it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: febbraio 2018

TROVATO MERCURIO LIQUIDO ANCHE SOTTO PIRAMIDE IN MESSICO!


TEOTIHUACAN E IL MERCURIO LIQUIDO

Località famosa in tutto il mondo come sito archeologico assolutamente spettacolare.
Uno dei siti più misteriosi al mondo. Si sa che la costruzione di Teotihuacan iniziò verso il 300 a.C. e la Piramide del Sole nel 150 a.C. circa è alta ben 75 metri e 225 metri di lato, in realtà negli ultimi anni ci si è resi conto grazie alle nuove tecniche di sondaggio che la piramide del sole è costruita su altri due strati, di cui il più interno è il più antico. 
Tra il 150 e il 450, periodo di massimo splendore della città, ospitava fino a 200.000 persone. Siccità, un incendio e probabilmente dei saccheggi ne segnarono la fine all’incirca intorno al 535.
Gli aztechi in seguito la definirono la “dimora degli dei” e semplicemente la ereditarono in quanto quando la scoprirono era abbandonata da più di 700 anni: uno stato di abbandono che però non ne scalfì certamente la bellezza.
È certo comunque che Teotihuacan non nasce come città fortificata, piuttosto come importante centro commerciale e luogo di incontro e di scambio tra popoli.

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Grazie ai ricercatori che da anni ormai tentano di svelare i segreti di questo luogo magico, nel 2003 una notizia sconvolgente agita il mondo dell'archeologia: trovate grandi quantità di mercurio liquido sotto la Piramide del Sole.



Gli studiosi non sanno ancora quale civiltà abbia eretto la città di Teotihuacan nè tantomeno la loro lingua; inizialmente la costruzione venne attribuita ai Toltechi, in seguito al ritrovamento di alcuni artefatti appartenenti a questa popolazione. Altri invece pensano sia stata opera dei Totonachi, ma esistono molti dubbi e la discussione è ancora aperta.




Grafico che mostra il tunnel scoperto

Grandi quantità di mercurio liquido sono state rinvenute all'estremità di un tunnel sotterraneo nel cuore delle rovine precolombiane di Teotihuacan, in Messico.
Il metallo "mercurio", altamente tossico, ritrovato in una camera sepolta a 18 metri di profondità sotto alla Piramide del Serpente Piumato, alla fine di un tunnel lungo 91 metri, potrebbe indicare la vicina presenza di una tomba importante, forse del re della misteriosa civiltà fiorita in Messico tra il 100 e il 700 d.C.
"E' stato un lungo lavoro" ha annunciato il ricercatore e archeologo messicano Sergio Gómez, che ha lavorato agli scavi del tunnel negli ultimi 6 anni. Il condotto sotterraneo è stato riaperto nel 2003, dopo 1.800 anni dalla sua costruzione.
Gómez e colleghi hanno scoperto la presenza di tre camere sotterranee alla sua estremità più remota, insieme a un tesoro di decine di migliaia di oggetti artigianali come sculture in pietra, gioielli, conchiglie giganti e palle di gomma.
Gli archeologi si sono detti "sorpresi" per la scoperta. Nessuno può sapere di preciso come e per quale motivo il mercurio sia finito lì, ma l'ipotesi, più semplice direi, è che potesse simboleggiare, con i suoi riflessi argentei e brillanti, un lago o un fiume infernale al pari dello Stige, ed essere considerato una sorta di via di accesso privilegiata per l'Aldilà. Manco a dirlo proprio quello che hanno pensato gli stessi archeologici quando hanno saputo che anche all'interno della piramide di Xian (Cina) ci sarebbe mercurio liquido.
Ma credo sia un'ipotesi non realistica quella del fiume, tale da giustificare gli enormi sforzi per procurarselo visto che è molto raro in natura, soprattutto sotto forma liquida, e visto anche la sua pericolosità nella lavorazione.

Ma perchè mettere una grande quantità di mercurio liquido sotto una tomba?

