it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: BIBLIOTECA DI METALLO TROVATA NEL SOTTOSUOLO SUDAMERICANO

BIBLIOTECA DI METALLO TROVATA NEL SOTTOSUOLO SUDAMERICANO

"BIBLIOTECA DI METALLO" TROVATA NEL SOTTOSUOLO SUDAMERICANO

Padre Crespi con una delle centinaia di lastre in metallo inciso

Sotto il continente sudamericano esiste, costruito non si sa quando, da qualche popolo di cui non esiste notizia, un gigantesco sistema di gallerie, che si estende per molte migliaia di chilometri, anche a notevole profondità. Tra i primi a darne notizia su larga scala è stato Erich Von Daniken che nel suo libro "Il seme dell'universo" descrive quello che ha visto visitando il sito. 
Oltre alla visita di Erich Von Daniken, c'è un altra prova della scoperta.
Il 29 luglio 1969, lo studioso argentino Juan Moricz depositò presso il notaio Gustavo Falconi, a Guayaquil, in Ecuador, un documento che contiene varie testimonianze atte a dimostrare, alle autorità governative ecuadoriane e a tutto il mondo, come lo stesso Moricz sia lo scopritore effettivo del sistema di gallerie. Ecco di seguito la traduzione delle parti principali del documento:
Ingresso delle gallerie
"Juan Moricz, cittadino argentino per residenza, nato in Ungheria,passaporto n.... Io ho scoperto,nella regione orientale della provincia di Morona-Santiago, entro i confini della Repubblica dell'Ecuador, preziosi oggetti che ritengo essere di grande valore culturale per tutta l'umanità. Questi oggetti sono in gran parte piatti metallici; essi costituiscono probabilmente un riassunto della storia di una civiltà perduta, della cui esistenza l'umanità non ha avuto, fino a oggi, nè prova nè sospetti. Gli oggetti si trovano in varie grotte e sono tutti dello stesso tipo; ho potuto compiere questa scoperta soltanto grazie ad alcne fortunate circostanze....Nella mia qualità di etnologo, mi sono dedicato da tempo a ricerche sugli aspetti folkloristici, etnici e linguistici delle culture indigene ecuadoriane.....Gli oggetti da me rinvenuti possono in base alle caratteristiche specifiche essere così suddivisi:
1) oggetti in pietra e metallo di varie dimensioni e colore; 

2) fogli di metallo (vedi foto sopra) recanti incisi disegni e tracce di scrittura, si tratta certamente di una vera e propria biblioteca di elementi metallici, che potrebbero contenere un compendio della storia dell'umanità o un racconto delle origini dell'uomo. La scoperta mi ha reso legalmente proprietario delle lastre di metallo incise e degli altri oggetti in base all'art. 665 del codice civile. Poichè, però, secondo la mia personale convinzione, si tratta di oggetti di inestimabile valore scientifico,



che io ho rinvenuti valendomi dei miei fondi personali, ho deciso di attenermi all'art.666, secondo il quale quanto da me scoperto rimane di mia proprietà personale, ma è sottoposto al controllo dell'autotità governativa. Io la prego quindi, stimatissimo Signor Presidente della Repubblica, di nominare una commissione scientifica che esamini la mia dichiarazione e indaghi sul valore della scoperta... A tale commissione indicherò con esattezza le coordinate geografiche del luogo, darò istruzioni su come si possa raggiungere l'ingresso delle grotte e mostrerò gli oggetti da me a tutt'oggi rinvenuti...."
Le gallerie sono ingombre sul pavimento di detriti, ma la sezione è chiaramente rettangolare o
Foto scattata da Erich Von Daniken
quadrata: il soffitto e le pareti si incontrano sempre ad angolo retto. Le pareti stesse sono pulite e sembrano quasi rivestite di smalto; anche il soffitto ha spesso un aspetto traslucido. Non si tratta di condotti di origine naturale. Dopo aver proceduto lungo un corridoio all'improvviso appare una sala gigantesca. La pianta è di 110 x 130 m. secondo quanto ci dice Moricz. Quasi le misure della piramide del Sole a Teotihuacàn. Nel mezzo della sala un tavolo, lungo il lato più lungo del rettangolo (tavolo) si trovano sette “sedie” o almeno sette oggetti a forma di cubo che si può pensare siano stati usati come sedili. Tutti questi mobili sembrano di pietra.

