it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: ottobre 2018

LA CITTA' DEGLI DEI!! PERCHE' QUESTO NOME?

TEOTIHUACAN

A circa cinquanta chilometri da Città del Messico è stata scoperta un'altra spina nel fianco dell'archeologia ortodossa, ovvero Teotihuacan, un luogo ricordato dalla tradizione locale come "la città degli dei". La data di costruzione delle sue piramidi, infatti rimane incerta e controversa per molti studiosi, mentre l'archeologia ortodossa ne attribuisce categoricamente la costruzione al 500 a.C.
Quello che colpisce a prima vista è la forma delle piramidi più piccole, che in realtà non sarebbero piramidi, perchè finiscono con una base piatta.
Perchè sono state costruite in questo modo, a cosa potevano servire? Se volessimo far lavorare la fantasia, potrebbero essere delle basi di atterraggio per navicelle aliene, fatte in modo per tenere al riparo le persone che assistevano al loro atterraggio o alla loro partenza. A meno che non erano dei solarium?

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Fa paura e stupore il fatto pacificamente assodato che nel periodo di massimo splendore la città si estendeva per ben 25 km quadrati, un'area maggiore di quella occupata dall'antica Roma, la capitale dell'impero più vasto del mondo antico.
Gli Aztechi nel 12 d.C. scoprirono i resti della città ormai completamente sepolti dalla folta vegetazione della giungla. Al giorno d'oggi il sito archeologico è stato interamente disboscato e offre ai suoi visitatori uno scenario davvero straordinario e suggestivo. La pianta della città risulta caratterizzata da una strada larga tra i quaranta e i quarantacinque metri, che attraversa i monumenti per circa quattro chilometri. Si tratta della cosiddetta "via dei morti" la quale risulta perfettamente orientata a 15° e 30' a oriente del nord astronomico, come tutte le altre città maya (in un altro post vedremo quante altre città antiche furono costruite seguendo la stessa identica misurazione rispetto al nord). 
L'Ingegnere americano Hugh Harleston jr., alla fine degli anni sessanta misurò gli edifici di Teotihuacan e scoprì che la misura base utilizzata per la loro costruzione era il cosiddetto hunab, equivalente a 1,059 metri.
Grazie a questa scoperta divenne possibile dimostrare che la "via dei morti" con i suoi monumenti non è altro che  un perfetto modello in scala del sistema solare.  La linea mediana, per esempio, è rappresentata dal "Tempio del Sole" di Quetzalcoatl, mentre alcuni tronconi della piramide furono utilizzati per riprodurre i rapporti di distanza esistenti tra Mercurio, Venere, la Terra, Marte e il Sole. Tale raffigurazione matematica è precisa fino al punto di comprendere anche la "cintura di asteroidi" (scoperta ufficialmente solo nel 1951 dall'olandese Gerard Kuiper), simboleggiata da un canale artificiale posto a debita distanza.


 Tra l'altro sono stati trovati anche i resti di una piramide che indicava il pianeta Giove nella sua esatta posizione, a cui un tempo faceva seguito la piramide di Saturno, ormai completamente demolita. Continuando nelle osservazioni, gli scienziati hanno identificato tutti i restanti pianeti del sistema solare ubicati secondo le rispettive distanze in scala. Furono così scoperti il tempio della Luna, di Urano, di Nettuno e di Plutone. Da qui è inevitabile porsi la domanda: " da dove proveniva una simile conoscenza del nostro pianeta solare"? sapendo con certezza che Urano, Nettuno e Plutone vennero scoperti rispettivamente solo nel 1781, nel 1846 e nel 1930, ma sappiamo bene con quali mezzi.