Oggi sappiamo che il mercurio liquido è un ottimo conduttore talmente raro, che viene usato soprattutto per l'elettronica e nelle industrie automobilistiche e proprio per questa motivazione la scoperta ha sconvolto gli scienziati, ma non gli studiosi di paleoastronautica che pensano possa essere un elemento fondamentale in grado di creare una fonte di propulsione "antelitteram". Infatti di mercurio liquido si parla anche negli antichi testi sacri dell'India, ma guarda che caso!! nei Veda (scritti sacri indiani) in cui si accenna che tale elemento serviva come mezzo di alimentazione delle astronavi (Vimana ect. ) pilotate dalle divinità indiane.



Dal punto di vista scientifico ciò non è affatto un eresia, visto che se si esercita una potentissima carica elettrostatica sul mercurio, e lo si fa ruotare, si otterrebbe una spinta antigravitazionale che permetterebbe di generare una forza inerziale, in grado di contrastare quella della gravità.

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LA PIRAMIDE PIU' GRANDE DEL MONDO, SI TROVA IN CINA.



Dobbiamo percorrere migliaia di chilometri e spostarci nella Cina centrale, provincia Shaanxi, 36 km a nord della città di Xian. Qui, nel 1974, alcuni lavoratori individuarono il tumulo piramidale dell’imperatore Qin Shi Huang (260 – 210 a. C.). La piramide di Qin Shi Huang misura attualmente 75 metri di altezza, ma all’epoca della sua costruzione potrebbe aver raggiunto i 115 metri (secondo altre valutazioni 300 m).
Vinci una MiniEssendo stata costruita con terra, negli anni le sue dimensioni si sono ridotte a causa dell'erosione da parte della pioggia e degli altri eventi atmosferici. E' comunque la più grande di cui sia accertata l’esistenza, pari a due volte la Piramide di Giza. Inoltre, è interessante notare che la piramide è orientata nella stessa direzione della sua "sorella" di Giza: nord-sud/ovest-est
Poiché l’imperatore ci mise tutto il suo impegno a rendere il mausoleo impenetrabile ricoprendolo di vegetazione e bloccando con cura tutte le entrate, nessuno è riuscito finora a varcarne la soglia e portare alla luce i suoi tesori. Ma dobbiamo anche pensare che questa non è la sola piramide cinese. A detta di numerosi viaggiatori, il vasto territorio di Shaanxi è costellato da piramidi di diverse dimensioni e appartenenti ad epoche diverse. Si dice ve ne siano centinaia. Alcune sono accessibili al pubblico, ma la maggior parte di esse è ancora inesplorata. Coperte dalla vegetazione nonché da alberi, spesso le piramidi vengono confuse con delle colline naturali.
foto aerea della zona
Secondo molti ricercatori tutte le piramidi della Cina sarebbero molto più antiche delle piramidi d'Egitto.
Per la costruzione delle piramidi è stato scelto un materiale molto strano, pietra, terra e argilla. 
Il governo cinese ha imposto il divieto di scavo nell'area adiacente al Grande Piramide, è del tutto un territorio chiuso agli stranieri. Fatta eccezione per l'area situata a qualche chilometro di distanza dove è stato rinvenuto l'esercito di terracotta dell'imperatore. L'unica spiegazione semiufficiale, per una tale soluzione è che il governo cinese vuole lasciare alle generazioni future il compito di  indagare. Ma in questo caso c'è un problema: la crescita rapida di conifere, alberi piantati sulle piramidi, recano e recheranno gravissimi danni alla struttura.Se il suo nome ci risulta pressoché sconosciuto, non lo è di certo il corredo funerario, il famoso esercito di terracotta. Fu scoperto a circa un chilometro di distanza dal mausoleo del regnante, disposto in tre fosse.
Qin Shi Huang aveva iniziato molto presto a far costruire la propria tomba. La decisione fu presa alla tenera età di tredici anni, poco dopo la sua ascesa al trono. 
Fino alla fine della sua vita Qin Shi Huang cercò l’elisir dell’immortalità. Emulo del sumero Gilgamesh, l’imperatore cinese si rifiutava di lasciare questo mondo. Probabilmente fu proprio questa sua ossessiva ricerca dell’immortalità a portarlo dritto dritto verso una morte prematura. Sembra che l’imperatore si sia avvelenato da sé, a forza di bere intrugli tossici che avrebbero dovuto donargli la vita eterna. Qin Shi Huang morì a soli 49 anni e fu sepolto nel suo mausoleo piramidale, il trionfo del potere assoluto di un visionario ma anche di un despota. Il successore al trono, uno dei suoi figli, non fu altrettanto capace. Ben presto scoppiarono le prime sommosse e nel 207 a. C. un generale ribelle devastò e saccheggiò il complesso funerario di Qin Shi Huang.

