it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: LE TESTE DI PIETRA GIGANTESCHE DAL DIAMETRO DI 3 METRI

LE TESTE DI PIETRA GIGANTESCHE DAL DIAMETRO DI 3 METRI

LE TESTE GIGANTESCHE DI UN POPOLO VENUTO DALLE STELLE

Lungo la costa del Golfo del Messico all'inizio del secondo millennio a.C. la civiltà più antica misteriosa perduta di tutti i tempi vide la luce, raggiungendo il massimo splendore intorno al 1500/1200 a C.

Gli Olmechi

A loro si devono le prime forme di scrittura glifica, il sistema di numerazione fatto di punti e linee, le prime iscrizioni relative al calendario di Lungo Conto, con la misteriosa data d'inizio nel 3113 a.C. 



I primi esempi di grande scultura artistica e monumentale; il primo utilizzo della giada; le prime raffigurazioni di armi o utensili; i primi centri cerimoniali; i primi orientamenti celesti insomma fu tutto opera degli Olmechi. Con tutti questi primati non sorprende che qualcuno abbia paragonato la civiltà olmeca con quella dei Sumeri in Mesopotamia che vanta gli stessi primati in Mesopotamia. Tra l'altro entrambe le civiltà apparirono improvvisamente nella storia. Nei loro testi, i Sumeri parlavano della loro civiltà come di un dono ricevuto dagli dèi, i visitatori della Terra che potevano vagare per i cieli e che perciò venivano spesso rappresentati come esseri alati. 
Ma chi era questo popolo? stranieri in una terra straniera, provenienti dall'altra parte del mare, ma addirittura da un altro continente? Forse si. 

Essi lasciarono dietro di se monumenti in pietra che ancora oggi lasciano senza parole e che ritraggono proprio loro stessi. 


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Davvero uniche sotto tutti gli aspetti, sono delle enormi teste in pietra scolpite con incredibile maestria e con strumenti che non conosciamo, raffiguranti i capi olmechi. Il primo a vedere una di queste teste fu J. M. Melgar y Serrano nel 1869 che così le descrisse: "un'opera d'arte... una scultura stupenda che rappresenta stranamente un etiope".

Nel 1925 gli studiosi occidentali confermarono la scoperta di altre teste enormi, una delle quali era alta 2,5 metri per m. 6,5 di circonferenza e pesava circa 24 tonnellate. Non vi è dubbio che raffiguri un negroide africano con un elmetto in testa.






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Delle teste ritrovate, ognuna raffigura un individuo diverso con elmetti diversi. Dall'esame del radiocarbonio le datò al 1200 a.C. ma non esclude che siano più antiche in quanto l'esame prende in esame lo strato organico presente sul sito del ritrovamento. 
Ad oggi sono circa 16 le teste ritrovate che vanno da una altezza di un metro e mezzo a tre, e pesano fino a 25 tonnellate. 



Tutte le pietre basaltiche usate per le teste, erano state portate dal luogo di origine fino al luogo dove sarebbero state scolpite, e talvolta la destinazione definitiva si trovava anche a un centinaio di chilometri di distanza dal luogo di origine, e lo spazio che le separava era costituito da giungla ed acquitrini. Come sia stato possibile levigare, trasportare i giganteschi massi e infine scolpire queste enormi statue resta un vero mistero.

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