che la stessa razza umana sia stata creata (o discenda) da una razza aliena altamente evoluta, spiegando così le somiglianze genetiche. Infine, per quanto riguarda il terzo punto, si è detto che il crop di Chilbolton è apparso solo 26 anni dopo la trasmissione del nostro messaggio daArecibo: si pensa che il messaggio possa essere stato intercettato da Hercules 86, una stella non dissimile dal nostro sole che si trovava sulla traiettoria del fascio di onde radio (seppur con una leggera deviazione di 17 gradi). Hercules 86 si trova ad una distanza di 26,4 anni luce da noi, il che significa che se la risposta venisse da li, gli abitanti di questa remota stella sarebbero in grado di aggirare le leggi della relatività e trasmettere informazioni a velocità superiori a quelle della luce; questo poiché l'Arecibo Reply sarebbe apparso quasi contemporaneamente all'arrivo del nostro messaggio su Hercules 86. Un'altra teoria vuole che gli alieni siano già sulla terra o nei pressi di essa ma non si rivelino per motivi a noi ignoti.
Concludendo, è doveroso fare alcune considerazioni: l'ipotesi che possa trattarsi di una burla è remota; infatti, in questo caso, bisognerebbe ammettere che un ristretto gruppo di persone del posto abbiano per anni, ripetutamente, invaso i super sicuri perimetri intorno l’osservatorio di Chilbolton, eludendo le telecamere e gli alti fili spinati col solo scopo di condurre questi pericolosi, oltraggiosi, ed inutili atti, schiacciando piante alla cieca e nell'oscurità della notte seguendo un preciso progetto in accordo con uno schema di complessi disegni che riflettono conoscenze esoteriche del sistema numerico binario, della chimica, delle sequenze del DNA, rappresentazioni di immagini tramite punti variabili ed astrofisica. Se questi disegni sono opera dell'uomo, di certo hanno alle spalle un'organizzazione ben più grande di un gruppo di irriverenti esibizionisti.

Fonte:
www.inspiegabile.com

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