Le fosse con l’esercito di terracotta non furono risparmiate dal furore del rivoluzionario, molti soldati andarono distrutti, gran parte delle armi lì deposte furono trafugate. L’azione del generale segnò la fine della dinastia Qin. Fortunatamente le fosse ci hanno ugualmente restituito, malgrado il danneggiamento, ben 3000 statue di soldati e cavalli, nonché 40.000 armi. E gli archeologi contano di portarne alla luce le altre migliaia che ancora giacciono sotto terra. Quest’esercito unico al mondo può darci un’idea della grandiosità del sepolcro dell’imperatore cinese.
E se i soldati di terracotta erano soltanto i custodi della tomba di Qin Shi Huang, che altri magnifici tesori cela la tomba stessa? Tanto più che, secondo gli archeologi, il generale ribelle non riuscì a penetrare nel tumulo funerario dell’imperatore. Questo sarebbe ancora inviolato. Il colle piramidale in cui è stato sepolto Qin Shi Huang si erge nel mezzo di un imponente complesso tombale circondato da mura e fossati. Nonostante l’interno della piramide non abbia ancora rivelato i suoi segreti, tuttavia diverse analisi effettuate con la tecnica di misurazione sonar hanno indicato la presenza di un’alta concentrazione di mercurio. 
Antichi documenti cinesi raccontano che l’imperatore avrebbe fatto ricostruire nella piramide una sorta di mappa precisa del suo territorio. Il soffitto della camera mortuaria, così gli scritti, sarebbe costellato di rame e pietre preziose che rappresentano le stelle del firmamento, mentre i fiumi dell’immenso regno cinese di Qin Shi Huang sarebbero stati ricostruiti con… del mercurio fluido. Sono i fiumi dell’imperatore a indicare quelle anomalie registrate dal sonar? Allora gli antichi scritti cinesi dicono il vero?
Ma guarda che razza di strana coincidenza: (Cina - Messico) in due continenti esattamente opposti, in epoche diverse, sono state costruiti due enormi complessi a forma di piramide, da civiltà, che secondo quanto insegnatoci dagli archeologi e storici ortodossi, non hanno potuto avere alcun contatto, all'epoca, visto che non era stato ancora scoperto il volo, e tanto meno la navigazione tra gli oceani (forse) e ancora più straordinaria la seconda coincidenza, l'esistenza di mercurio liquido al di sotto di entrambe le costruzioni.
Ma il mistero sulla Grande Piramide Cinese è ancora più affascinante. Secondo i rapporti, numerose escursionisti europei sono riusciti a prelevare campioni di oggetti e metalli intorno alle piramidi della Cina. L’analisi ha dimostrato che queste strutture potrebbero avere ben più di 8.000 anni, ma il dettaglio più affascinante non è l’età delle piramidi: il materiale metallico presente nelle piramidi cinesi non è stato identificato finora, è un materiale al momento sconosciuto alla scienza moderna. Forse è per questo che la Cina continua a nascondere l’esistenza delle piramidi di Xian?
Ma veramente vogliamo credere ad una coincidenza?? E a proposito di coincidenze guardate bene queste foto aeree

E' un'immagine sconcertante!! non vi pare. In tre luoghi diversi del mondo, separati da oceani che pare non siano stati navigati all'epoca, civiltà mai conosciutesi, esistano complessi piramidali costruiti con le stesse disposizioni. Mah!!