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CITTA' SOTTERRANEA DI TREDICI PIANI!! INCREDIBILE

CITTA' SOTTERRANEA DI 13 PIANI


Secondo gli accademici l'inizio della nostra civiltà può essere stabilita nel 3000 a.C., quindi in quell'epoca non eravamo altro che uomini primitivi, rozzi che a malapena riuscivano a procacciare cibo. Ma come abbiamo già visto in questo post, numerose prove archeologiche e non provano esattamente il contrario, o meglio dimostrano che si sbagliano, e di molto.
L'uomo, sulla terra è molto più antico.
Nella Turchia orientale, più precisamente a Derinkuyu, in Cappadocia, si trova un'immensa e antica città sotterranea costruita approssimativamente 3.000 anni fa. Tutt'oggi i ricercatori si chiedono da chi sia stata costruita, come e perchè.

La città è stata scoperta per caso nel 1963 da un abitante del luogo che durante i lavori di ristrutturazione aveva abbattuto una parete del seminterrato, incappando in una sorta di accesso ad un labirinto sotterraneo ad una profondità di oltre 85 metri. Una tale opera urbanistica sarebbe un'impresa anche con le moderne tecnologie. Si potrebbe facilmente paragonare alla costruzione delle Piramidi in Egitto. E' sorprendente poi notare come si sia perfettamente mantenuta nonostante sia ricavata da una pietra molto friabile. Quale motivazione può aver spinto un popolo antico a creare questa gigantesca città sotterranea?
A seguito dell’esplorazione di quel vuoto inaspettato, furono in seguito scoperti ben tredici piani che scendono sempre più in profondità con pozzi di ventilazione e circa quindicimila bocchette che portano l’aria anche ai livelli più profondi. I lavori hanno evidenziato che i livelli superiori dovevano ospitare per lo più abitazioni, essendo ricchi di saloni e camere da letto, e, scendendo ai piani inferiori, sono state trovate tracce di centri religiosi, depositi per lo stoccaggio delle derrate alimentari, cucine, magazzini, torchi per il vino e perfino stalle per il bestiame e scuderie, chiare indicazioni che anche gli animali domestici vivevano sottoterra.


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Ma come vivere sottoterra senza soffocare? Il ricambio d’aria dell’intera città era assicurato in tutti i livelli da un ingegnoso sistema di ventilazione incredibilmente complesso e secondo gli archeologi, era possibile la coabitazione di almeno 20.000 persone. A tutt’oggi, probabilmente, è stato scoperto solo un quarto dell’intero complesso che potendo beneficiare della presenza di un fiume sotterraneo e pozzi d’acqua lo rendeva una città completamente autosufficiente. Cosa che ancor più oggi stupisce studiosi e ingegneri. Secondo gli esperti, in tutta la Cappadocia dovrebbero inoltre esistere più di una cinquantina di città simili a quella di Derinkuyu, ma questa, con i suoi tredici piani sotterranei scoperti, è senza dubbio la più grande.

Altre città sotterranee di questa regione sono Özkonak (scoperta nel 1972 vicino a Avanos), Tatlarin, SaratlÄ (vicino a Aksaray) e Maza Köyü e quella recentemente scoperta nel 2013 di Murat Kaya, a Nevsehir, la capitale della provincia, sotto un castello d’età bizantina costruito in cima ad una collina, che, anche il sito è ancora in gran parte inesplorato, fa già pensare che possa rivaleggiare, per dimensioni e caratteristiche, con Derinkuyu, se non essere addirittura più grande. La città sotto Derinkuyu è a sua volta connessa a una città sotterranea adiacente, quella di KaymaklÄ, attraverso un lungo tunnel di circa otto chilometri che parte dal tredicesimo livello.


