it.adnow.com/?referral=337274 VERITA' NASCOSTE: novembre 2018

ECCO COSA HANNO VISTO GLI ASTRONAUTI NELLO SPAZIO



Le missioni Apollo, una delle quali ha portato a Neil Armstrong e al primo atterraggio iconico di Buzz Aldrin, sono alcune delle più profonde conquiste dell'umanità. I successi delle missioni furono annunciati come una nuova era per l'esplorazione dello spazio e un precursore dell'evoluzione tecnologica della nostra civiltà. Ma ci sono diverse strane voci e trascrizioni discutibili di eventi accaduti durante le missioni, alle quali la NASA e i suoi astronauti hanno risposto in modo dimesso. Questo divenne noto come la cospirazione dell'Apollo 11.

Mentre molti sono ancora scettici riguardo agli sbarchi, ci sono altri strani rapporti che hanno sollevato cospirazioni su fenomeni inspiegabili vissuti dagli astronauti dell'Apollo, inclusi resoconti di una base sul lato oscuro della luna. Queste teorie sono alimentate da trascrizioni che sono state declassificate solo nell'ultimo decennio, o dalla NASA che ha "perso" documenti e registrazioni dello sbarco lunare originale. O testimonianza di persone che vi anno lavorato e che dopo anni di silenzio hanno deciso di divulgare quelle che per loro sono stati segreti troppo pesanti da portare nella tomba!! Ovviamente non ci sarà mai, almeno per il momento, un riconoscimento ufficiale di quanto raccontano astronauti, ufficiali, scienziati Nasa, ma alcune sono così intriganti che non possono essere ignorate.





Secondo la NASA, Armstrong e Aldrin hanno vagato per tre ore sulla luna, conducendo esperimenti e collezionando rocce lunari. Hanno anche piantato la bandiera degli Stati Uniti e un segno per contrassegnare il loro sbarco, sostenendo la loro visita in una missione pacifica per tutta l'umanità.

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Secondo la NASA, il lato oscuro della luna è pieno di crateri significativamente più numerosi e meno della cavalla liscia e scura che vediamo normalmente. Il terreno è caotico rispetto al lato che ci è familiare, visto nelle immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA.
Tuttavia, i resoconti di ex ufficiali dell'intelligence militare hanno affermato che c'è molto di più sul lato oscuro della luna di quanto la NASA non stia lasciando intendere. Karl Wolfe, un tecnico del quartier generale dell'Air Force Tactical Air Command a Langley, in Virginia, ha analizzato i dati del Lunar Reconnaissance Orbiter, affermando che lui e i suoi colleghi hanno visto strutture artificiali sul lato oscuro della luna, tra cui antenne radar e strutture certamente non naturali ma fatte da "esseri intelligenti".

Altri hanno affermato di scoprire tunnel sotterranei in immagini catturate dall'orbiter lunare dell'India Chandrayaan-1. Questi tunnel sul lato oscuro erano probabilmente il prodotto di tubi di flusso lavico che creavano un massiccio sistema di caverne, potenzialmente abitato da esseri viventi.

APOLLO 11 AVVISTAMENTI UFO
Ci sono alcune comunicazioni sconcertanti avvenute tra l'equipaggio della missione Apollo 11 e la base Nasa sulla terra. 
Uno di questi casi si è verificato l'ultimo giorno di avvicinamento alla luna, che Aldrin, Armstrong e Michael Collins hanno pubblicamente raccontato. I due astronauti individuarono ciò che, inizialmente, presumevano essere uno stadio del razzo Saturn V, chiamato S-IVB. Quando hanno chiamato  Houston per chiedere se fosse possibile, Houston ha risposto loro che l'S-IVB era stato staccato molto tempo prima e che si trovava a 6.000 miglia di distanza.
Dalle registrazioni in navicella, sebbene Armstrong abbia detto che era abbastanza lontano da non riuscire a distinguere la forma dell'oggetto, gli altri astronauti hanno discusso se fosse a forma di cilindro o di un libro aperto a forma di L.



