it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: EXTRATERRESTRI NELLE SCRITTURE SACRE. PARTE II

EXTRATERRESTRI NELLE SCRITTURE SACRE. PARTE II

EXTRATERRESTRI NELLE SCRITTURE SACRE. 2^ PARTE

Come promesso nel primo post torniamo oggi ai testi sacri Indiani, tra i più antichi e voluminosi della terra, nessun altro popolo vanta un tale volume di scritture.
 Dove nel racconto  della storia indiana, moltissime pagine vengono riservate a descrizione di dèi scesi sulla terra, all'utilizzo di numerosissimi "carri volanti", (vedi illustrazione) viaggi nello spazio, armi fantascientifiche il tutto con estrema naturalezza. Come se si stesse descrivendo gli accadimenti naturali della vita quotidiana. E so che molti rispondono...."che sono solo racconti di fantasia!"
Ma perchè i nostri avi riferiscono sempre di divinità che discendono dal cielo? I nostri progenitori dell'età della pietra da dove avrebbero attinto le conoscenze necessarie per descrivere le leghe utilizzate, gli strumenti di navigazione e lo spazio?

(nella foto a sinistra classico tempio indiano)


La traduzione dei testi del Mahabharata, che seguirà, è stata tratta dal lavoro di Chandra Potrap Roy, quella del Ramayana da M. Nath Dutt, e dell'indianista Lutz Gentes, di Armin Risi.
I 1028 Rigveda sono dedicati alle singole divinità, ecco alcuni passaggi:


Sezione 1.46.4 del Rigveda:
si parla di tre veicoli volanti che sarebbero stati in grado di condurre dall'aria operazioni di recupero. Almeno uno di questi vimana (macchina volante) aveva anche proprietà anfibie, perchè si muoveva con sicurezza sia nell'acqua, sia in aria. Vengono citati 30 salvataggi dal mare, da caverne e da camere di tortura;

Sezioni da 1.166.4 fino a 5.9 Rigveda:
viene descritto il fenomeno per cui, ogni qualvolta il veicolo si sollevava dal suolo, gli edifici tremavano, gli alberi venivano strappati e l'eco del rumore della partenza veniva riflesso dalle colline. 
N.B.: a chi obietta che gli uomini avrebbero osservato gli uccelli e da questi avrebbero avuto il desiderio di volare.....rispondo che gli uccelli non producono un rumore spaventoso e non fanno tremare montagne e valli, non hanno bisogno di piloti che per giunta necessitano di una formazione particolare. Gli uccelli non hanno motori che utilizzano il mercurio come propellente e non volano nel cosmo.

Nel Mahabharata, altra epopea Indiana, nella quale si racconta la terribile guerra fratricida tra Dhritararashtra e Pandu troviamo la descrizione di armi assolutamente non immaginabili per gli scrittori dell'epoca: "....Vasudeva, un eroe, chiede al suo dio Agni (dio del fuoco) una nuova arma, e questi gli donò il disco "charka". Esso aveva al suo centro una maniglia di metallo e poteva ritornare fra le sue mani, anche dopo aver colpito i nemici. Il disco, si narra nel secondo capitolo del Mahabharata, ridusse in fin di vita i soldati e tranciò persino la testa di un re, prima di tornare infine, fra le mani di Vasudeva."



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Nel Pana Parva (terzo libro del Mahabharata): ".... Arjuna chiese un'arma al suo dio Shiva. E questi rispose: "Ti darò Pashupata, la mia arma preferita. Non la conosce nessuno, nemmeno il più grande fra gli dei. Devi fare molta attenzione a non utilizzarla male, perchè se la utilizzi contro un nemico debole, può distruggere l'intero mondo. Non c'è nessuno che possa sopravvivere a questa arma. La puoi sparare sia con un arco, sia con l'occhio, sia con la forza della tua mente.Giunse infine ancora Indra, il signore del cielo, a bordo di un carro da guerra celeste, che invitò Arjuna a salire a bordo e lo condusse a visitare il firmamento...."

Nel Vana Parva (anch'esso parte del Mababharata) leggiamo che anche i Kaurava vennero invitati a visitare le contrade extraterrestri: "...Devi salire al cielo. Perciò io ti preparo. Il mio carro celeste ha Matali come pilota (auriga) volerà ben presto sulla Terra. Ti porterà in cielo e ti prometto tutte le mie armi celesti...."
I seguenti passaggi sono stati tratti dal Vana Parva (sezione XLII) intitolato Inralokagama Parva (parte integrante del Mahabharata):
"....E mentre Gudakesha, provvisto di grande intelligenza, ancora era intento a riflettere, dalle nubi comparve il carro, provvisto di potente superiorità e pilotato da Matali. Illuminò tutto il firmamento e riempì l'aria di un rombo, simile al tuono. Proiettili di forma orribile e..., dardi alati di celestiale splendore, luci fulgenti, lampi e "Tutagudas" (intraducibile), provvisti di ruote che funzionavano con l'espansione dell'atmosfera, hanno prodotto un rumore simile a quello di un tuono che proviene da molte nubi - tutto ciò faceva parte delle macchine volanti. E sulla macchina celeste c'erano anche "Nagas" selvaggi (anche questa parola è intraducibile) con aperture bollenti....e il veicolo celeste si sollevò come se fosse stato trainato da migliaia di cavalli dorati e raggiunse subito la velocità del vento. Ma in poco tempo, grazie alla sua forza interna, il veicolo celeste acquistò una velocità che l'occhio non era più in grado di seguire. E Arjuna vide sulla macchina celeste anche una sorta di asta da bandiera chiamata "Vajayanta", tutta luccicante, che aveva il colore di uno smeraldo scuro adornato con ornamenti di oro scintillante....Arjuna disse, o Matali, meraviglioso, come riesci a guidare questa straordinaria macchina celeste senza perdere tempo, come se centinaia di cavalli riunissero le loro forze. Anche re con grandi ricchezze..... non sono in grado di guidare questo veicolo celeste....E Arjuna, il saggio figlio della dinastia dei Kuru, è salito verso il cielo, con la struttura magica, con questa macchina simile al Sole. La macchina celeste si mosse con incredibile velocità e ben presto divenne invisibile ai mortali della Terra." 
Ma continua nella sezione XLIII:
"E la città celeste di Indra, dove giunse Arjuna, era incantevole, era anche un luogo di riposo e di svago per i Sidsha e i Charana... E Arjuna ammirò i giardini celesti, nei quali si diffondeva una musica divina. E lì, in alto, dove il Sole non splende più e nemmeno la Luna, dove il fuoco non brilla più, bensì tutto luccica di luce propria, Arjuna ha visto altri veicoli celesti, a migliaia, allineati ai loro posti, veicoli che erano in grado di recarsi ovunque. E poi notò decine di migliaia di tali veicoli, che si muovevano in tutte le direzioni. Ciò che dalla Terra, a causa della grande distanza, viene percepito come stelle, come luci distanti, in realtà sono corpi di grandi dimensioni....."
Ora, considerando che stiamo leggendo un testo tra i più antichi sulla terra e non certo i racconti di Star Wars! qualcuno mi spieghi in modo convincente come lo scrittore abbia potuto immaginare tali situazioni!!


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