it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: CITTA' SOTTERRANEA DI TREDICI PIANI!! INCREDIBILE

CITTA' SOTTERRANEA DI TREDICI PIANI!! INCREDIBILE

CITTA' SOTTERRANEA DI 13 PIANI


Secondo gli accademici l'inizio della nostra civiltà può essere stabilita nel 3000 a.C., quindi in quell'epoca non eravamo altro che uomini primitivi, rozzi che a malapena riuscivano a procacciare cibo. Ma come abbiamo già visto in questo post, numerose prove archeologiche e non provano esattamente il contrario, o meglio dimostrano che si sbagliano, e di molto.
L'uomo, sulla terra è molto più antico.
Nella Turchia orientale, più precisamente a Derinkuyu, in Cappadocia, si trova un'immensa e antica città sotterranea costruita approssimativamente 3.000 anni fa. Tutt'oggi i ricercatori si chiedono da chi sia stata costruita, come e perchè.

La città è stata scoperta per caso nel 1963 da un abitante del luogo che durante i lavori di ristrutturazione aveva abbattuto una parete del seminterrato, incappando in una sorta di accesso ad un labirinto sotterraneo ad una profondità di oltre 85 metri. Una tale opera urbanistica sarebbe un'impresa anche con le moderne tecnologie. Si potrebbe facilmente paragonare alla costruzione delle Piramidi in Egitto. E' sorprendente poi notare come si sia perfettamente mantenuta nonostante sia ricavata da una pietra molto friabile. Quale motivazione può aver spinto un popolo antico a creare questa gigantesca città sotterranea?
A seguito dell’esplorazione di quel vuoto inaspettato, furono in seguito scoperti ben tredici piani che scendono sempre più in profondità con pozzi di ventilazione e circa quindicimila bocchette che portano l’aria anche ai livelli più profondi. I lavori hanno evidenziato che i livelli superiori dovevano ospitare per lo più abitazioni, essendo ricchi di saloni e camere da letto, e, scendendo ai piani inferiori, sono state trovate tracce di centri religiosi, depositi per lo stoccaggio delle derrate alimentari, cucine, magazzini, torchi per il vino e perfino stalle per il bestiame e scuderie, chiare indicazioni che anche gli animali domestici vivevano sottoterra.


Ma come vivere sottoterra senza soffocare? Il ricambio d’aria dell’intera città era assicurato in tutti i livelli da un ingegnoso sistema di ventilazione incredibilmente complesso e secondo gli archeologi, era possibile la coabitazione di almeno 20.000 persone. A tutt’oggi, probabilmente, è stato scoperto solo un quarto dell’intero complesso che potendo beneficiare della presenza di un fiume sotterraneo e pozzi d’acqua lo rendeva una città completamente autosufficiente. Cosa che ancor più oggi stupisce studiosi e ingegneri. Secondo gli esperti, in tutta la Cappadocia dovrebbero inoltre esistere più di una cinquantina di città simili a quella di Derinkuyu, ma questa, con i suoi tredici piani sotterranei scoperti, è senza dubbio la più grande.

Altre città sotterranee di questa regione sono Özkonak (scoperta nel 1972 vicino a Avanos), Tatlarin, SaratlÄ (vicino a Aksaray) e Maza Köyü e quella recentemente scoperta nel 2013 di Murat Kaya, a Nevsehir, la capitale della provincia, sotto un castello d’età bizantina costruito in cima ad una collina, che, anche il sito è ancora in gran parte inesplorato, fa già pensare che possa rivaleggiare, per dimensioni e caratteristiche, con Derinkuyu, se non essere addirittura più grande. La città sotto Derinkuyu è a sua volta connessa a una città sotterranea adiacente, quella di KaymaklÄ, attraverso un lungo tunnel di circa otto chilometri che parte dal tredicesimo livello.