Un altro strano rapporto, su base di una trascrizione tra Armstrong e Aldrin, registra il fatto che hanno visto astronavi e strutture extraterrestri una volta usciti dal modulo lunare, Eagle. La trascrizione è la seguente:
Aleksandr Kasantesev afferma che Buzz Aldrin fece un film a colori dell’UFO da dentro la navicella, e continuò a filmare loro, Armstrong e lui stesso anche quando furono fuori. Armstrong confermò che la storia era vera, ma rifiutò di dare ulterioridettagli, poi ammise che la CIA voleva nascondere l’accaduto.

 Occorre inoltre aggiungere che da tempo circola su internet un file audio che riporta la conversazione tra gli astronauti ed il centro di controllo di Houston, captata da diverse stazioni radio terrestri a frequenza ultrarapida, prima che la NASA la sopprimesse nella trasmissione televisiva che illustrò l’arrivo di Apollo XI sulla Luna (nonostante la NASA affermi il contrario, esisteva infatti una leggera differita tra le reali comunicazioni Nasa-Apollo e quelle ritrasmesse al mondo).

Ecco il testo integrale:

Astronauta 1: Ma cos’è quello?

Astronauta 2: Avete una spiegazione?

Houston: Non vi preoccupate, attenetevi al programma!

Astronauta 1: Mio Dio, ma è incredibile, questo è fantastico, non lo potreste mai immaginare!

Houston: Sappiamo di questo, andate dall’altra parte!

Astronauta 1: Ma che diavolo è quello? È incredibile …… Dio … ma cos’è? Allora, me lo dite?

Houston: Cambiate frequenza, usate Tango, Tango!

Astronauta 1: Allora è una forma di vita, quella!

Houston: Cambia frequenza.

Houston: Usa Bravo Tango, Bravo Tango, scegli Jezebel, Jezebel!

Astronauta: ……sì! ….. ma tutto questo è incredibile!

Houston: Passa su Bravo Tango, Bravo Tango!

A questo punto la comunicazione viene interrotta


APOLLO 11 
Ciò che rende particolare i momenti in cui i due astronauti lasciano il modulo lunare per mettere piede sul territorio lunare è che ci sono stati due minuti di puro silenzio video e radio riportati dalle apparecchiature a bordo. 
Parliamo delle videocamere e di registratori  considerate come alcune delle apparecchiature più costose e altamente avanzate, che hanno prodotto registrazioni affidabili durante il resto della missione eccetto per quei due minuti in cui gli astronauti hanno messo piede fuori dalla navicella. 

Dalle notizie che girano nel mondo provenienti da chissà quale ex dipendente NASA o Hacker che sia riuscito a rubare informazioni dalla stessa NASA, pare che  Neil Armstrong abbia rivelato il suo resoconto di ciò che lui e Aldrin hanno visto, ad un professore durante un simposio della NASA. Questa sarebbe la loro conversazione:

Professore : cosa è successo veramente là fuori con Apollo 11?

Armstrong : È stato incredibile ... naturalmente, avevamo sempre saputo che c'era una possibilità ... il fatto è che siamo stati avvisati. Non c'erano mai domande di una stazione spaziale o di una città lunare.

Professore : come intendi "messo in guardia"?

Armstrong : Non posso entrare nei dettagli, se non per dire che le loro navi erano di gran lunga superiori alla nostra sia per dimensioni che per tecnologia - ragazzo, come sono grandi! ... è incredibile ... No, non si tratta di una stazione spaziale.

Professore : Ma la NASA aveva altre missioni dopo l'Apollo 11?

Armstrong : Naturalmente, la NASA aveva già annunciato le altre missioni e non poteva rischiare il panico sulla terra .

Gli astronauti hanno davvero incontrato astronavi aliene o hanno visto una base sul lato oscuro della luna? C'è qualche legittimità in queste trascrizioni? Mentre è difficile dire se queste conversazioni siano realmente avvenute con le fonti anonime e le informazioni classificate, una cosa che spicca è il fatto che la NASA ha "perso" una quantità significativa di filmati televisivi a scansione lenta di alta qualità realizzati come backup per la televisione. Ci si potrebbe chiedere come il programma spaziale tecnologicamente più avanzato del mondo sia riuscito a lanciare un razzo, a mettere uomini sulla luna e, in qualche modo, perdere tanto più semplicemente filmati importantissimi per la storia dell'uomo. Mah?

Ma per arrivare ai giorni nostri, tra i tanti video che ho trovato in internet questo è molto interessante, perchè è un video della NASA con immagini originali e girate  direttamente dallo Space Shuttle mentre era in missione. Lascio a voi i commenti e le conclusioni.