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IL SITO CHE RISCRIVE COMPLETAMENTE LA STORIA DELL'UOMO

IL  SITO CHE RISCRIVE COMPLETAMENTE LA STORIA DELL'UOMO



Göbekli Tepe (trad: collina tondeggiante – ombelico) è un sito archeologico a circa 18 km a nordest dalla città di Şanlıurfa nell’odierna Turchia, presso il confine con la Siria tra la catena del Tauro e il Karaca Dağ e la valle dove si trova la città di Harran.
Si trova su una collina artificiale alta circa 15 m, con un diametro di circa 300 m, posizionata sul punto più alto di un’elevazione di forma allungata, che domina la regione circostante. La datazione al radiocarbonio di materiali organici rimossi dalle pareti dell'installazione offre una serie di date nell'intervallo 9745-9314 a.C. (Schmidt e Dietrich, 2010), il che implica che la sua costruzione ebbe luogo intorno al 9600-9500 a.C.
In questo luogo, gli archeologi hanno scoperto il più antico esempio di tempio in pietra, risalente al 9.600 a.C.

Questa datazione sta sconvolgendo tutte le certezze sulle origini della civiltà.

ricostruzione grafica del primo cerchio

Per la sua dislocazione ed architettura, Göbekli Tepe ricorda vagamente Stonehenge, ma fu edificato molto tempo prima, ma non con blocchi di pietra tagliata grossolanamente come ritroviamo a Stonehenge, bensì con pilastri di calcare finemente scolpiti a bassorilievo.













Curioso il fatto che intorno all’8.000 a.C. il sito venne deliberatamente abbandonato e volontariamente seppellito con terra portata dall’uomo.
Finora meno di un decimo del sito è stato riportato alla luce, ma ciò basta per capire quale timore reverenziale il tempio incuteva ai pellegrini che si radunavano in questo luogo ben 7.000 anni prima della costruzione di Stonehenge.
Göbekli Tepe fu individuata la prima volta nel 1963 ma gli scavi furono iniziati solo nel 1995 da una missione congiunta del museo di Şanlıurfa e dell’Istituto archeologico germanico sotto la direzione di Klaus Schmidt, che dall’anno precedente stava lavorando in alcuni siti archeologici della regione. Nel 2006 gli scavi passarono alle università tedesche di Heidelberg e di Karlsrühe.

Gli scavi portarono alla luce un santuario monumentale megalitico, costituito da una collina artificiale delimitata da muri in pietra grezza a secco. Furono inoltre rinvenuti quattro recinti circolari, delimitati da enormi pilastri in calcare pesanti oltre 10 tonnellate ciascuno.
La scoperta più interessante però riguarda le circa 40 pietre a forma di T, alte fino a cinque metri e mezzo. I blocchi di calcare, del peso di cinque tonnellate, furono portati qui da una cava non molto lontano. Rimane in sospeso la domanda su come abbiano fatto le popolazioni dell’epoca a trasportare le pietre visto che la storiografia ortodossa vi insegna che essi non conoscevano la ruota, né avevano ancora imparato ad addomesticare le bestie da soma.
La maggior parte delle pietre sono incise, e sono raffigurati diversi tipi di animali: serpenti, anatre, gru, tori, volpi, leoni, cinghiali, vacche, scorpioni, formiche. Alcune incisioni vennero volontariamente cancellate, e non è chiara la motivazione. Sono inoltre presenti elementi decorativi astratti, come insiemi di punti e motivi geometrici. Nella roccia sono anche presenti raffigurazioni di forme falliche.


Vinci una macchina per il caffè



Indagini geomagnetiche hanno indicato la presenza di altre 250 pietre ancora sepolte nel terreno. A circa 1 km dal sito è stata inoltre rinvenuta un’altra pietra a forma di T, estratta dalla cava solo per metà. Ha una lunghezza di circa 9 m ed era probabilmente destinata al santuario, ma una rottura costrinse i costruttori ad abbandonare il lavoro.

