it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: LUCIFERO. FIGURA REALE O MISTICA?

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LUCIFERO. FIGURA REALE O MISTICA?

Anche in Europa esistono popolazioni autoctone che conservano le loro tradizioni e la loro spiritualità, al fianco della società maggioritaria disegnata dalle grandi religioni.
Nelle tradizioni di origine druidica esiste un mito attorno cui è sorta tutta la cultura celtica: il mito del Graal. In questo mito sono contenuti gli stessi simbolismi che, al pari dei principali miti dei popoli nativi di altri continenti, fanno riferimento ad una antica conoscenza proveniente da una dimensione parallela.Il mito del Graal è stato raccontato in molti modi, a seconda dell’epoca storica in cui veniva trasmesso, ed è stato oggetto di interpretazioni a più livelli di approfondimento.

Tuttavia possiamo sintetizzare i punti salienti della leggenda sulla base del simbolismo più conosciuto per ragioni storiche, ovvero l’interpretazione dell’esoterismo cristiano.
Il mito del Graal narra di una creatura semidivina, Lucifero, che in tempi antichissimi precipitò dal
suo trono celeste. Nella caduta, lo smeraldo che adornava la sua fronte si staccò e cadde sulla Terra.
Altre creature semidivine lo raccolsero, modellandolo a forma di coppa, e lo consegnarono ad Adamo nell'Eden affinché lo custodisse e se ne avvantaggiasse grazie al suo potere.




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La coppa del Graal, chiamata anche la coppa della conoscenza, è stata l’oggetto principale di tutte le saghe celtiche. Un oggetto proveniente da una dimensione al di fuori della terra, dispensatore di conoscenza e benessere.
La maggior parte dei miti celtici ha origine dal mito del Graal. Il mito irlandese dei Tuatha De Danann riecheggia lo stesso simbolismo: i Tuatha De Danann erano una stirpe proveniente dall’esterno del nostro pianeta, che avrebbe donato ai primi Re d’Irlanda (gli Ard-Rì) in epoche remote quattro oggetti magici, tra cui il più prezioso era il Graal.
Un analogo mito, sempre della tradizione dei Nativi europei, è quello di Fetonte, simbolo principale delle tradizioni autoctone europee, la cui origine è fatta risalire alle leggende dei territori delle valli piemontesi.
Il mito ha avuto ampio risalto anche nella mitologia greca, a cui si deve il racconto con il quale è maggiormente conosciuto.
Nelle Metamorfosi di Ovidio si parla infatti di Fetonte, figlio del dio Sole, che salì sul carro del padre per provare a guidarlo pur essendone incapace, e finì per perdere il controllo avvicinandosi troppo alla Terra e incendiandola. Zeus, per salvare la Terra, lo fulminò provocando la caduta di Fetonte che precipitò al suolo e cadde nel fiume Eridano.


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Tuttavia le interpretazioni di questa leggenda da parte del celtismo autoctono delle valli piemontesi riportano il mito in maniera diversa: parlano non di una caduta ma di una discesa. Fetonte sarebbe “sceso”, anziché “caduto”, nella Valle di Susa dove avrebbe incontrato una consorteria che praticava il culto del fuoco. Alcune leggende accostano la figura di Fetonte al simbolismo del Drago.


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A questo mito si collega anche la leggenda di Rama, l’antica città ciclopica che sarebbe sorta nella Valle di Susa, costruita a seguito dell’incontro con una civiltà proveniente dal di fuori della Terra.
Il dio sceso nella Valle di Susa avrebbe insegnato alle popolazioni autoctone la fusione dei metalli, l’astronomia e l’agricoltura e varie altre conoscenze tra cui l’alchimia. La divinità insegnava all’interno di un cerchio di pietre che aveva fatto erigere dai suoi aiutanti, due creature di metallo dorato come quelle che nella mitologia greca assistevano il dio Vulcano. Prima di ritornare da dove era venuto, il dio avrebbe fatto realizzare dai suoi aiutanti di metallo una grande ruota d’oro, forata al centro, che racchiudeva tutta la conoscenza donata agli uomini.
Nel luogo dove avvenne l’incontro tra la consorteria rappresentata da Fetonte e gli umani si sarebbero formati i primi druidi, gli Ard-rì, che avrebbero portato in seguito su tutto il continente europeo la scienza appresa dal dio e contribuito a creare le basi della cultura celtica.




In definitiva, è impossibile non notare come presso tutti i popoli della Terra, e in ogni epoca storica, siano esistiti miti e leggende che sembrano volerci raccontare un evento preciso. Possiamo considerarla una pura coincidenza? Secondo Platone i miti nascondono, dietro l’allegoria, eventi storici e planetari ben precisi. Proprio Platone interpreta il mito di Fetonte come un evento che avrebbe cambiato i destini dell’umanità.
Può sembrare folkloristico vedere negli antichi miti dell’umanità incontri con esseri di altri mondi. Ma non possiamo fare a meno di interrogarci sul vero significato della presenza, in tutti i miti, di un elemento “alieno”. E non possiamo neppure trascurare le testimonianze di quei popoli a cui si deve la conservazione e la trasmissione delle tradizioni in cui questi miti si collocano, ovvero i Popoli naturali, ancora presenti sulla scena della storia, che asseriscono che gli incontri di cui si parla nei loro miti non sarebbero cessati, ma continuerebbero in maniera costante.



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