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LE ORIGINI DELLA CIVILTA' EGIZIA: La teoria ed i fatti non coincidono

Secondo il Canone Regio conservato  al museo di Torino, la casta dominante da cui provenivano i faraoni sarebbe appartenuta un tempo al popolo chiamato Shemsu-hor, ovvero i "compagni di Horus". Costoro secondo la tradizione egizia avrebbero regnato per 13.400 anni prima dell'ascesa al trono di Menes, il re a cui si deve l'unificazione dei regni. I misteriosi discepoli di Horus vennero infine descritti nelle antiche scritture come i diretti discendenti di quelle "divinità" che abitarono l'Egitto durante lo Zep Tepi (il tempo dell'inizio), un periodo precedente all'ultima glaciazione (diluvio universale) e che corrisponde alla cosiddetta età del Leone (circa 12.000 anni or sono), epoca in cui molti ricercatori credano sia stata costruita la Sfinge e le Piramidi di Giza.
Le prove circa l'esistenza di un'antica casta dominante di diverso ceppo razziale, sono sufficienti a ribaltare completamente l'attuale orientamento ortodosso sulle origini della civiltà egizia.

canone regio
Il professor Carleton Coon, di Harvard, nel suo libro "The races of Europe" ci informa che anticamente tutti i più importanti funzionari, cortigiani e sacerdoti che rappresentarono la casta superiore della società egizia possedevano sorprendenti crani nordici, in particolare del tipo comune in Scandinavia, Gran Bretagna, Olanda e Germania settentrionale. Questa affermazione non deve sorprendervi, si tratta di conclusione che trova conforto in innumerevoli testimonianze archeologiche rimaste fino ad oggi nell'ombra.
L'archeologo americano George Reisner, durante gli scavi nella piana di Giza, riportò alla luce una piccola piramide con all'interno la raffigurazione di Etepheres (V dinastia), la sposa bionda dagli occhi azzurri di Didufri. Essa venne descritta come una sacerdotessa della dea Neith, una divinità dai capelli biondi della regione del delta del Nilo. Inoltre anche la regina Hetepheres II è raffigurata con i capelli biondi in un dipinto sul muro della tomba della regina Meresankh III.
Dopo anni di studi e di approfondimenti in merito, Scharff arrivò a concludere che l'Egitto dell'età delle Piramidi fu dominato da un'èlite dai  caratteri somatici tipicamente nordici.
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Ginger


Presso il British Museum di Londra è esposta una mummia del 3.300 a. C. soprannominata Ginger a causa del colore rosso dei capelli, dai tratti tipicamente  nordici. 
La moglie del faraone Zoser è stata raffigurata in un dipinto con i capelli biondi. La mummia della moglie del re Tutankhamon possiede ancora ciocche di capelli castani ramati. Numerose mummie dai capelli rosso-ramati sono state trovate nelle caverne di Aboufaida.
Ed ancora, uno scriba egizio di nome Sakkarah è stato descritto con gli occhi azzurri dai suoi contemporanei. La regina Thi è stata dipinta con una carnagione rosea, occhi azzurri e capelli biondi, come anche la dea Nuit, la madre del faraone Amenhotep IV, la principessa Ranofri, figlia del faraone Tuthmosis III.
Nel 1925 L. H. Dudley Buxton della Oxford University, dopo aver esaminato i resti delle mummie più datate, ben 102 (quelle più antiche e di più alto lignaggio) hanno caratteristiche nordiche, mentre solo 13 sono risultate di colore.


Per concludere, la ricerca accademica, invece di confrontare le proprie teorie con l'evidenza dei fatti, usa adattare i fatti alle proprie pseudo-teorie scientifiche ( in realtà vere e proprie ideologie) occultando così le prove idonee a confutarle definitivamente.


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OGGI NOI NON SIAMO CAPACI DI PRODURRE IL MATERIALE CONTENUTO NELLA PIRAMIDE !!