Oltre alle pietre sono presenti sculture in argilla molto rovinate dal tempo.
È probabile che gli scultori svolgessero la loro opera direttamente sull’altopiano del santuario, dove sono state rinvenute cavità a forma di scodella nella roccia argillosa e anche pietre non terminate, tecnica già utilizzata nel mesolitico per ottenere l'argilla, sia per le sculture che per il legante argilloso utilizzato nelle murature.

Tutto quanto raccontato finora può già classificare Göbekli Tepe tra i primi dieci siti più misteriosi e nel contempo affascinanti dell’archeologia. Ma esistono altri fattori che ne possono determinare la sua unicità. Ad esempio la sua età. La datazione al radiocarbonio attribuisce al complesso almeno 12.000, se non addirittura 13.000.
Ciò significa che Göbekli Tepe è stata costruita intorno al 10.000 a.C. rendendolo, con ampio margine, il più antico di tali siti nel mondo. È talmente antico da precedere la vita stanziale dell’uomo, la ceramica, e la scrittura, insomma prima di tutto. 
È difficile credere che gli uomini delle caverne abbiano costruito qualcosa di così ambizioso. L'architettura, la cognizione astrologica, nonché la realizzazione strutturale dell'intero complesso suggerisce in modo audace che esistesse una civiltà tecnologicamente molto più avanzata, come se divinità scese dal cielo avessero costruito Göbekli con le loro mani, o con i loro metodi costruttivi.
E ciò vale per qualsiasi costruzione megalitica che troviamo sulla terra.
In altro post parleremo del significato presunto, ovviamente, delle varie incisioni sui pilastri che per alcuni potrebbe essere una fotografia del cielo nel momento di una catastrofe imminente, un modo per indicare l'epoca in cui è stato costruito il sito o la datazione del cataclisma.
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BIBLIOTECA DI METALLO TROVATA NEL SOTTOSUOLO SUDAMERICANO

"BIBLIOTECA DI METALLO" TROVATA NEL SOTTOSUOLO SUDAMERICANO

Padre Crespi con una delle centinaia di lastre in metallo inciso

Sotto il continente sudamericano esiste, costruito non si sa quando, da qualche popolo di cui non esiste notizia, un gigantesco sistema di gallerie, che si estende per molte migliaia di chilometri, anche a notevole profondità. Tra i primi a darne notizia su larga scala è stato Erich Von Daniken che nel suo libro "Il seme dell'universo" descrive quello che ha visto visitando il sito. 
Oltre alla visita di Erich Von Daniken, c'è un altra prova della scoperta.
Il 29 luglio 1969, lo studioso argentino Juan Moricz depositò presso il notaio Gustavo Falconi, a Guayaquil, in Ecuador, un documento che contiene varie testimonianze atte a dimostrare, alle autorità governative ecuadoriane e a tutto il mondo, come lo stesso Moricz sia lo scopritore effettivo del sistema di gallerie. Ecco di seguito la traduzione delle parti principali del documento:
Ingresso delle gallerie
"Juan Moricz, cittadino argentino per residenza, nato in Ungheria,passaporto n.... Io ho scoperto,nella regione orientale della provincia di Morona-Santiago, entro i confini della Repubblica dell'Ecuador, preziosi oggetti che ritengo essere di grande valore culturale per tutta l'umanità. Questi oggetti sono in gran parte piatti metallici; essi costituiscono probabilmente un riassunto della storia di una civiltà perduta, della cui esistenza l'umanità non ha avuto, fino a oggi, nè prova nè sospetti. Gli oggetti si trovano in varie grotte e sono tutti dello stesso tipo; ho potuto compiere questa scoperta soltanto grazie ad alcne fortunate circostanze....Nella mia qualità di etnologo, mi sono dedicato da tempo a ricerche sugli aspetti folkloristici, etnici e linguistici delle culture indigene ecuadoriane.....Gli oggetti da me rinvenuti possono in base alle caratteristiche specifiche essere così suddivisi:
1) oggetti in pietra e metallo di varie dimensioni e colore; 

