it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: E SE NON FOSSERO FAVOLE MA RESOCONTI DI FATTI ACCADUTI? LE ARGONAUTICHE

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E SE NON FOSSERO FAVOLE MA RESOCONTI DI FATTI ACCADUTI? LE ARGONAUTICHE


Chiediamoci perchè mai un uomo antico avrebbe dovuto inventarsi storie di macchine volanti? e come avrebbe potuto avere l'idea di descrivere creature viventi di metallo, con sangue di mercurio?
Vinci una Minioh carri volanti che fanno rombare e tuonare l'aria? Mi sembra inconcepibile voler considerare tutti i testi di questo tipo come frutto della fantasia, ma quale fantasia, solo una visione reale può giustificare quel tipo di accadimento descritto nei racconti.

Vediamo brevemente di cosa tratta Le Argonautiche.

Principale opera di Apollonio divisa in quattro libri, già presente anche nell'Odissea di Omero, la "favola", come viene considerata oggi, racconta delle avventure di Giasone, un lontanto discendente degli Dei, che per recuperare il Vello d'Oro incarica il miglior costruttore dell'epoca, Argo, di progettare e realizzare una nave necessaria per il viaggio. Grazie alle istruzioni impartite direttamente dalla dea Atena nacque un'imbarcazione dal legno imputrescibile e la stessa inserì nel mezzo della carena una trave che era in grado di "parlare" e che in seguito avrebbe messo in guardia l'equipaggio da numerosi pericoli. I marinai di questo vascello vennero chiamati Argonauti da qui Le Argonautiche.
La nave aveva posto per 50 uomini tutti eroi e figli di dèi.
La lista con l'equipaggio è conservata solo in parte.
Quali sono gli elementi diciamo insoliti di questo racconto, che lo rendono come totalmente frutto di fantasia? Eccoli:

- Buona parte dei membri della spedizione sono figli di dèi di terza e quarta generazione. Possiedono tutti poteri sovrannaturali;

- Vengono descritti esseri ibridi, quali Centauri, giganti con sei braccia oppure cani alati di Zeus;

- Una dèa rende inaffondabile la nave Argo;

- la stessa dèa inserisce all'interno della nave, una trave in legno parlante che mette in guardia l'equipaggio dai pericoli;

- Un essere chiamato Glauco emerge, come un sottomarino, dagli abissi e consegna agli eroi il messaggio di un dio;

- rocce enormi si aprono e si chiudono come nella favola di Alì Babà e i quaranta ladroni;

- il re Fineo riesce a vedere i pericoli che attendono gli eroi lungo il viaggio; Come fa?

- Un dio (Apollo) passa in volo sopra la nave producendo un rumore assordante;

- Uccelli sparano dardi mortali e rumorosi;

- una dèa rende invisibili gli eroi facendo materializzare una nebbia che li avvolge;

- un unguento conferisce poteri sovrannaturali e crea uno scudo antitermico;

- un drago che non dorme mai, che vede tutto, che soffia in maniera spaventosa, che non ha alcun bisogno fisico, che sputa fuoco e che è immortale;

- tori con gambe metalliche che sputano fuoco;

- un veicolo divino che quando si avvicina troppo alla Terra diventa incandescente tanto che il pilota è costretto a lanciarsi nel vuoto perchè il calore all'interno diventa insopportabile;

- numerosi esseri anfibi dotati del dono della parola;

- un dio che rischiara la notte per mezzo di colonne di luce;

- un robot metallico che gira ininterrottamente intorno a un'isola, spara colpi contro le navi, incenerisce gli aggressori e il suo sangue è come piombo fuso;

- una donna della stirpe degli dèi che riesce a evocare immagini nel robot.

Supponiamo che si tratti soltanto di una bella storiella, scaturita dalla fantasia di un sognatore e in seguito ripresa e ampliata da poeti delle varie culture. Basta questo per eliminare tutte le domande?

Ma da dove viene, allora, quel mostro di metallo che spara alle navi, capace di incenerirle e nelle cui vene scorre un sangue simile a piombo?

Da dove proviene il terribile drago sputafuoco?


Vinci una macchina per il caffè


In tutta l'evoluzione del nostro pianeta non sono mai comparse creature così. Nessuna mente può avere concepito da sola un tale essere mostruoso. A giustificare la sua presenza nella letteratura non esistono nè archetipi, nè qualche rudimentale "ricordo ancestrale".

E se tutte le storie dell'antichità fossero uno specchio fedele della realtà dell'epoca?

Magari rileggendole con maggiore considerazione potremmo trovare molte risposte alle domande che da secoli ci poniamo sui nostri antichi progenitori.
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