Nonostante abbiamo raggiunto un livello di tecnologia elevato, rispetto al passato, e disponiamo di attrezzature e macchinari che misurano, calcolano, disegnano, tracciano, scavano, sollevano ect... oggi rimangono inspiegabili metodi e materiali utilizzati nelle ere più remote del nostro passato dai costruttori ad esempio delle piramidi di Teotihuacan. In beffa a ciò che credono i ricercatori e scienziati ortodossi, di aver cioè capito tutto quello che c'era da capire sulla costruzione di questi enormi "edifici", in realtà vengono fuori delle scoperte che riusciamo a spiegare solo facendo finta di non averle viste.

Infatti proprio a Teotihuacan, nelle vicinanze del Tempio del Sole è stato scoperto un pozzo di sette metri di profondità collegato a una galleria sotterranea, che termina in una grotta lavica naturale situata proprio al centro dell'edificio. Nella caverna, antecedente alla costruzione, sono stati rinvenuti alcuni specchi di ardesia e dei frammenti di ceramica di cui ignoriamo la funzione.



Nel lontano 1906 gli studiosi avevano già effettuato una scoperta straordinaria senza rendersene conto. Trovarono infatti grandi quantità di un particolare minerale che richiede, ancora oggi, processi di lavorazione altamente tecnologici, la mica. Tale silicato (la mica) era stato impiegato sia per la costruzione del livello superiore della piramide del Sole che per il tempio detto appunto "della Mica". Al suo interno vennero ritrovati due strati di ben 270 cm/quadrati di tale materiale, messi in opera evidentemente con una precisa funzione. Negli ultimi anni, non si sa per quale motivo, la piramide della Mica, però, è stata resa inaccessibile al pubblico e il suo ingresso è stato sbarrato da due pesanti lamiere, senza spiegazioni di sorta.


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Chi ha potuto visitare l'incredibile monumento quando ancora era aperto ai visitatori, tuttavia, riferisce di essere stato abbagliato dal riverbero della mica che rivestiva il soffitto con piastrelle di dieci centimetri per venti. Lo stesso materiale è stato impiegato per realizzare le sezioni di sette centimetri di spessore che si alternano diverse volte agli strati di pietra. I fogli di mica consistono in una pellicola elastica che si sbriciola al tatto, e le lamine sfaldate risultano trasparenti e in grado di riflettere la luce del sole con elevata intensità. Dalla piramide della Mica parte poi una galleria sotterranea che si congiunge alla caverna sotto la piramide del Sole.  Quindi le due piramidi risultano collegate da questo tunnel sotterraneo, di cui chiaramente non se ne conosce la funzione.  Tanto per non cambiare, anche l'accesso del tunnel è stato  sbarrato e nessuno sa dire esattamente cosa ci sia là sotto.

il tunnel 

Ma cos'è la Mica? Perchè è stata usata per rivestire le pareti, quale era la sua funzione?
La Mica è un silicato di alluminio, un composto formato dall'unione di vari elementi quali potassio, alluminio, ferro, magnesio, litio, manganese e titanio. Ogni territorio produce una determinata qualità di Mica, a seconda della quantità di ciascun elemento. Quella rinvenuta nel sito archeologico messicano proviene dal Brasile, pertanto chi ha costruito il tempio si prodigò per ottenere proprio quel tipo di Mica. Ma a quale scopo? Ufficialmente non lo sappiamo, nel senso che neanche i ricercatori lo sanno.
Però sappiamo che la Mica attualmente viene usata come isolante termico ed elettrico nonchè come moderatore nelle reazioni nucleari. 
Risulta quindi particolarmente adatta  ad applicazioni di alto livello tecnologico. Possiede una notevole elasticità, una forte resistenza al calore (fino a 800 gradi) e agli improvvisi sbalzi termici e inoltre è inattaccabile dai solventi organici e dagli acidi.
Oggi la mica viene usata nella fabbricazione degli sportelli dei forni a microonde, o in elettronica per isolare valvole termoioniche a tubi catodici, negli apparecchi radar, nei rivelatori di raggi cosmici.
Il nostro attuale livello tecnologico ci consente di produrre lastre di trenta o quaranta centimetri quadrati di mica attraverso lunghi e sofisticati processi di lavorazione.
Ciò premesso, le piastrelle di mica scoperte a Teotihuacan superano i 200 cm quadrati di estensione.


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TECNICE COSTRUTTIVE IDENTICHE IN DIVERSI CONTENENTI. COME E' STATO POSSIBILE?