2) fogli di metallo (vedi foto sopra) recanti incisi disegni e tracce di scrittura, si tratta certamente di una vera e propria biblioteca di elementi metallici, che potrebbero contenere un compendio della storia dell'umanità o un racconto delle origini dell'uomo. La scoperta mi ha reso legalmente proprietario delle lastre di metallo incise e degli altri oggetti in base all'art. 665 del codice civile. Poichè, però, secondo la mia personale convinzione, si tratta di oggetti di inestimabile valore scientifico,



che io ho rinvenuti valendomi dei miei fondi personali, ho deciso di attenermi all'art.666, secondo il quale quanto da me scoperto rimane di mia proprietà personale, ma è sottoposto al controllo dell'autotità governativa. Io la prego quindi, stimatissimo Signor Presidente della Repubblica, di nominare una commissione scientifica che esamini la mia dichiarazione e indaghi sul valore della scoperta... A tale commissione indicherò con esattezza le coordinate geografiche del luogo, darò istruzioni su come si possa raggiungere l'ingresso delle grotte e mostrerò gli oggetti da me a tutt'oggi rinvenuti...."
Le gallerie sono ingombre sul pavimento di detriti, ma la sezione è chiaramente rettangolare o
Foto scattata da Erich Von Daniken
quadrata: il soffitto e le pareti si incontrano sempre ad angolo retto. Le pareti stesse sono pulite e sembrano quasi rivestite di smalto; anche il soffitto ha spesso un aspetto traslucido. Non si tratta di condotti di origine naturale. Dopo aver proceduto lungo un corridoio all'improvviso appare una sala gigantesca. La pianta è di 110 x 130 m. secondo quanto ci dice Moricz. Quasi le misure della piramide del Sole a Teotihuacàn. Nel mezzo della sala un tavolo, lungo il lato più lungo del rettangolo (tavolo) si trovano sette “sedie” o almeno sette oggetti a forma di cubo che si può pensare siano stati usati come sedili. Tutti questi mobili sembrano di pietra.

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Non si tratta certamente di legno. Forse di un metallo, al peso e in durezza ricordano l'acciaio. Dietro le sedie ci sono rappresentazioni di vari animali, tutti di oro puro. Accanto si trova la biblioteca di fogli metallici cui accenna il documento notarile. Si tratta di piastre e di fogli metallici dello spessore di circa 1 mm e, per la maggior parte, delle dimensioni di 96x48 cm. Ogni tavola è incisa; le impressioni sono profonde e disposte regolarmente, come se il lavoro fosse stato fatto a macchina. Approssimativamente penso si tratti di alcune migliaia di “pagine”. I caratteri incisi sulle piastre, che sembrano essere quelli di una scrittura, sono sconosciuti. La biblioteca di metallo è stata costruita per rimanere intatta al passare dei millenni e poter essere letta anche dai più lontani discendenti dei misteriosi compilatori.
Tra i vari oggetti ritrovati un amuleto di pietra delle dimensioni di 12x6 cm. (vedi foto a sinistra) dove si vede una figura dal corpo esagonale e con la testa sferica, la figura porta nella mano destra la Luna e nella sinistra il Sole e si appoggia ben saldamente sulla Terra, raffigurata come sfera e con incise quelli che dovrebbero essere paralleli e meridiani. Chiunque sia il lontano incisore (l'amuleto si può datare al Mesolitico, dal 9000 al 4000 a.C.), sapeva che la Terra è sferica. Su un'altra placca di pietra troviamo inciso un animale che ha tutta l'apparenza di uno stegosauro (vedi foto), la testa minuta, l'imponente sistema di placche di difesa, la coda con le placche aculeate e le zampe con tre dita tozze.
Stegosauro
Se si tratta di un animale fantastico come si spiega la coincidenza? La nostra storia ci impone il fatto che i dinosauri si sono estinti milioni di anni prima dell'uomo, ed allora come è spiegabile questa rappresentazione??