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Non si tratta certamente di legno. Forse di un metallo, al peso e in durezza ricordano l'acciaio. Dietro le sedie ci sono rappresentazioni di vari animali, tutti di oro puro. Accanto si trova la biblioteca di fogli metallici cui accenna il documento notarile. Si tratta di piastre e di fogli metallici dello spessore di circa 1 mm e, per la maggior parte, delle dimensioni di 96x48 cm. Ogni tavola è incisa; le impressioni sono profonde e disposte regolarmente, come se il lavoro fosse stato fatto a macchina. Approssimativamente penso si tratti di alcune migliaia di “pagine”. I caratteri incisi sulle piastre, che sembrano essere quelli di una scrittura, sono sconosciuti. La biblioteca di metallo è stata costruita per rimanere intatta al passare dei millenni e poter essere letta anche dai più lontani discendenti dei misteriosi compilatori.
Tra i vari oggetti ritrovati un amuleto di pietra delle dimensioni di 12x6 cm. (vedi foto a sinistra) dove si vede una figura dal corpo esagonale e con la testa sferica, la figura porta nella mano destra la Luna e nella sinistra il Sole e si appoggia ben saldamente sulla Terra, raffigurata come sfera e con incise quelli che dovrebbero essere paralleli e meridiani. Chiunque sia il lontano incisore (l'amuleto si può datare al Mesolitico, dal 9000 al 4000 a.C.), sapeva che la Terra è sferica. Su un'altra placca di pietra troviamo inciso un animale che ha tutta l'apparenza di uno stegosauro (vedi foto), la testa minuta, l'imponente sistema di placche di difesa, la coda con le placche aculeate e le zampe con tre dita tozze.
Stegosauro
Se si tratta di un animale fantastico come si spiega la coincidenza? La nostra storia ci impone il fatto che i dinosauri si sono estinti milioni di anni prima dell'uomo, ed allora come è spiegabile questa rappresentazione??



Al centro di una sala una costruzione a cupola, sorprendente, perchè potrebbe essere per quello che ci risulta al momento la prima costruzione sferica al mondo


Quando Erich Von Daniken ha scritto il libro, il più grande complesso di oggetti provenienti dal mondo sotterraneo non era in un museo ma in un patio annesso alla Chiesa di Maria Auxiliadore a Cuenca, raccolti da Padre Carlo Crespi, considerato dagli indios come amico fidato, al quale essi regalano oggetti d'oro e d'argento provenienti da nascondigli misteriosi. Nessun museo è ricco come le stanze di Padre Crespi, all'interno: - una stele d'oro alta 52 cm., larga 14 e spessa 4 cm in 56 riquadri recanti altrettanti segni diversi che hanno l'apparenza di caratteri alfabetici (i caratteri con cui sono scritti i fogli della biblioteca sotterranea sono gli stessi).
Il fatto è notevole perchè, almeno ufficialmente, nessuna delle grandi culture precolombiane avrebbe conosciuto caratteri di tipo alfabetico.

Ed ancora una pesante lamina in oro sbalzato, recante nella parte superiore tre animali dall'aspetto di cani, quello a destra e a sinistra hanno due stesse a cinque punte sul petto, al centro una figura umana dalla testa e dal corpo triangolari; 


Una figura femminile alta 32 cm. Naturalmente d'oro pieno. La testa è formata da due triangoli intrecciati ai cui bordi sembrano saldate strane ali;

Un disco d'oro largo 22 cm. Non è uno scudo perchè è troppo pesante e perchè non presenta nessun appiglio né tracce di lacci o corregge.
Sconcertante è la chiara rappresentazione di due spermatozoi. Vicino a questi, due soli ridenti, una falce di luna, una grande stella e due volti umani triangolari molto stilizzati. Al centro una serie di punti che non sembrano avere solo una funzione decorativa.












Molto stranamente i gradini della piramide sono 13 e il sole posto nella sua sommità ricorda l’occhio onniveggente. Ai lati vi sono poi due felini, due elefanti e due serpenti. Alla base della piramide vi sono le lettere di un alfabeto arcaico, che secondo alcuni ricercatori sarebbe un proto-fenicio.

La piramide, il sole posto alla sua sommità e i 13 gradini sono indubbiamente simboli massonici. Sappiamo che la Massoneria ha origini che si rimontano alla notte dei tempi, e pertanto questa potrebbe essere una placca aurea di culture medio-orientali. Notiamo inoltre che gli elefanti non sono presenti in Sud America (se non prima del diluvio, i mastodonti, che si sono estinti con gli altri animali della megafauna nel 9500 a.C.), e questo rafforza la tesi che l’oggetto in questione abbia un’origine antichissima, quindi prima del diluvio universale.
Per quanto riguarda i felini, essi non sono puma o giaguari (tipici delle culture andine e amazzoniche), ma gatti, animali sacri dell’antico Egitto.
Il serpente poi è un simbolo universale adorato in tutte le culture del mondo antico, come immagine del rigenerarsi della vita, e metafora dell’utero della donna (sta, infatti, negli anfratti dei fiumi).
Un ultimo particolare: nel lato sinistro rispetto al sole vi sono 4 piccoli circoli, mentre nel lato destro vi sono 5 piccoli circoli. Si tratta dei 9 pianeti del sistema solare? Se fosse così ancora una volta vi è la prova che queste antiche civiltà avevano una perfetta conoscenza dello spazio che circonda la terra.

Altri oggetti in possesso del padre Crespi


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