Ollantytambo (Perù)
Il maestoso complesso dei templi di Angkor in Cambogia venne fatto erigere nel XII secolo d.c. ovvero molto tempo prima della scoperta ufficiale delle Americhe. Ciononostante il sito presenta straordinarie analogie costruttive con le tecniche utilizzate dai popoli precolombiani, indizi che riconducono ancora una volta all'eredità di un'antica civiltà globale andata perduta.
I grandi blocchi di pietra della struttura infatti non furono cementati tra loro, ma vennero fissati insieme da morsetti di metallo saldamente incassati all'interno del granito.


Ciò significa che gli antichi operai disponevano di fonderie mobili che potevano essere agevolmente spostate tra un blocco di granito e l'altro per versare la colata metallica direttamente nelle fessure da riempire.
Ma la circostanza più incredibile è che tale tecnologia costruttiva molto avanzata venne utilizzata anche per edificare molti altri templi sparsi, nel mondo, come per esempio quelli di Tiahuanaco (Bolivia), di Ollantytambo (Perù), di Dendera (Egitto), di Sarnat (India).



Dall'analisi spettrografica delle graffe metalliche di Puma Punko (Bolivia) è stato scoperto che erano formate dalla seguente lega: 2,05% di arsenico, 95,15% di rame, 0,26% di ferro, 0,84% di silicio, 1,70% di nichel. Un risultato che attesta un livello di conoscenze tecnologiche molto superiore a quello che ufficialmente è  riconosciuto sino ad ora a questi antichi costruttori.
Oltre ad altri indizi di contatto tra le diverse civiltà, come l'associazione del complesso di Angkor a particolari astri del cielo (nel suo caso la costellazione del Drago), per le piramidi di Giza la costellazione di Orione, il rigoroso rispetto dell'orientamento verso i quattro punti cardinali e la celebrazione rituale di eventi come solstizi ed equinozi. 

Tempio di Angkor

foto satellitare Tempio di Angkor

costellazione del Drago





























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A Carnac per esempio una località della Bretagna (Francia) vi è una concentrazione impressionante di pietre megalitiche fatte risalire dagli archeologi ortodossi a un periodo compreso tra il 3500 e il 1500 a.C. 



Questi macigni di granito durissimo arrivano a superare le 350 tonnellate, ciononostante furono tagliati, lavorati e infine trasportati da cave distanti decine di chilometri. Stessa cosa dicasi per il sito di Stonehenge a Salisbury (Inghilterra). Esso è quanto resta di un antico e sofisticato calendario di pietra che risale almeno al III o IV millennio a.C. L'osservatorio fu costruito da qualcuno che possedeva notevoli nozioni matematico-astronomiche già nell'età della pietra. 




Pertanto oggi sappiamo con certezza che i misteriosi "architetti" megalitici furono i primi ad utilizzare i medesimi criteri di costruzione e di allineamento astronomico, indipendentemente dalla regione del mondo in cui si abitarono.



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Fonti: libro "Scoperte archeologiche non autorizzate, oltre la verità ufficiale" di Marco Pizzuti. Internet, quindi materiale pubblico.



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PALLA DI FUOCO IN CINA. RILEGGIAMO LE SCRITTURE ANTICHE.


PALLA DI FUOCO IN CINA.

È il caso di un dipinto cinese del 19° secolo. Wu Youru è stato un importante pittore Qing, la dinastia che ha governato la Cina tra il 1644 e il 1911. Nel 1892, Youru produsse una singolare opera intitolata “Red Hot Flames in the Sky” (Fiamme rosse ardenti nel cielo).





Red Hot Flames in the Sky



Il dipinto descrive un avvistamento Ufo testimoniato dal pittore stesso, così come da centinaia di passanti. Oltre alla parte prettamente grafica, il dipinto è corredato da una descrizione fornita dall’artista stesso in 190 caratteri, nella quale vuole chiarire che tutte le spiegazioni plausibili date al fenomeno non esauriscono la sua portata ultraterrena. Una traduzione della descrizione di 190 caratteri è stata fornita da Paul Dong, ricercatore e scrittore Ufo di lungo corso, nel suo libro “China’s Mjor Mysteries” (I più grandi misteri della Cina).