Al centro di una sala una costruzione a cupola, sorprendente, perchè potrebbe essere per quello che ci risulta al momento la prima costruzione sferica al mondo


Quando Erich Von Daniken ha scritto il libro, il più grande complesso di oggetti provenienti dal mondo sotterraneo non era in un museo ma in un patio annesso alla Chiesa di Maria Auxiliadore a Cuenca, raccolti da Padre Carlo Crespi, considerato dagli indios come amico fidato, al quale essi regalano oggetti d'oro e d'argento provenienti da nascondigli misteriosi. Nessun museo è ricco come le stanze di Padre Crespi, all'interno: - una stele d'oro alta 52 cm., larga 14 e spessa 4 cm in 56 riquadri recanti altrettanti segni diversi che hanno l'apparenza di caratteri alfabetici (i caratteri con cui sono scritti i fogli della biblioteca sotterranea sono gli stessi).
Il fatto è notevole perchè, almeno ufficialmente, nessuna delle grandi culture precolombiane avrebbe conosciuto caratteri di tipo alfabetico.

Ed ancora una pesante lamina in oro sbalzato, recante nella parte superiore tre animali dall'aspetto di cani, quello a destra e a sinistra hanno due stesse a cinque punte sul petto, al centro una figura umana dalla testa e dal corpo triangolari; 


Una figura femminile alta 32 cm. Naturalmente d'oro pieno. La testa è formata da due triangoli intrecciati ai cui bordi sembrano saldate strane ali;

Un disco d'oro largo 22 cm. Non è uno scudo perchè è troppo pesante e perchè non presenta nessun appiglio né tracce di lacci o corregge.
Sconcertante è la chiara rappresentazione di due spermatozoi. Vicino a questi, due soli ridenti, una falce di luna, una grande stella e due volti umani triangolari molto stilizzati. Al centro una serie di punti che non sembrano avere solo una funzione decorativa.












Molto stranamente i gradini della piramide sono 13 e il sole posto nella sua sommità ricorda l’occhio onniveggente. Ai lati vi sono poi due felini, due elefanti e due serpenti. Alla base della piramide vi sono le lettere di un alfabeto arcaico, che secondo alcuni ricercatori sarebbe un proto-fenicio.

La piramide, il sole posto alla sua sommità e i 13 gradini sono indubbiamente simboli massonici. Sappiamo che la Massoneria ha origini che si rimontano alla notte dei tempi, e pertanto questa potrebbe essere una placca aurea di culture medio-orientali. Notiamo inoltre che gli elefanti non sono presenti in Sud America (se non prima del diluvio, i mastodonti, che si sono estinti con gli altri animali della megafauna nel 9500 a.C.), e questo rafforza la tesi che l’oggetto in questione abbia un’origine antichissima, quindi prima del diluvio universale.
Per quanto riguarda i felini, essi non sono puma o giaguari (tipici delle culture andine e amazzoniche), ma gatti, animali sacri dell’antico Egitto.
Il serpente poi è un simbolo universale adorato in tutte le culture del mondo antico, come immagine del rigenerarsi della vita, e metafora dell’utero della donna (sta, infatti, negli anfratti dei fiumi).
Un ultimo particolare: nel lato sinistro rispetto al sole vi sono 4 piccoli circoli, mentre nel lato destro vi sono 5 piccoli circoli. Si tratta dei 9 pianeti del sistema solare? Se fosse così ancora una volta vi è la prova che queste antiche civiltà avevano una perfetta conoscenza dello spazio che circonda la terra.

Altri oggetti in possesso del padre Crespi


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I MITI NELLE LEGGENDE 1° PARTE

I NATIVI AMERICANI "HOPI"
In tutti i continenti esistono i Popoli naturali, quei popoli nativi che hanno conservato le loro tradizioni, la loro scienza e hanno una spiritualità non dogmatica, basata sul contatto diretto con la Natura. Questi popoli non hanno barriere culturali e la loro mentalità, se pur pragmatica, è aperta a tutti quei fenomeni che sfuggono dall’ordinario.




Per quanto riguarda il confronto con possibili civiltà aliene, i Popoli con molta naturalità, conservano le loro tradizioni dei miti che parlano di contatti con esseri che sembrano non provenire dal nostro pianeta.
È da precisare che non stiamo parlando di tradizioni di popoli estinti, ma di culture e popoli ben vivi e vitali, i quali conservano nel loro bagaglio storico fatti che si tramandano generazionalmente.

