it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: GLI EGIZI HANNO RAGGIUNTO L'AMERICA E L'AUSTRALIA SECOLI PRIMA DI COLOMBO

GLI EGIZI HANNO RAGGIUNTO L'AMERICA E L'AUSTRALIA SECOLI PRIMA DI COLOMBO



Le prove che ormai dimostrano con certezza che i popoli antichi come gli Egizi, i Romani, i Vichinghi abbiano viaggiato in lungo e largo per i mari non mancano, anzi già sul precedente post abbiamo pubblicato e descritto diverse reperti  riscontrati in suolo americano del loro passaggio, avvenuto molti anni prima della scoperta ufficiale dell'America, descritta sui libri di storia, che ci hanno voluto raccontare.
La realtà è ben diversa. Le ragioni per le quali non vogliono raccontarcela sono tantissime in primis la figuraccia di coloro che hanno abbracciato le teorie evolutive di Darwin e su quelle hanno fondato le loro carriere professionali. Ma noi non ci facciamo prendere in giro. Informiaci da soli, d'altronde  oggi è più difficile nascondere notizie scomode, ed è anche più semplice reperirle e scoprire i sotterfugi anche passati. 

Antichi  geroglifici egizi  sono stati trovati nel Nuovo Galles del Sud, in Australia.
Situato su una scogliera nella foresta del Parco Nazionale della Hunter Valley, a nord di Sydney, le sculture enigmatiche sono conosciute sin dai primi anni del 1900. Ci sono più di 250 incisioni di divinità e simboli egiziani familiari, inclusa un'incisione a grandezza naturale del dio  Anubi. I geroglifici raccontano la storia di esploratori naufragati in una terra strana e ostile e la morte prematura del loro capo reale, "Lord Djes-eb". Da queste informazioni, gli studiosi hanno potuto datare il viaggio tra il 1779 e il 2748 a.C. (ricorso a volo la data della scoperta dell'America di Colombo 1492 d.C.). 
Altri riscontri:
Nel 1982, gli archeologi scavarono a Fayum, vicino all'oasi di Siwa in Egitto, scoprendo fossili di canguri e altri marsupiali australiani, ovviamente senza dare molto risalto alla cosa.  In questo ambito c'è da riscontrare una notevole differenza del comportamento dei giornali nelle varie epoche. Indagando e spulciando i giornali tra il 1800 fine 1900, notiamo che quasi sempre alle scoperte archeologiche di quegli anni veniva dato grande risalto, spesso finivano in prima pagina e non parlo di scoperte esaltanti di Piramidi o altro ma
Geroglifico trovato in Egitto (qui è stato colorato
l'interno per evidenziare la figura)
anche di ossa umane, vasellami ect.. mentre l'importanza è andata stranamente affievolendosi dal 1900 sempre di più. Forse perchè non ci interessano? Forse perchè oggi la comunità, più colta, pone più domande e sarebbe difficile rispondere adeguatamente a tutte?...






Cosa dire di questo affresco in Egitto, che rappresenta una scena di caccia recando in mano dei boomerang.
Strana coincidenza il boomerang, come saprete, è da secoli antichissimo strumento di caccia australiano. Non c'è solo un affresco a comprovare l'utilizzo di questo oggetto in Egitto, ma nella tomba del faraone Tutankamon ne sono stati ritrovati diversi pezzi.



                                   foto dei boomerang nella tomba
                                   del faraone Tutankamon






Andiamo avanti, leggendo l'Arizona Gazette, del 5 aprile 1909 che riporta questo articolo intitolato "Esplorazioni nel Grand Canyon: ritrovamenti notevoli indicano che persone antiche emigrarono dall'Oriente". Secondo l'articolo, la spedizione è stata finanziata dallo Smithsonian Institute e ha scoperto manufatti che, se verificati, stravolgerebbero  la storia convenzionale.