Perché esistono queste città sotterranee? Avevano bisogno di nascondersi da qualcosa? qualcuno? dovevano proteggersi da particolari temperature climatiche, troppo caldo o troppo freddo?
E’ ancora frutto di speculazioni e numerose teorie.  Una di queste teorie,  suffragata dalla presenza di alte porte in pietra presenti nei principali tunnel d’accesso, fa pensare ad un rifugio per i cristiani durante il periodo delle persecuzioni dell’Impero Ottomano e, se così fosse, giustificherebbe almeno il fatto che queste siano state evidentemente progettate per essere chiuse rapidamente in caso di emergenza e proteggere abilmente il segreto della città sotterranea. Le porte sono giganteschi massi di forma discoidale che fungevano da porte blindate, sigillando l’accesso alla città nei punti strategici e proteggendola da un’eventuale penetrazione nemica. Questi massi discoidali pesano tonnellate ed erano così costruiti che, una volta spinti in posizione di chiusura ingresso, non potevano essere rimossi dall’esterno ma soltanto da chi si trovava all’interno della grotta. Inoltre, sulle colline circostanti, sono stati ritrovati i resti di alcune cabine, di cui rimangono solo le fondamenta, che sembrano essere postazioni di osservazione per poter avvertire in caso di pericoli e dare l’allarme per tempo, se necessario.
Tuttavia, altri archeologi sostengono che la città di Derinkuyu servisse come rifugio temporaneo durante le invasioni e che sia stata costruita intorno all’800 a.C. dai Frigi, un popolo dell’Età del Bronzo imparentato con i Troiani. Altri credono che sia stata costruita dagli Ittiti, popolo guerriero menzionato nella Bibbia e che aveva prosperato centinaia di anni prima e secondo i teorici degli “Antichi Astronauti”, visitatori alieni scambiati per divinità, ha forse varie migliaia di anni.
In effetti l’elevato livello di tecnologia stupisce e lascia basiti: a Derinkuyu, a causa della morbidezza della pietra, bisognava stare molto attenti a fornire adeguato supporto ai piani superiori con i pilastri, altrimenti ci sarebbero stati crolli catastrofici. Invece è sorprendente l’assenza di qualsiasi traccia di collasso grave, quindi dobbiamo supporre che i costruttori fossero particolarmente abili e conoscessero molto bene il materiale roccioso.


Qualunque sia la verità, il mistero delle sue origini e della sua costruzione l’ha resa oggi una popolare attrazione turistica. Probabilmente l’origine di questa città sotterranea non sarà mai chiarita. Tuttavia l’immenso lavoro che fu certamente necessario per la sua edificazione testimonia l’incredibile capacità dell’uomo e la straordinarietà delle opere che è in grado di realizzare.

 L’enigma della datazione persiste. Un importante indizio in aiuto degli archeologi giunge dallo storico greco Senofonte (V-IV secolo a.C.), il quale nel suo scritto “Anabasi” parla di città sotterranee dell’Anatolia abitate dai Frigi:
“Le abitazioni erano sotto terra, all’entrata strette come l’apertura di un pozzo, si allargavano procedendo verso il basso. Gli accessi per il bestiame erano stati scavati e le persone scendevano giù per mezzo di scale. Nelle abitazioni c’erano capre, pecore, manzi e volatili con la loro prole.” (Senofonte, “Anabasi”, libro IV, 5.25)

Un altro passaggio dell’Anabasi (nel libro I) racconta di come i Frigi, per sfuggire all’arrivo imminente del persiano Ciro (VI secolo a.C.), abbandonarono le loro città e si rifugiarono sulle montagne. Ed è probabile che queste popolazioni abbiano iniziato già alcuni secoli prima, per difendersi dagli attacchi degli Assiri, a costruire il sistema di tunnel sotterranei. I rifugi possono aver assunto la funzione di città anche per un periodo abbastanza lungo. Una sorta di “bunker” del passato, in cui le persone dovevano avere la possibilità di continuare la loro vita di sempre in sicurezza, partecipando alle funzioni religiose, occupandosi dell’istruzione dei figli, organizzando assemblee e feste della comunità. Lo scopo è ormai chiaro: protezione da una grande minaccia esterna. Da dove provenisse questa minaccia, forse,  non lo sapremo  mai.

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NOI SIAMO STATI CREATI CON MANIPOLAZIONE GENETICA E IBRIDAZIONE?!




