it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: SCOPERTI NUOVI DISEGNI A NAZCA

SCOPERTI NUOVI DISEGNI A NAZCA

I NUOVI DISEGNI E LE LINEE DI NAZCA


L'altopiano di Nazca, un arido deserto sito nel Perù meridionale, contiene una delle opere più incredibili mai realizzate dall'uomo.

Dalla scoperta dei primi disegni sul terreno raffiguranti diversi  animali, ove si è concentrata l'attenzione dei diversi ricercatori, nessuno mi sembra si sia concentrato più di tanto sulle strane strisce (non so come chiamarle) righe molto lunghe e larghe perfettamente lisce e ben visibili lasciate sul deserto. Sono strisce rettangolari, cosa rappresentano? Questa in foto addirittura da quasi l'impressione che la montagna sia stata volutamente spianata, tagliata. Il che non può essere visto che non è stato mai trovato il materiale di risulta da nessuna parte nella vicinanze. Allora come si spiegano questi segni

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La storia del mistero delle Linee di Nazca inizia nel 1927, quando un pilota dell'aviazione peruviana che stava sorvolando la regione vide delle linee sul terreno. Tali linee proseguivano per chilometri, formando veri e propri disegni sul deserto peruviano, tecnicamente chiamati geoglifi, che potevano essere visti solamente dal cielo.


Vi sono, sull'altopiano di Nazca, più di 13.000 linee, che a loro volta formano 800 e più disegni. Questi geoglifi rappresentano anche animali locali, tra cui una lucertola lunga più di 180 metri, un condor, un colibrì e un enorme ragno lungo 45 metri.

Nel 1939 Paul Kosok, un archeologo statunitense, avviò uno studio accurato sul sito e sui geoglifi. Grazie alla sua ricerca, le linee vennero divise in tre categorie: Diritte, a Spirale e Geometriche. In queste ultime rientrano anche le figure rappresentanti animali o persone.
In base alle ricerche effettuate, le linee sono state realizzate, probabilmente, dalla civiltà Nazca, che ha avuto il massimo del suo sviluppo tra il 300 a.C e il 500 d.C.
Purtroppo una datazione precisa non è possibile con gli attuali mezzi a disposizione, dato che i test con il Carbonio 14 si sono rivelati inadatti. Per questo motivo, la datazione è stata effettuata mediante la comparazione tra i disegni raffigurati sull'altopiano e le ceramiche ritrovate nelle rovine di Cahuachi, città cerimoniale dei Nazca, ritrovata ai margini della Pampa, ma non cè niente di certo, sono solo tutte ipotesi quelle fatte dagli archeologi. E' come una scena del delitto, quando arriva la polizia scientifica non può far altro che indagare e cercare di fare ipotesi su quello che è successo, con gli indizi ed eventuali prove senza testimoni. In archeologia è la stessa cosa. Quindi io non darei nulla per scontato.
Pare che per realizzare questa opera il popolo Nazca ha rimosso le pietre, contenenti ossido di ferro, dal deserto, realizzando un contrasto con il terreno sottostante, più chiaro di argilla.
Inoltre il calore del deserto ha protetto i disegni dal vento che soffia sull'altopiano: il calore infatti genera una barriera di aria calda sopra i disegni, facendo si che il vento non li alteri. Tutto questo per puro caso!!

Secondo Maria Reich, una illustre studiosa delle Linee di Nazca, gli antichi realizzatori di queste opere partivano da uno schizzo del disegno, facendo poi un ingrandimento mediante la realizzazione di un reticolo sul terreno formato da corde.
Ma come si potevano realizzare linee diritte lunghe chilometri, la più lunga delle quali misura addirittura 65 chilometri? .... Forse realizzavano una corda lunga 65 chilometri??