All'interno di una caverna "scavata nella roccia solida da mani umane" sono state trovate tavolette contenenti geroglifici, armi di rame, statue di divinità egizie e mummie. Ciò che rende tanto peculiare la notizia, però, è il posto dove sarebbero stati trovati questi reperti. Ovvero nel cuore del Grand Canyon.
Nell’articolo leggiamo:
Secondo la storia raccontata al quotidiano da parte del signor Kinkaid, gli archeologi della Smithsonian Institution, che finanziava la spedizione, hanno compiuto scoperte che hanno quasi definitivamente dimostrato che la razza che abitava questa misteriosa grotta, scavata nella roccia da mani umane, era di origine orientale, forse dell’Egitto, all’epoca di Ramses. (…) Quasi un miglio sotto terra, a circa 1480 piedi sotto la superficie, si è percorso il tunnel principale, per trovare un’altra gigantesca camera da cui si irradia una rete di passaggi, come i raggi di una ruota. Diverse centinaia di camere sono state scoperte, raggiunte da passaggi che si dipartono dalla principale. Una di queste è stata esplorata per 854 piedi e l’altro per 634. Le recenti scoperte includono oggetti che non sono mai stati conosciuti come nativi di questo paese, e senza dubbio hanno la loro origine in Oriente. Armi da guerra, strumenti di rame, dal taglio forte e duro come l’acciaio, indicano l’alto stato di civiltà raggiunto da queste strane persone.”
E prosegue:
A una trentina di metri dall’ ingresso c’è una sala, lunga diverse centinaia di piedi, in cui si trova l’idolo, o immagine, del dio di quella gente, seduto a gambe incrociate, con un fiore di loto o giglio in ogni mano. L’aspetto del viso è orientale, come le decorazioni incise in questa caverna. L’idolo assomiglia a Buddha, anche se gli scienziati non sono certi per quanto riguarda il culto religioso che esso rappresenta. Prendendo in considerazione tutto ciò che finora si è trovato, è possibile che questo culto assomigli a quello dell’antico popolo del Tibet.”
Qui ci imbattiamo in una contraddizione, in quanto pur sottolineando in apertura che i reperti sarebbero di origine egiziana, nell’articolo si accenna a un idolo che somiglierebbe al Buddha. Più avanti si parla anche di geroglifici da decifrare (non si precisa se di origine egizia) e di alcune mummie rinvenute all’interno di una cripta.
A raccontare la storia alla gazzetta sarebbe stato un tale Kinkaid che viene descritto come “il primo bambino bianco nato in Idaho (…) un esploratore e cacciatore per tutta la sua vita, per trenta anni è stato al servizio della Smithsonian Institution.” La spedizione sarebbe stata invece capitanata dal Prof. S. A. Jordan.  Eppure nel 2000 l’istituto in questione ha affermato:
Il Dipartimento di Antropologia della Smithsonian ha cercato nei propri archivi, senza trovare alcuna menzione di un Professore Jordan, di Kinkaid, o di una civiltà egizia perduta in Arizona.”
Può essere che si tratti di una sorta di cover-up dello Smithsonian?
La possibilità esiste, ma va tenuto presente che, fatta eccezione per l’articolo in questione, non esiste nessun altro indizio concreto che possa sostenere il ritrovamento di reperti egiziani (o simili) nella zona. La rete di cunicoli non è mai stata scoperta, o riscoperta ufficialmente. 

"Anche se non si può non tener conto del fatto che l'intera storia è un'elaborata bufala del giornale", scrive il ricercatore / esploratore David Hatcher Childress, il fatto che fosse in prima pagina, ha nominato la prestigiosa Smithsonian Institution, e ha dato una storia molto dettagliata per diverse pagine, presta molto alla sua credibilità".
Vorrei rimarcare il fatto che il ricercatore dopo aver trovato l'ingresso delle grotte una prima volta da solo, vi è poi ritornato con i ricercatori della Smithsonian dopo ovviamente aver chiesto il sovvenzionamento. Altrimenti per quale motivo la Smithsonian avrebbe partecipato se non avesse avuto le prove del ritrovamento. Se non fosse coinvolta la Smithsonian come mai non ha mai denunciato all'epoca la Gazette per l'articolo eventualmente falso?
Certo è che negli anni, diversi sono stati i ricercatori, che da prima luminari in diverse istituzioni, sono stati retrocessi a ciarlatani, pazzoidi in men che non si dica.
È difficile credere che una storia del genere possa essere uscita dal nulla.

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