“Erano circa le otto di sera del 28 settembre 1892. Nel cielo a sud di Nanchino apparve una palla di fuoco a forma d’uovo, rossa ma priva di luce. Fluttuava lentamente nell’aria, diretta a est. Dal momento che il cielo al tramonto era nuvoloso e oscuro, la sua comparsa fu evidente. Sul ponte di Zhu-Que si radunò una folla di diverse centinaia di persone che in punta di piedi allungavano le teste in avanti. Indugiò il tempo di un pasto, svanendo poco a poco in lontananza. Alcuni ritennero che era passata una meteora. Ma una meteora impiega solo un istante prima di svanire, mentre i movimenti di questa palla dalla sua prima comparsa nel cielo fino alla sua definitiva scomparsa in lontananza furono piuttosto statici. Quindi non poteva essere una meteora. Altri affermarono che era una delle lanterne cinesi che i bambini facevano volare. Ma il vento soffiava verso nord quella sera, mentre la palla di fuoco era rivolta verso est. Quindi non poteva essere nemmeno una lanterna cinese. Per un certo periodo ognuno ne parlò ma nessuno seppe risolvere il mistero. Un anziano signore disse: “Quando all’inizio si alzò, ci fu un leggero rumore, appena udibile, come di un approssimarsi animato di uomini che si lanciano al di là del Cancello del Sud”.


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ECCO LA CONFERMA SCIENTIFICA CHE LE SCRITTURE ANTICHE RACCONTANO LA REALTA'!! IL SISTEMA SOLARE




La grande maggioranza di noi uomini moderni non presta attenzione a quelle minuscole luci che oggi sono i pianeti nel cielo notturno, ed è probabile che solo uno su dieci o addirittura uno su cento sia in grado di indicare senza esitazione nel firmamento quale minuscola luce sia Marte e quale Giove.

Inoltre i pianeti si spostano, anche se è difficilissimo riuscire a rendersi conto del loro movimento, per quanto è lento, tanto lento che ad esempio Giove attraversa il cerchio dello zodiaco in ben 12 anni, a differenza del Sole che lo attraversa ogni 24 ore, la Luna ancora di meno.

Fatta questa premessa, come mai nelle epoche più antiche, il Sole veniva considerato come un astro di minore importanza rispetto ad alcuni pianeti; si adoravano infatti solo i pianeti, (che oggi sono i mondi più lontani), anche se sono inconsistenti come fonti di luce e inefficaci come sorgenti di calore? Come mai per dirla in parole semplice, gli antichi adoravano i pianeti meno visibili?

Il Sole e la Luna sono due corpi risplendenti e quindi è facilmente comprensibile che l'immaginazione dei popoli antichi li considerava con estrema meraviglia attribuendo a essi qualità mitologiche. Lo strano è che, malgrado questo, le più antiche mitologie dei caldei, dei greci, dei romani, dei Popoli dell'Indo e dei Maya sembravano preoccuparsi non tanto del Sole e della luna quanto dei pianeti più remoti e meno visibili. Tra questi Giove che veniva adorato da diverse civiltà, come pure Marte, scelto per impersonificare il dio della guerra. Come mai?

Giove

E' possibile immaginare che il nostro sistema solare abbia subito violenti accadimenti tali da spostare la posizione di vari pianeti? Pare proprio di si! Finalmente oggi abbiamo una conferma importantissima, scientifica, di quanto immaginava ed ipotizzava Immanuel Velikovsky (1895-1979) studioso ebreo diventato famoso per aver pubblicato il best-seller (Mondi in collisione), teorie valutate positivamente all'epoca anche da Albert Einstein, per le quali però, lo stesso Velikovsky è stato per anni criticato, deriso, dichiarato pazzo e fuori di senno dagli astronomi della sua epoca.
In pratica la sua teoria era che Giove, migliaia di anni fa, girava attorno al Sole con un'orbita molto differente da quella di oggi.
Anche Marte occupava un'orbita differente, cosa scritta sui più antichi testi sacri delle nostre civiltà. Notizia confermata anche dall'ammissione oggi, da parte della NASA che sul pianeta Marte c'era l'acqua, sottoforma di mari e fiumi, quindi liquida. Di conseguenza Marte doveva avere una posizione diversa da oggi, dove la temperatura gelida non permette certo la 
Che tra Giove e Marte ci fosse un pianeta che in qualche istante non si sa quando nè come ne perchè, è esploso.