Perchè realizzare un'opera simile, che sarebbe rimasta invisibile per coloro che l'avevano disegnata? Visto che l'unico modo per vedere le figure intere è sorvolare la zona.
E per non farci mancare nulla, il popolo Nazca e la sua cultura,  svaniscono misteriosamente circa 1.200 anni fa, ma non prima di aver inciso una serie di enormi geroglifici o disegni nel terreno sul vicino suolo desertico.
Non avendo spiegazioni certe, secondo alcuni: 
    "I segni dei Nazca furono un elemento importante del loro culto religioso e delle loro cerimonie. Avrebbero camminato lungo queste linee durante le funzioni, frantumando oggetti in ceramica e offrendo elementi della propria cultura alle divinità."

Cosa c'è di sbalorditivo e inspiegabile?
Prima di tutto che i disegni sono stati realizzati da civiltà di quell'epoca (che dovevano solo essere in grado di piantare patate e mais)?
Tra le figure gigantesche presenti sulla piana di Nazca c’è il Ragno. Voi direte e vabbè è un ragno, come ce ne sono tanti in natura. Invece NO!

 Non si tratta, però di un ragno comune, esso appartiene alla specie: Ricinulei. Questo ragno è uno dei più rari al mondo e vive solo in zone inaccessibili come la Foresta Pluviale Amazzonica, ed ha una particolare caratteristica: il suo apparato riproduttore si trova sulla zampa posteriore destra, separato dall’apparato genitale, così come è stato opportunamente disegnato a Nazca. I maschi di questa specie, infatti, mentre copulano con la femmina, depongono il seme su di un filo d’erba. La cosa strabiliante però, e’ che questo aracnide in natura misura solo 6 millimetri, e le sue peculiarità, come appunto l'organo riproduttivo, si possono rilevare solo al microscopio.  Mi sembra inutile chiedersi come abbiano potuto sapere e vedere questi particolari, perchè scegliere un animale così raro e così piccolo??
Quali motivazioni avrebbero spinto gli antichi abitatori della piana di Nazca a tracciare sul terreno proprio quel ragno presente solo in zone così inaccessibili della terra? Come facevano gli antichi costruttori a conoscere così bene i suoi microscopici particolari?
Una teoria formula l’ipotesi che il Ragno possa essere la rappresentazione della costellazione di Orione in terra, perché la linea dorsale del disegno coincide con il punto dell'orizzonte dal quale sorge la Costellazione. Un’astronoma del Planetario Adler di Chicago, la dottoressa Phillis Pitluga, da uno studio computerizzato su gli allineamenti astrali delle figure presenti sull’altopiano di Nazca concluse che il Ragno era un diagramma terrestre della costellazione di Orione, e che la disposizione delle zampe non e’ altro che la rappresentazione del declinare delle tre stelle nelle diverse epoche della terra. Se ne deduce quindi che gli antichi disegnatori erano grandi conoscitori del cielo e dell’astronomia. Particolari che non fanno altro che aggiungere “misteri” al mistero dell’origine dei geoglifi sull’altopiano di Nazca.
Tra i disegni che hanno lasciato increduli i ricercatori di mezzo mondo, questo geoglifo chiamato "la stella.
E' il motivo più particolare e preciso a livello matematico presente a Nazca, ha la forma di una stella che contiene due quadrati perfetti rispecchia la geometria sacra della nuova Gerusalemme e ricorda un mandala indiano (come sia possibile trovare questi elementi Asiatici in civiltà Americane non si sa, ufficialmente, ma leggendo i miei post ci si può arrivare).
Gilbert de Jong, archeologo e studioso peruviano  ha effettuato le dovute misure ed ha ottenuto una lunghezza del lato del quadrato di circa 54,7 Metri.  La piazza misura circa 180 metri di diametro, mentre un cerchio interno si estende sullo stesso diametro. Diverse piazze più piccole, larghe circa 20 metri, sembrano essere state incise nel paesaggio insieme ad un assortimento di fori posizionati strategicamente. La geometria Sacra consiste nell'usare come unità di misura IL CUBITO SACRO.