Tutta la storia della vita sulla Terra è stata segnata da una straordinaria alternanza fra cataclismi che hanno causato estinzioni di massa ed esplosioni di forme di vita sempre più affascinanti. L'organismo vivente più straordinario di tutti è proprio l'ultimo  arrivato: l'essere umano. Le sue origini sono misteriose a causa dei segni di mutazioni e ibridazioni che sono indelebilmente marcati nel suo materiale genetico. Il divario che ci separa dal resto del regno animale non è ragionevolmente giustificabile in termini evoluzionistici e creazionistici perchè troppe sono le contraddizioni per poter spiegare tutti gli avvenimenti con eventi casuali o con disegni intelligenti. Alcuni di noi portano segni di un'ulteriore ibridazione più recente. 


Nel corso dei millenni, in alcune parti del mondo siamo stati decimati da fattori ambientali devastanti ma, nonostante avessimo perso gran parte della nostra ricchezza genetica, siamo improvvisamente diventati sapienti nel creare ibridi di piante e animali. Grazie a queste e ad altre conoscenze abbiamo fondato civiltà avanzatissime, e da allora il nostro progresso è diventato inarrestabile.

Tutte le evidenze biologiche riguardanti il genere umano fanno pensare a più tentativi (di ingegneria genetica) messi in opera per ottenere una specie con determinate peculiarità. L'Uomo di Neandertal, ad esempio, pur avendo caratteristiche fisiche particolari non si era dimostrato abbastanza intelligente e sociale da poter svolgere mansioni complesse. La comparsa di geni particolari, di cui parlerò tra poco, nell'Homo sapiens rese il "prodotto" in grado di comunicare e capire.

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Questo nuovo essere era anche longevo e dotato di abilità psicomotorie inimmaginabili per gli altri organismi, grazie alle quali era in grado di procurarsi il cibo e non doveva perdere tempo nella cura della propria pelliccia.

Tra i "geni particolari" studiati dal Dott. Roberti, c'è il MIR-941, sarebbe legato allo sviluppo cerebrale e avrebbe due particolarità: apparterrebbe esclusivamente al genere umano; e sarebbe comparso all'improvviso più di un milione di anni fa, in un arco di tempo relativamente breve e già perfettamente operativo. Pare discendere dal DNA cosiddetto "non codificante" e avrebbe in sostanza consentito al nostro cervello di migliorare le capacità linguistiche e i processi decisionali. In altri termini, sarebbe tra i responsabili dell'evoluzione da ominidi a sapiens.


Questi sono i quesiti ai quali gli studiosi stanno cerando una risposta:

- con chi si sono ibridati gli scimpanzè per diventare umani?




- chi erano e che fine hanno fatto coloro che ci hanno "donato" i geni speciali e le differenze epigenetiche?




- come siamo stati in grado di accudire figli con un cervello fortemente immaturo alla nascita?

- qual era il compito che dovevamo svolgere in Africa attraverso la capacità di lavorare e comunicare?

- quando è avvenuta la seconda ibridazione fuori dall'Africa?

- e con chi? forse con una specie simile ma con caratteristiche particolari (occhi grandi, mandibole corte, assenza dell'antigene D nel sangue, diverso sistema immunitario)?

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Fonte: M. Biglino - La Bibbia non parla di Dio\studio del Dott. S. Roberti.

GLI EGIZI USAVANO I METEORITI PER FORGIARE ARMI!!!


Sui diversi papiri antichi  si parla di "ferro del cielo", ma fino ad oggi non vi erano prove certe di cosa si intendesse con questo termine.

Facciamo un passo indietro.....


Era il 1924 quando  una spedizione inglese guidata da Howard Carter e Lord Carnarvon scoprì il giaciglio eterno del Faraone bambino, Tutankhamon.  All'interno della tomba, mai profanata fino ad allora, ritrovarono un immenso deposito di oggetti che sarebbero dovuti servire al faraone nel mondo dei morti, dai cocchi, ai troni, armi di ogni ordine e foggia, vasellami, ovviamente tutti finemente lavorati ed impreziositi con ogni genere di pietra preziosa ed oro. 