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Le tradizioni dei Nativi americani, gli Hopi, ad esempio, narrano dell’arrivo su questo mondo dei
Katchina, esseri misteriosi di sembianze non umane, provenienti dalle stelle e in particolare da una
Stella Blu. Questi esseri erano sapienti e trasmisero agli Hopi tutte le loro conoscenze. I Katchina sarebbero tuttora presenti e avrebbero la loro dimora all’interno del St. Francisco Peak, considerata la montagna sacra degli Hopi.

Secondo il mito Hopi, i Katchina regalarono loro anche una pietra magica con poteri straordinari. Ancora oggi gli Hopi tramandano
questo mito e insegnano ai bambini la tradizione attraverso le bambole Katchina, degli oggetti totemici, ognuno dei quali rappresenta una divinità con specifiche caratteristiche e qualità.

Sempre presso gli Hopi esiste la leggenda che riguarda il dio barbuto del Meteor Crater, in Arizona, che sarebbe disceso dal cielo con grande fragore per insegnare la conoscenza agli Hopi. Stranamente il cratere, che viene attribuito all'impatto con un meteorite di grandi dimensioni, ha una forma quadrata, fatto che smentirebbe l’ipotesi meteorica.


Un altro popolo misterioso della cultura dei Nativi americani è quello degli Anasazi. Un popolo nel cui nome c’è già un enigma: il nome Anasazi, nella lingua Navajo, vuol dire “antichi”.

Gli Anasazi abitavano nei territori del nord-ovest americano, ed erano diffusi tra il Colorado, l’Arizona, lo Utah, il New Messico. Tutte le nazioni indiane del nord-ovest, tra cui gli Apache, si considerano discendenti degli Anasazi.
Anche gli Anasazi si consideravano figli di una stirpe proveniente da un altro pianeta. Questo popolo misterioso ha lasciato molto poco di sé, ma soprattutto ha lasciato un grande mistero: l’improvvisa scomparsa, avvenuta verso la fine del XIV secolo (come è stranamente accaduto a molte altre civiltà antiche).



La popolazione Anasazi si estinse o emigrò in circostanze misteriose nel raggio di una sola notte. Un intero popolo scomparso in una notte. Molto spesso è stata fatta l’ipotesi, presso gli stessi Nativi, che fossero stati rapiti dagli alieni, o che fossero tornati sul pianeta d’origine.





Gli Aymara sono un antico popolo della Bolivia che conserva una lingua misteriosa con poteri magici, considerata la più antica lingua del mondo.
Gli Aymara conservano dei miti molto particolari. La loro divinità è chiamata Orejona (grandi orecchie). Il mito racconta che milioni di anni fa, quando sulla Terra non c’erano uomini ma solo grandi animali, una nave brillante come l’oro si posò sul lago Titicaca. Da questa nave discese un essere simile alle donne terrestri, ma con la testa conica, grandi orecchie e mani palmate, a quattro dita. Il suo nome era Orejona e proveniva dal pianeta Venere. Orejona camminava diritta, era dotata di intelligenza superiore ed aveva il compito di creare l’umanità.

Alla stirpe di Orejona i Nativi boliviani attribuiscono la creazione del maestoso complesso di Tiahuanaco sulle rive del lago Titicaca, con la sua complessa Porta del Sole. E in effetti, nonostante gli archeologi ritengono che sia stata costruita dagli Incas, al tempo della conquista di Pizzarro, gli stessi Incas affermarono di aver conosciuto la città quando era già in rovina.


La tribù che ancora abita le rive del lago Titicaca è rimasta fedele al mito di Orejona. Questo mito è considerato il punto di partenza per le civiltà preincaiche.
Altre leggende legate al lago Titicaca parlano di dèi giunti dal cielo sulle ali d’immensi "condor". Gli Indios raccontano anche di quando i loro antenati volavano su grandi "piatti d’oro" mossi da vibrazioni sonore.


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