Il cubito sacro è il valore profetico delle più famose antichità del mondo. Con grande sorpresa le dimensione derivate dai testi sacri rispecchiano fedelmente il sistema del Miglio Imperiale britannico e del Cubito Sacro biblico, fatto conoscere al mondo dall'opera del padre della fisica Sir Isaac Newton.
Quest'ultimo calcolò le misure del Cubito Sacro sulla base della misura della circonferenza terrestre: 24833,2 miglia. Il cubito di Newton misurava 24,8832 pollici o 2,0736 piedi portato poi a 25,02 pollici o 2,0854491 piedi dalle elaborazioni di John Taylor. Negli anni successivi fu determinato che un Cubito Sacro equivalesse alla lunghezza di sette palmi (25,20 pollici). Tale valore si ritrova nel numero di gradi della rotazione terrestre di 7 giorni (7x360°= 2520°) inoltre 25,20/12 pollici (misura di un piede)= 2,1 piede.
Newton e Taylor sapevano, dalle loro osservazioni sulla Grande Piramide di Giza, che 144 (mura della Nuova Gerusalemme) x 2,1 pollici (Cubito Sacro) = 302,4 piedi x 3 = 907,2 piedi e cioè, entrambe queste dimensioni riflettono il perimetro di base della grande Piramide (3024 piedi) e il suo cubo da 12 spigoli (9072 piedi).
9072 piedi x 12 pollici = 108.864 pollici o 108 (18= Nuova Gerusalemme= e 864 (864.000 miglia = DIAMETRO DEL SOLE).
I 2,1 piedi del Cubito Sacro ci riportano alle misure delle piattaforme della Stella delle Linee di Nazca, in Perù e del complesso di Teotihuacàn.
Gli stessi valori sono presenti nell'analisi delle misure della Stella di Nazca, a dimostrazione di come il Cubito Sacro sia alla base di questi "siti sacri" dell'antichità e rifletta la distanza della Terra dalla Luna (252.000 miglia). Questo sta a dimostrare che i costruttori di Teotihuacàn ed altri siti sacri, abbiano concepito i loro edifici e la posizione da essi occupata non casualmente, ma avendo in mente una più vasta e profonda simmetria e una geometria connessa con le dimensioni del Paradiso, la nuova Gerusalemme. Gli antichi (tra cui Enoc e Noè) conoscevano le dimensioni del Cubito Sacro e hanno edificato delle immense strutture basandosi su di esso (tra cui la Piramide di Giza e l'Arca di Noè). Tali nozioni sono state tramandate agli antichi ebrei (e non solo ) che le hanno poi mantenute da Abramo, al Tabernacolo, ai Templi di Israele (di Salomone e Ezechiele) fino alle dimensioni della Nuova Gerusalemme, rivelate a Giovanni apostolo in Apocalisse 21:16-17.  (il tutto estratto dal sito Sequenzaprofetica.org) 


2014. Mentre sorvolava il famoso deserto di Nazca, il ricercatore Eduardo Herrán Gómez de la Torre ha notato alcuni geoglifi che non erano mai stati rilevati in precedenza.
Secondo quanto riportato da El Comercio, i geoglifi, o linee, siano emerse dopo le recenti tempeste di sabbia che hanno colpito la zona, tra i più intensi degli ultimi 25 anni, con una velocità che ha raggiunto i 60 km orari.
Le formazioni appena individuate raffigurano un serpente lungo 60 metri e largo 4 metri, un uccello, un animale, che potrebbe essere un lama, e alcune linee a zig-zag.
Le immagini si trovano su due colline situate ai margini sinistro e destro della Valle di El Ingenio, vicini a San Jose e Pampas di Jumana, dove si concentrano i geoglifi già noti. “Si tratta di disegni enigmatici che hanno più di 2 mila anni”, ha detto Herran. “Potrebbe trattarsi di geoglifi Paracas, anche se questo verrà appurato dalle indagini archeologiche”.

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