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Tra le armi vi erano frecce, archi, lance e numerosi pugnali. 
Solo due anni dopo la scoperta della tomba, però, fra le bende della mummia, all'interno del sarcofago, vennero ritrovati due pugnali, uno in oro e pietre preziose, l'altro in materiale ferroso, lungo circa 15 centimetri e ha un manico in oro lavorato, con incastonate piccole pietre multicolori, dai lapislazzuli alle corniole, che sin dal primo momento destò molti interrogativi da parte dei ricercatori, a questione da sempre dibattuta, è stata l'origine del ferro e della sua manifattura.








Da una parte c'era chi attribuiva agli egizi una buona conoscenza della metallurgia del ferro già a quell'epoca (XIV Secolo a.C.), mentre gli storici fanno invece risalire questa tecnologia agli inizi del XII Secolo a.C., nell'area del Mediterraneo.


Non solo, ma pare incredibile lo stato della lama,  che, dopo oltre 3.000 anni - scrive lo studioso Fabio Garuti - non mostra nessun segno di ossidazione, e neppure oggi, dopo quasi 100 anni dal ritrovamento".

 Oggi  sappiamo il perchè!

FERRO METEORICO. Adesso una ricerca dà infine una risposta certa: il metallo è di origine meteorica. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale, a cui hanno partecipato Massimo D'Orazio e Luigi Folco (dip. di Scienze della Terra dell'Università di Pisa), grazie all'analisi chimica (non invasiva) del materiale, eseguita tramite la tecnica della fluorescenza di raggi-X. Lo studio ha rivelato che il ferro contiene nichel (10%) e cobalto (0,6%): concentrazioni riscontrate tipicamente nelle meteoriti metalliche. È il nichel, in particolare, a suggerire la risposta, perché è quasi del tutto assente negli oggetti di ferro fuso contemporanei.

Nella ricerca,  si sottolinea inoltre l'elevata qualità della manifattura della lama, a conferma dell'alto livello raggiunto già all'epoca di Tutankhamon nella lavorazione dei metalli.  Ulteriore conferma che quel ferro sia venuto "dal cielo" e che sia stato lavorato con grande perizia.


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SCOPERTA UNA SECONDA LUNA DELLA TERRA!! E NON SOLO...


La Terra ha un secondo satellite, una mini-luna che orbita attorno al nostro pianeta. Si tratta del "quasi-satellite" 2016 HO3, ha dimensioni stimate comprese tra 40 e 90 metri. È troppo lontano per essere considerato una vera e propria "piccola Luna", ma non si discosta mai molto dal nostro pianeta, e così sarà per svariati secoli a venire.
Ogni notte serena i telescopi della NASA scrutano il cielo alla ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. Si scoprono circa 60.000 asteroidi l'anno, dei quali 2.000 sono NEO (Near Earth Objects), cioè quelli vicini alla Terra.




Ogni tanto può capitare di imbattersi in scoperte più interessanti di altre. È quanto avvenuto la notte del 27 aprile 2016, quando il telescopio Pan-STARRS da 1.8 metri di diametro, situato sulle isole Hawaii a circa 3.000 metri di quota, ha scoperto 2016 HO3, un piccolo asteroide delle dimensioni stimate comprese tra 40 e 90 metri. L'incertezza sulla dimensione è dovuta al fatto che non conosciamo a priori la sua composizione e la sua albedo (la capacità di riflettere la luce).






Al momento della scoperta aveva una magnitudine di circa 21 (oltre 900.000 volte più debole della più debole stella visibile ad occhio nudo), al limite di rilevazione dei telescopi del nostro Osservatorio (quella sera purtroppo il meteo non era buono).

Qui aprirei una parentisi (come facevano gli antichi sciamani, sacerdoti, a conoscere perfettamente tutti i pianeti del sistema solare, compreso l'ultimo, da noi scoperto nel 2014, senza strumenti di precisione??).