Marte


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Fonte Ansa.it:
Come una scatola nera del Sistema Solare, i meteoriti dell'asteroide Vesta conservano le tracce dell'intenso bombardamento che circa 4 miliardi di anni fa ha sconvolto le regioni più interne del nostro sistema planetario, prendendo di mira anche la Terra e la Luna.
Lo ha scoperto lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience e condotto con un'importante partecipazione italiana. La ricerca è stata coordinata da Simone Marchi, che lavora negli Stati Uniti presso il Southwest Research Institute e fra gli autori c'è Maria Cristina De Sanctis, dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf), responsabile dello strumento italiano Vir (Visual and Infrared Spectrometer) a bordo della sonda Dawn della Nasa. Lo strumento è realizzato da Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Inaf. 
La ricerca si è basata sulle analisi dei meteoriti di Vesta arrivati sulla Terra, confrontata con alcune simulazioni e con i dati forniti dalla sonda Dawn, che ha visitato Vesta dal luglio 2011 al luglio 2012 e attualmente in viaggio verso Cerere.
Secondo i ricercatori i tremendi impatti avvenuti sulla superficie di Vesta sono stati causati da disturbi gravitazionali analoghi a quelli che in passato hanno messo grandi asteroidi in rotta di collisione con Terra e Luna. L'intenso bombardamento è avvenuto circa 4 miliardi di anni fa, in un periodo molto drammatico della storia del Sistema Solare, chiamato 'cataclisma lunare', durante il quale pianeti gassosi giganti come Giove e Saturno hanno subito una migrazione dalle loro orbite, destabilizzando la fascia degli asteroidi.
Di conseguenza, come in una gigantesca carambola cosmica, gli asteroidi sono stati scagliati contro gli altri corpi del Sistema Solare. 
I meteoriti di Vesta sono stati confrontati sia con i meteoriti molto antichi, dalla provenienza sconosciuta, sia con rocce lunari ed è emerso così che il bombardamento è durato centinaia di milioni di anni. E' stata una catastrofe che non ha coinvolto solo i corpi più interni del Sistema Solare, come si riteneva finora, ma la stessa cintura degli asteroidi che si trova fra Marte e Giove, come testimoniano i frammenti di Vesta. 


Le simulazioni indicano che gli impatti sono avvenuti a velocità straordinarie, decisamente superiori rispetto a quelle finora osservate nella fascia di asteroidi. Il calore generato dalle collisioni è stato così elevato da reimpostare le età di questi oggetti analizzati e tutti appaiono risalire a un periodo compreso fra 3,4 e 4,1 miliardi di anni fa, indicando che il bombardamento è avvenuto nello stesso periodo. "In pratica – sottolinea De Sanctis - tutti questi oggetti, in termini di impatti, hanno condiviso la stessa infanzia". (fonte ansa.it).

Saturno fotografato dalla sonda Cassini
gli anelli di Saturno

Altra conferma scientifica che il sistema solare sia stato squassato da apocalittici scontri tra mondi arriva dalle foto scattate dalla sonda Cassini, del pianeta Saturno. Infatti gli anelli di Saturno, al contrario di quanto si era sempre supposto, NON sono antichi o molto antichi. Invece sono probabilmente di recentissima formazione in quanto sulle miriadi di minuscoli detriti che li compongono non si è ancora posato che un leggerissimo strato di polvere cosmica, uno strato impercettibile, che li fa apparire ancora lucidissimi, quindi in termini cosmici "nuovi di zecca".

Sarebbero quindi i resti sgretolati di una o più lune che, essendosi avvicinate troppo al gigantesco pianeta (Giove) ne sono rimaste sbriciolate. Forse questo cataclisma si è verificato quanto già sulla Terra esistevano anche gli uomini? Ancora non lo sappiamo, ma il continuare a fare domande porterà certamente a nuove scoperte e perchè no a nuove conferme.
Cosa dimostra questo articolo, a parte il cambiamento del nostro sistema solare in passato??

Dimostra che tutte le scritture antiche che fino ad oggi sono considerate semplici racconti inventati in realtà non sono altro che la testimonianza scritta lasciataci dai nostri avi quale reportage di quello che hanno visto e vissuto nel loro passato. Quindi sarebbe il caso di riesaminare con occhi diversi e soprattutto con mente aperta tutto quello che è stato scritto.

























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