Perché esistono queste città sotterranee? Avevano bisogno di nascondersi da qualcosa? qualcuno? dovevano proteggersi da particolari temperature climatiche, troppo caldo o troppo freddo?
E’ ancora frutto di speculazioni e numerose teorie.  Una di queste teorie,  suffragata dalla presenza di alte porte in pietra presenti nei principali tunnel d’accesso, fa pensare ad un rifugio per i cristiani durante il periodo delle persecuzioni dell’Impero Ottomano e, se così fosse, giustificherebbe almeno il fatto che queste siano state evidentemente progettate per essere chiuse rapidamente in caso di emergenza e proteggere abilmente il segreto della città sotterranea. Le porte sono giganteschi massi di forma discoidale che fungevano da porte blindate, sigillando l’accesso alla città nei punti strategici e proteggendola da un’eventuale penetrazione nemica. Questi massi discoidali pesano tonnellate ed erano così costruiti che, una volta spinti in posizione di chiusura ingresso, non potevano essere rimossi dall’esterno ma soltanto da chi si trovava all’interno della grotta. Inoltre, sulle colline circostanti, sono stati ritrovati i resti di alcune cabine, di cui rimangono solo le fondamenta, che sembrano essere postazioni di osservazione per poter avvertire in caso di pericoli e dare l’allarme per tempo, se necessario.
Tuttavia, altri archeologi sostengono che la città di Derinkuyu servisse come rifugio temporaneo durante le invasioni e che sia stata costruita intorno all’800 a.C. dai Frigi, un popolo dell’Età del Bronzo imparentato con i Troiani. Altri credono che sia stata costruita dagli Ittiti, popolo guerriero menzionato nella Bibbia e che aveva prosperato centinaia di anni prima e secondo i teorici degli “Antichi Astronauti”, visitatori alieni scambiati per divinità, ha forse varie migliaia di anni.
In effetti l’elevato livello di tecnologia stupisce e lascia basiti: a Derinkuyu, a causa della morbidezza della pietra, bisognava stare molto attenti a fornire adeguato supporto ai piani superiori con i pilastri, altrimenti ci sarebbero stati crolli catastrofici. Invece è sorprendente l’assenza di qualsiasi traccia di collasso grave, quindi dobbiamo supporre che i costruttori fossero particolarmente abili e conoscessero molto bene il materiale roccioso.


Qualunque sia la verità, il mistero delle sue origini e della sua costruzione l’ha resa oggi una popolare attrazione turistica. Probabilmente l’origine di questa città sotterranea non sarà mai chiarita. Tuttavia l’immenso lavoro che fu certamente necessario per la sua edificazione testimonia l’incredibile capacità dell’uomo e la straordinarietà delle opere che è in grado di realizzare.

 L’enigma della datazione persiste. Un importante indizio in aiuto degli archeologi giunge dallo storico greco Senofonte (V-IV secolo a.C.), il quale nel suo scritto “Anabasi” parla di città sotterranee dell’Anatolia abitate dai Frigi:
“Le abitazioni erano sotto terra, all’entrata strette come l’apertura di un pozzo, si allargavano procedendo verso il basso. Gli accessi per il bestiame erano stati scavati e le persone scendevano giù per mezzo di scale. Nelle abitazioni c’erano capre, pecore, manzi e volatili con la loro prole.” (Senofonte, “Anabasi”, libro IV, 5.25)

Un altro passaggio dell’Anabasi (nel libro I) racconta di come i Frigi, per sfuggire all’arrivo imminente del persiano Ciro (VI secolo a.C.), abbandonarono le loro città e si rifugiarono sulle montagne. Ed è probabile che queste popolazioni abbiano iniziato già alcuni secoli prima, per difendersi dagli attacchi degli Assiri, a costruire il sistema di tunnel sotterranei. I rifugi possono aver assunto la funzione di città anche per un periodo abbastanza lungo. Una sorta di “bunker” del passato, in cui le persone dovevano avere la possibilità di continuare la loro vita di sempre in sicurezza, partecipando alle funzioni religiose, occupandosi dell’istruzione dei figli, organizzando assemblee e feste della comunità. Lo scopo è ormai chiaro: protezione da una grande minaccia esterna. Da dove provenisse questa minaccia, forse,  non lo sapremo  mai.




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