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L'asteroide è stato costantemente monitorato, e sono state trovate immagini antecedenti di molto la scoperta: in questo modo è stato possibile allungare l'arco osservativo e tracciare la sua traiettoria con ottima precisione. Ebbene, secondo i calcoli orbitali 2016 HO3 è sostanzialmente un compagno co-orbitante della Terra!

È troppo lontano per essere considerato una vera e propria "piccola Luna", ma come si vede nell'immagine in questa notizia non si discosta mai molto dal nostro pianeta, e così sarà per svariati secoli a venire. Nella sua danza attorno alla Terra, non si avvicina mai per più di 38 volte la distanza della nostra Luna (14,6 milioni di km) e non se ne allontana per più di 100 volte (38,4 milioni di km).



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Si tratterebbe di una vecchia cometa - a forma di teschio - incapace di emettere la tipica luce durante la "caduta".


C'è una data da appuntarsi: l'11 novembre 2018 nel cielo passerà un asteroide a forma di teschio. Proprio la sua particolare forma, che ricorda appunto quella di un teschio, gli ha consentito l'appellativo di asteroide di Halloween, oltre alla data in cui è stato avvistato dai radar per la prima volta. E' stato difatti avvistato il 31 ottobre del 2015, proprio nel giorno in cui si festeggia la festa di Halloween, sorvolando ad una distanza più o meno pari a quella della Luna. In realtà il suo nome è un altro: si tratta dell'asteroide 2015TB145 e l'11 novembre "tornerà a trovarci".

L'asteroide di Halloween sarebbe in realtà una cometa, a forma di teschio.

Secondo gli scienziati potrebbe trattarsi di una vecchia stella cometa, incapace di emettere la tipica luce (durante la caduta) perchè avrebbe esaurito col tempo tutte le sostanze volatili in grado di produrre il fenomeno luminoso. Nonostante la sua "macabra" forma di teschio, il corpo roccioso non è così grande e non arrecherà nessun pericolo per il nostro pianeta.

Quello che vorrei far notare è il fatto che dobbiamo renderci conto, un po tutti, che oggi crediamo di essere a conoscenza di quasi tutto quello che ci circonda, ma in realtà non è così anzi, se osserviamo i numeri e i dati scientifici è proprio il contrario.
Ad esempio, di tutti i mari che ci circondano, solo il 10%  delle profondità  è stato esplorato e mappato!! Direi il nulla.
Persino dopo un secolo di sforzi, l'86% delle specie terrestri resta ancora da classificare. Lo afferma un nuovo studio che ha stimato che la Terra ospita circa 8.7 milioni di specie diverse.
Ciò significa che gli scienziati hanno classificato meno del 15% delle specie esistenti; in più, le stime potrebbero non tener conto di molti organismi già estinti prima di essere individuati. 
Lo studio è stato originato da una semplice domanda. "Siamo vicini a classificare tutte le specie viventi, o siamo ancora fuori strada?", si chiede Boris Worm della Dalhousie University, in Canada, uno degli autori della ricerca. "La risposta è che siamo ancora fuori strada".

Un sorridente ragno Bernie Sanders. Una falena che porta il nome di Donald Trump. Ma anche un nuovo pesce luna, gibboni, cavallette, e una specie di orango appena identificata e già in via di estinzione. Sono tante le nuove specie animali e vegetali scoperte nel corso dell’anno appena trascorso. E non è un caso, visto che in media ogni anno vengono portate alla luce oltre 18mila nuove forme di vita animale e vegetale.
E ancora più raro è identificare un nuovo membro dell’ordine dei primati. A riuscirci è stato un team di ricercatori cinesi e inglesi, che sulle pagine dell’American Journal of Primatology hanno annunciato la scoperta di un nuovo membro della famiglia dei gibboni: l’Hoolock Skywalker, un primate che abita le foreste pluviali cinesi, e che deve il suo nome alla passione dei suoi scopritori per la saga di Guerre Stellari.
E chissà quale altra creatura, intelligente  o no, più di noi, potrebbe vivere nascosta sul nostro pianeta!! E c'è ancora oggi qualcuno convinto di essere l'unico essere intelligente esistente nella galassia? ah ah ah!! Forse sarebbe il caso di chiedersi: "Chissà quante razze  intelligenti esistono in tutte le galassie? chissà a che livello di intelligenza rientra la nostra razza umana? ma noi siamo gli antenati o siamo i giovincelli? ect...




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I SUMERI CONOSCEVANO GIA' IL PIANETA X, SCOPERTO DALLA NASA NEL 2004!!



I SUMERI (3000 a.C.) NON SOLO CONOSCEVANO TUTTI I PIANETI DEL SISTEMA SOLARE, MA ANCHE IL PIANETA X, DALLA NASA SCOPERTO NEL 2004!!!?


Il sistema solare secondo i Sumeri (contate i pianeti)

La storia umana inizia all’improvviso, in Mesopotamia, dove sorgono i primi segnali della civilizzazione, con il popolo dei Sumeri, verso il 3000 a.C. 
Lo strano è che questo popolo, da subito ha mostrato di avere incredibili conoscenze in tutti i campi. Sostenevano che le loro conoscenze venivano da Aratta, una misteriosa città mai ritrovata, mi permetto di dire che non significa che non esiste, ma semplicemente che oggi non abbiamo ancora idea di dove si trovino le sue rovine. I Sumeri conoscevano incredibilmente bene la cosmogonia, la nascita dell’Universo, conoscevano il Big Bang, conoscevano in modo dettagliato la nascita del nostro pianeta, conoscevano già la disposizione di dieci pianeti nel Sistema Solare.


Immagine Nasa con l'aggiunta, dopo il 2004, dei nuovi pianeti



Oltre a  Plutone conoscevano addirittura Haumea, pianeta nano scoperto ufficialmente solo nel 2004. La loro conoscenza era tale da non considerare la nostra Luna un pianeta, come invece accadeva presso altre civiltà antiche, comunque successive.
Inoltre, sostenevano che vi era un undicesimo pianeta, chiamato Nibiru, cioè “Pianeta del Passaggio”. Guarda un po,  nel 2001 gli scienziati dell’Osservatorio Vaticano della Specola, in Arizona, avvistarono a malapena questo pianeta, lontanissimo dal Sole, battezzato con il nome di “Planet X”. Secondo gli studi, in un tempo remotissimo avrebbe ospitato acqua e, molto probabilmente, vita. Secondo altri, l’acqua è ancora presente su quel pianeta. I Sumeri conoscevano già 4500 anni fa la presenza di questo misterioso corpo celeste, di cui l’osservatorio americano SPT (South Pole Station) ha scattato chiare foto a partire da Marzo 2008. E’ stata classificata la più grande scoperta astronomica che sia mai stata fatta, ma il progetto di cover-up (censura) attuato dai governi non ha permesso la diffusione della notizia. Perchè? 
Secondo gli scienziati, grazie alle fondamentali teorie di Zecharia Sitchin, sumerologo e scrittore e padre della "Teoria del paleocontatto", Planet X (per gli antichi Nibiru) sta per rientrare nel nostro Sistema.




Non vi ricorda quanto raccontato nelle 5000 tavolette trovate a Sumer, il passaggio di Nibiru ed il conseguente diluvio sulla terra!!? Ma guarda che strana coincidenza !! Il racconto del diluvio viene descritto nelle tavolette cuneiformi, che per alcuni è la prima forma di scrittura sulla faccia della terra, e viene descritto anche nella Bibbia, nell'Antico Testamento ed in altre scrittura antiche; non può essere una fantasia comune a diverse civiltà! andiamo. Cosa vuol dire?? Vuole dire che il tutto è realmente accaduto ed è stato descritto nei testi appena detti. Questi testi non sono fantasia, come qualche credulone si racconta, forse per paura di affrontare e riconoscere la realtà anche se passata.



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Già Plutone (il pianeta) secondo alcuni ricercatori, sta presentando anomalie precise: la sua orbita è bloccata. Non riesce a passare, come se un corpo estraneo che fino ad ora era assente non ne permette, per forza gravitazionale, il passaggio, e così Plutone non può nemmeno deviare l’orbita, per la pressione solare. L’orbita di Nibiru è di 3600 anni circa e le foto, che stavolta provengono dalla scienza, provano che il nostro è un Sistema binario. In pratica, non è formato solo da una stella, la nostra nana gialla chiamata Sole, ma da due stelle. L’altra era stata chiamata teoricamente da Sitchin "Nemesis", ovvero "opposto". La scienza ora l’ha battezzata proprio "Nibiru", in onore alle antiche conoscenze, anche se gli antichi non si riferivano alla stella con questo nome, ma al pianeta che orbita intorno ad essa. Già, perchè non sta entrando solo il pianeta, anche perchè altrimenti non si spiegherebbe lo sviluppo della vita in un pianeta che a tratti dista anche più di Plutone dal Sole, ma un intero e piccolo sistema planetario. Si tratta di una nana bruna, un tipo di stella, intorno al quale orbitano svariati pianetini, e il più grande è il famigerato Planet X, a cui la scienza ha lasciato questo nome. Le conoscenze sumere sono state tramandate agli accadi, poi ai babilonesi, agli assiri e infine agli egizi. I Greci e i Macedoni, con Alessandro Magno, e poi i Romani, con la loro conquista del mondo conosciuto, hanno portato ovunque la credenza del mondo come un piatto centro dell’Universo. Solo nel 1700, Copernico con i suoi studi riscoprirà che il mondo è sferico e che è la Terra a girare intorno al Sole insieme ad altri pianeti. L’ultimo pianeta del Sistema Solare, Plutone, è stato avvistato nel 1930. Nel 2500 a.C. i Sumeri già lo conoscevano, ma soprattutto sapevano di “Planet X”, o di Nibiru, come loro lo chiamavano. Ma ora prendiamo in esame un’altra civiltà orientale, quella ebraica. Nella Bibbia ebraica, nella Genesi, si parla della creazione dell’Umanità: "Dio disse: facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza" (Gn 1, 26). La parola ebraica originale  Elohim, non vuol dire Dio, ma è il plurale della parola Eloah,  rappresentando così il concetto creatore della divinità. E’ chiaro dunque che si parla non di singola persona, ma di entità che sul nostro pianeta ci hanno creato simili a loro. Più avanti, nel sesto capitolo della Genesi, quarto versetto, vi è scritto: "C’erano i giganti sulla terra a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di Dio si accostarono alle figliole dell’uomo e queste partorirono loro dei figli. Sono questi i famosi eroi dell’antichità!". La parola ebraica Nefilim, cioè “Gigante”, deriva a sua volta da una sumera (Annunaki) che significa “coloro che dal cielo caddero sulla Terra”. Sono gli stessi esseri che agli occhi umani parvero divini (notare come vengono definiti "Figli di Dio", mentre le donne sono "figlie dell’uomo", sottolineando così due razze diverse, una superiore all’altra) e che chiamarono "Elohim".




Raccogliendo le testimonianze del passato, quindi, possiamo dedurre che questi alieni, cioè creature che non sono terrestri, questi “Annunaki”, venissero da un pianeta morto orbitante intorno ad Alnilam, la stella centrale della cintura di Orione, e si sarebbero poi stanziati su Nibiru, il Planet X, come fosse appunto un “pianeta di passaggio” per poi arrivare sulla Terra, pianeta verdeggiante e giovane, pronto ad ospitare la vita. Ma la vita c’era già sulla Terra, seppur con un grado di intelligenza molto inferiore a quello dell'uomo comune di oggi, e perciò i Nefilim sarebbero intervenuti geneticamente su queste specie di ominidi, dando vita all'uomo moderno!

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